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Questo
volume è la sintesi del lungo lavoro di ricerca intrapresa da Manfredo Bendotti
alla scoperta o meglio "riscoperta" della Valle di Scalve. A questo lavoro sul
campo si è aggiunta la paziente ricerca svolta da Maurilio Grassi di documenti e
testimonianze riguardanti l'uso e la fabbricazione della calce.
"…Un' opera come la presente ha il grande valore di raccogliere tutto il
possibile sul passato prossimo e remoto di un tema, localizzandolo con
precisione, salvando le ultime testimonianze del vissuto, inquadrandolo nel
contesto di una tradizione locale che si va spegnendo troppo rapidamente.
I latini avrebbero detto che è pietas per i nostri comuni lares, virtù altissima
per loro, base sacra, legante a tutto ciò che è sangue, vicenda e tradizione di
una gens. Maurilio ha questa pietas patriae e l'ha già mostrata con l'arte
rupestre, setacciando ogni angolo della Valle, con il mondo delle miniere ed
altri mondi della vetusta Valle di Scalve; è cosa che si sente, che ti comunica,
come una cosa che gli appartiene, di cui fa parte e indubbiamente il genius loci
gli è amico e un po' s'incarna in lui. La storia delle calchere e dei calcheröcc
della Valle di Scalve è in questo quadro, l'imblematezza in un microcosmo
alpino, dando una visione analoga del fenomeno; con rigore Maurilio Grassi ha
ricostruito questo mondo e ce lo trasmette, delineando con senso concreto
procedimenti, tecniche, passaggi del lavoro, difficoltà e riti e aspettative
umane. Chi ama la storia e la montagna e quindi le tante piccole tracce che la
montagna rivela degli uomini che vi sono riuniti, apprezzerà questo testo."
Umberto Sansoni
Dipartimento Valcamonica del Centro Camuno di Studi Preistorici
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