Il tempo atmosferico segna i passi della vita
Alessio Grosso*

La memoria storica della popolazione circa la vicende meteorologiche si è però sempre rivelata molto scarsa. Singoli episodi, pur rilevanti, vengono enfatizzati a tal punto dai nostri predecessori da apparire come la norma meteorologica, cui il tempo dovrebbe sempre adeguarsi. In realtà, noi osserviamo nella nostra vita solo una piccolissima parte del lungometraggio dell'atmosfera; di questo Kolossal infinito memorizziamo alcuni sfuocati fotogrammi, quelli che ci hanno particolarmente impressionato o che sono legati agli episodi salienti della nostra vita, dimenticandone invece altri ugualmente importanti. Così magari ricordiamo esattamente il forte temporale nel giorno delle nostre nozze in quel lontano maggio, creandoci l'immaginetta mentale di un mese eternamente piovoso, oppure di quel Natale in cui nevicò talmente tanto da non poter raggiungere i parenti in macchina; e ci sorprendiamo se per i venti Natali successivi non è caduto un fiocco di neve, palesando agli amici la nostra seria preoccupazione per il futuro del clima, senza fermarci a riflettere se le nevicate natalizie del passato costituissero o meno un'eccezione. La verità è che nella vita stressata di tutti i giorni, il tempo che dedichiamo all'osservazione del cielo e della natura è davvero modesto. Questo calendario dovrebbe aiutarci a recuperare almeno una piccola parte dei giorni perduti, attraverso la contemplazione di nitidi fotogrammi dei borghi incantati di questa valle, quei momenti che non siamo riusciti a cogliere perché immersi nelle tribolazioni che ci riserva quotidianamente l'esistenza terrena e che dovrebbero invece farci da guida nel ricomporre correttamente il puzzle dei ricordi, circa il reale andamento meteorologico di questi ultimi anni; non più sensazioni ma certezze circa la bella giornata di quel giorno di gennaio o di quella nevicata precoce ad ottobre. Il calendario 2006 non va però visto solo in questa ottica, ma anche in quella più poetica della semplice osservazione dei luoghi nei vari contesti stagionali; spicca molto spesso la mole della Presolana, vetta protettiva, nobile e maestosa, spettatrice silenziosa del passaggio delle generazioni, dei giorni felici e di quelli tristi, ora con il suo mantello bianco, ora mostrando con fierezza la nuda roccia; poi la Valle di Scalve, un autentico quadro naif dal quale sembrano riecheggiare e spegnersi lentamente tra i monti i rintocchi delle campane. Ecco, quasi ci sembra di udire il passo affrettato del Parroco che scompare nell'uscio della Canonica, prima che il silenzio cada immobile ed inviolabile sulla valle e la luce della luna faccia la sua apparizione dal retro della montagna. Quante volte avremmo voluto fermarci ad osservare questa scena per cercare di ritrovare un po' di pace dopo una dura giornata di lavoro e non ci siamo mai riusciti, forse perché non abbiamo dato il giusto peso al piccolo angolo di paradiso nel quale siamo stati chiamati a trascorrere il tempo che ci è stato concesso.
*Alessio Grosso, nato a Milano, esperto di meteorologia e previsioni del tempo, è caporedattore del sito internet www.meteolive.it, ha scritto Apocalisse Bianca, il primo meteo-thriller italiano ed europeo, a gennaio 2005 sarà in libreria il suo nuovo lavoro: Apocalisse Rossa.

Tutto il calendario 2006

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