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Ritualità
In passato la cottura della
calce avveniva in appositi forni a tino, denominati calchere e questo
procedimento, all’apparenza semplice e scontato, non sempre riusciva. Per
questo motivo, in alcune località, prima dell’accensione del fuoco nella
fornace c’era una sorta di rituale, che aveva lo scopo di propiziare
benevolmente il lavoro. Nella vicina Valle Camonica i “calcheròcc de Dö”
(gli addetti alle fornaci di Ono S.Pietro), incidevano una croce sulla
pietra che costituiva la chiave della volta della calchera. Prima di
accendere il fuoco nella camera di combustione, era incisa una seconda
croce sulla bocca d’alimentazione. Queste croci avevano il chiaro
significato di benedire e proteggere il lavoro ed al contempo far sì che
tutto procedesse per il meglio, ottenendo calce di buona qualità. Nel
bellunese, nel giorno stabilito per la cottura, la fornace era benedetta
dal prete che, seguendo il Rituale Romano, recitava la “Benedictio
fornacis calcariae”:
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V/. Adjutòrium nostrum in nòmine Dòmini.
R/. Qui fecit caelum et terram.
V/. Dòminus vobìscum.
R/. Et cum spìritu tuo.
Orémus.
Oratio.
Omnìpotens aetérne Deus,a quo òmnia
créata procédunt, et qui miràbili dispositiòne bonitàtis tuae eis
trìbuis ad usum hòminum inservìre ; qui olim altàre tuum de
lapìdibus constrùctum calce levigàre jussìsti, ut per Deuteronòmium
in eo scriptum tuòrum servarétur memòria mandatòrum: te supplices
exoràmus, bénedic hanc fornàcem, et ab ea longe repulsa omni
versùtia diabòlicae fraudis, frutuòsam reddas illam et aptam ; ut
per ignem vim virtùtis suae exercéntem aptatòres hujus òperis de tu
benignitàte calcem recipiant congruéntem ; quibus étiam trìbue, ut
in eis simul crescat tuae gràtiae salutàris aug méntum.
Per Christum Dòminum nostrum. Amen.
Et aspergatur aqua benedicta. |
C/. Il nostro aiuto è nel nome del
Signore.
F/. Che hacreato il cielo e la terra.
C/. Il Signore sia con voi.
F/. E con il tuo Spirito.
Preghiamo.
Preghiera.
Onnipotente
ed eterno Iddio, dal quale derivano tutte le cose create e che per
la straordinaria inclinazione della tua bontà destini al servizio
degli uomini; che in passato hai fatto levigare con la calce
l’altare di pietra costruito in tuo onore, affinchè fosse conservato
il ricordo dei tuoi Comandamenti, incidendo su di esso le parole del
Deutoronomio, noi supplici ti invochiamo, benedici questa fornace e
tenendo lontana da essa
tutte le astuzie e tutti gli inganni del diavolo, rendila utile e
conveniente; affinchè per mezzo del fuoco che esprime il tuo valore
degli operai di questa fornace possano produrre con l’aiuto della
tua benevolenza calce di buona qualità; e a questi concedi anche
l’aumento della tua grazia.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
E si asperga acqua benedetta. |
Alcune testimonianze raccolte nella zona
dell’Alto Garda segnalano la tradizione di incidere una croce nella malta
fresca usata per sigillare la boccola di caricamento. In altri casi era
chiamato il prete del paese per benedire la fornace prima di dare inizio
alla cottura delle pietre.
Sui Monti Lessini, in particolare nella Valle Illasi (Verona), è attestata
l’usanza di benedire la fornace prima di accendere il fuoco. Il medesimo
cerimoniale è ricordato da testimonianze nella vicina Valzurio ed a
Castione della Presolana. Indicativi sono alcuni aneddoti legati a questo
rituale, il più curioso dei quali riguarda il crollo di una calchera
perché l’addetto non ha voluto aspettare il prete per la cerimonia.
Dalle testimonianze di chi ha eseguito le ultime cotture si capisce che
questi cerimoniali religiosi erano stati già abbandonati, ma in alcuni
documenti che risalgono alla prima metà del XVIII secolo, è registrata
l’usanza di collocare una croce sul colmo della calchera prima di
accendere il fuoco. Questa pratica è testimoniata anche in una nota
redatta agli inizi del 1900 dallo scalvino Eugenio Pedrini, che per primo
ha iniziato la raccolta di documenti ed uno studio della storia della
Valle di Scalve.
Rituali semplici, tramandati di generazione in generazione fino a quando,
a metà ventesimo secolo, l’industrializzazione ha invaso anche le nostre
zone portando benessere e cambiando il modo di vivere delle persone. La
vita dei nostri nonni, uomini costretti a misurarsi quotidianamente con le
difficoltà, i sacrifici e sostenuti solamente dalla fede, si è modificata
velocemente ma alcune reminiscenze del legame fra uomo e natura,
continuano a vivere in queste pratiche rituali, che hanno avuto inizio
nella preistoria.
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