“Memorie” un documento inedito

          Le “Memorie” sono il diario che certo Comino Morzenti, nativo di Teveno frazione di Vilminore di Scalve, ha redatto nel periodo compreso fra l’anno 1729 e il 1749. Il Morzenti era stato nominato “sindaco” della Chiesa, come egli stesso si definisce, vale a dire un amministratore o curatore dei beni della Parrocchia. Fra le varie annotazioni riportate sul registro esaminato, vi sono importanti riferimenti che riguardano la produzione della calce, attività svolta dallo stesso Comino in favore della chiesa locale. Le “Memorie”, come sono definite dallo stesso autore, sono riportate integralmente con le annotazioni aggiunte dallo scalvino Eugenio Pedrini che, ad inizio XX secolo ha iniziato lo studio e la stesura di un volume sulla storia della Valle di Scalve rimasto inedito. In sintesi grazie a queste note si è potuto ricostruire la storia di una cottura di calce avvenuta nell’anno 1731 in una località di Teveno in favore della chiesa del luogo.

Estratto dalle Memorie di Comino Morzenti

Memoria 65

13 giugno – Dato principio alla Calchera della nostra Chiesa e tagliato legna del Comune con licenza del Consiglio di Scalve, come parla il Capitolo dello Statuto[1] (CVI a Collatione 4ª) – De prohibitione Carbonum.ù

Memoria 66

1731 – 18 giugno – Vuotato la foppa della Calchera da me nella “riasopa”[2] (?), come appare al libro della Chiesa (263) con le Giornatte o Tallie già fatte dalla Contrada di Teveno.

Memoria 78

1731 – 9 agosto – Livrassimo[3] di colmare la Calchera et di piantar la Croce – Nota si usava piantare in cima il colmo della Calchera, come indizio che la Croce presiede a tutto – ed anche oggidì i Parroci godono ed esercitano il diritto di benedire le calchere entro il territorio Parrocchiale, ed hanno diritto a  due cavalli di calcina ed a 5 lire italiane.(Il cavallo era 14 pesi cioè kg 112, ora si usa il ql. di kg 100)[4]

Memoria 79

1731 – 17 agosto – Dato fuoco alla Calchera, vedi anche memoria 65, ed adi 23 detto fu cotta.

Memoria 81

1731 – 21 agosto – Principiata[5] la foppa per sotterrar la calce della Chiesa ed a levar i pagni[6] della medesima (Svestire la calchera dalle parti ad essa addossate per ripararla)[7]

Memoria 84

1731, 8 settembre – Principiato il trasporto della calcina dalla Calchera della Riva Sopra[8] (!).Vedi mem.65 – Per bagnare la calcina si adoperò l’acqua della Bloreggia[9], aviandola in fuora per la strada fino al dugallo[10] (condotto, e si dice specialmente anche oggi quel fossato lungo il letto delle bestie nelle stalle) e da qui con la sariola foro de pusso (dietro) alle case ed andarono a dirivare nella sariola delle Vecelle[11], cioè in quella delli Gio:Picini acqua in quantità, dice che pareva un edificio, ed era una maraviglia per la gente-

8 settembre   ne menarono in qui Cavalli  n 20.
9     cosi a botto   ______________        “ 50.
10       id            _______________        “ 45.
16       id            _______________        “ 13.
21       id           _______________         “ 50.
29       id          _______________          “ 40.
14 ottobre         _______________         “ 20.
27                    _______________         “ 25.

20 novembre    _______________         
“ 70.

Stimatta li calcherotti e non pesata C.  n 333
               Venduta
Gio: Arigo di Teveno                     C.lli      6.
Curatto di la Nona                       C.          2.
La Magnifigha Pietà di Vilminore   C          2.
Gio: figlio di Gio: Arigoni              C          6.

Bernardo q.Antonio Morzenti       
C          2.
                  (Totale della Calchera C.    351
[13]

114

1731 – 20 Novembre – Terminato di portar giù la Calcina nella Riva Sopa et anco le assi del tetto della medesima come a Mem.ª 84 e 65

116

1731 – 25 Novembre – Fatta una foppa per bagnar la calcina larga e lunga 11 quarte[14], alta sei, in cui furono contenuti 12 cavalli di calce per la chiesa.

238

1738[15] – Aprile..__ La Contrada di Teveno fece un’altra Ballotazione[16] i fare un’altra calchera nel logo dove si fece l’altra come qui avanti __V.Memª84__passata e non fatta.[17]

Adi 27 Marzo 1731 (pag.45)
Convocati li Uomini della contrada di Teveno al luogo solito per trattare di più interessi della Chiesa “Paroghiale”

     
Prima si manda parte se si deve fare una calchera nella Riva Foppa dove sonno le rotturre laoratte et lisenciatte la Vicinanza alla Chiesa e queste ebbe sopra balle 22 ___ P. 21.C.1[18]

      Furono proposte altre ballottacioni sopra detta calchera, ma non ballottate solo saseguandosi di ballottarli in occasione et a beneplacito de sig.ri Deputati etc.
      Il Primo Deputatto sopra detta calchera fu eletto Il sig. Curatto nostro di Teveno 22 P. 21 C__
      Il Secondo Deputatto come sopra fu eletto il M. Antonio Arighino  d. Pietro Morzenti di Teveno et questo ebbe balle 22 P. 20 C. 1
      Come apare al libro della Chiesa a C. 265, le sopradette balotacioni &
      Io Comino Sindico della Chiesa di Teveno come appare al libro di essa l’anno 1730 e l’anno 1731.
      E’ cotta la sudetta calchera con l’aiuto di Dio e de Santi e in lode della Contrada di Teveno e Sig.ri Deputati di esso loco.
      Ben cotta in lode dè Maistri e dé assistenti come si potrà ben vedere chi erano dal libro della Chiesa a C. 263___ Fu bagnata la calce dietro la casa della Contrada seu casa del Sig. Curato di Teveno, cavalli circa 300
[19], così giudicata li Maistri, come in questo a Memoria 84.

Memoria 271 1733__ 19 ottobre__ Fu fogatta una Chalchera nella Nona situatta nei campi chiamati la Sella su Plodere per esserli dapresso et questa è la prima fatta in tal contrada et è per mancansa di pietre.[20]
 
 
 

[1] Si riferisce agli  - Statuti Ordini, er Leggi municipali di tutta la Valle di Scalve – ordinati per la Serenissima Repubblica Veneta nell’anno 1778, già citati.
[2] Il Pedrini pone un punto di domanda ma con “riasopa”, molto probabilmente, il Comino voleva indicare la località Riva Sopa che viene citata più volte nel “Diario”, e che oggi è indicata come Ria Sopra o nel dialetto Pià Riasopa.
[3] Livrassimo è il termine dialettale antico per indicare “terminato”- “finito”.
[4] La nota del Pedrini si riferisce agli inizi del 1900.
[5] Sono iniziati i lavori per la preparazione della “busa”, la buca in cui era bagnata e conservata la calce per il trattamento di spegnimento.
[6] I “pagni” sarebbero i panni ma non si capisce a cosa esattamente il Comino si riferisce con questa parola perché le calchere erano per la maggior parte coperte dalla terra e senza altre impalcature.
[7] Il Pedrini nella sua nota fa riferimento a “parti addossate alla calchera” ma molto probabilmente il riferimento è da intendersi alla copertura della calchera
[8] La Riva Sogna è ribattezzata Ria Sopa ed è una località che si trova lungo la strada che conduce all’alpeggio di Barbarossa a monte dell’abitato di Teveno.
[9] La piccola valle della Bloreggia, attualmente incanalata in una condotta sotterranea, si attraversa percorrendo la strada forestale per l’alpeggio di Barbarossa all’altezza di un crocifisso ligneo.
[10] Il “Dugal” ancora oggi è indicato nel piccolo fossato, parzialmente scomparso, che corre lungo il lato nord del campo sportivo di Teveno.
[11] La “Vecella” è una piccola valle che scorre nei pressi della chiesa di S.Nicola.
[13] 351 cavalli equivalgono a 393 quintali, peso eccessivo per le calchere individuate nella zona che producevano al massimo 300 quintali di cotto. L’eccessivo peso forse è dovuto alla “stima” degli addetti che non hanno effettuato la pesatura con stadere, come era in uso all’epoca.
[14] 6 quarte corrispondono a un metro perciò 11 quarte sono circa due metri di lunghezza
[15] Nella sua trascrizione il Pedrini riporta questa data ma, sicuramente, si tratta di un errore perché la cronologia indica l’anno 1733.
[16] La “ballotazione” è la votazione che avveniva, dopo ampia discussione, fra gli Uomini della contrada chiamati in riunione per discutere i problemi o gli interventi da farsi nel territorio di competenza e avveniva per mezzo delle “balle”, palline colorate.
[17] Probabilmente la votazione è stata favorevole ma la calchera non è stata cotta
[18] Le balle erano palle di due colori, una per il “si” l’altra per il “no”, oppure erano bilie dello stesso colore che venivano immesse in un contenitore composto da due scomparti che permetteva di tenere segreta la votazione. In questo caso i votanti erano 22 e i voti sono stati 21 favorevoli e uno contrario.
[19] 300 cavalli equivalgono a 366 quintali, un dato importante poiché ci permette di capire la capienza di questa calchera, superiore alla media delle altre fornaci trovate nei boschi della Valle di Scalve.
[20] La frazione di Nona è  il borgo più elevato della Valle di Scalve in una formazione geologica in cui manca il Calcare di Esino, la materia prima per prod
urre la calce.

www.scalve.it