L'ossevazione del tempo
di
Massimo Breda

L'osservazione del tempo nei secoli passati, consisteva semplicemente nel raccontare i fatti accaduti, ovviamente senza basarsi su dati matematici e senza cercare una spiegazione scientifica, ma attribuendo l'accaduto a forze ignote o a qualche superstizione. Negli ultimi decenni le tecniche di rilevazione sono molto precise e trasmesse in tempo reale grazie alle possibilità offerte da internet. Questa tecnologia, permette oggi di trasmettere i dati della più sperduta stazione meteorologica in una fitta "ragnatela" comunicativa senza confini e di condividerli con chiunque, al fine di confrontarli per avere una visione sempre più completa di quello che ci circonda. Non dimentichiamo che nel campo meteorologico esiste uno strumento ancora più efficace e apprezzato dal mondo di internet: le webcam, che consistono nella pubblicazione su internet di immagini scattate in tempo reale, oppure a frequenza oraria o giornaliera in un determinato luogo d'interesse. In pratica danno la possibilità di vedere da qualsiasi parte del Mondo con i propri occhi le attuali condizioni del tempo di quel luogo. Un lavoro egregio è stato fatto in questi termini in Val di Scalve, dove ogni giorno vengono scattate pittoresche fotografie aventi come protagonista assoluta la bellezza di questa valle. Una rete di webcam che permette oltretutto, assieme ad una rete di rilevamento dati, di monitorare il comportamento del tempo in questa valle, dove esistono particolari caratteristiche climatiche che dipendono direttamente da due aspetti fondamentali: la sua particolare collocazione e l'altrettanto particolare morfologia. Se a molti è già nota la posizione geografica della Val di Scalve, lo stesso non vale per la sua collocazione nel complesso scacchiere climatico alpino, che è influenzato in tutti i suoi aspetti dalle regioni climatiche circostanti. Nel nostro caso, le Orobie, il clima alpino è condizionato dalla vicina regione climatica mediterranea-temperata con peculiarità continentali in corrispondenza della Pianura Padana. Questo fattore, unito alla morfologia orobica, predispone il settore a consistenti piogge/nevicate "da sbarramento" in certi periodi dell'anno; accade semplicemente perché le masse di aria caldo-umida provenienti dal Mediterraneo, nel loro viaggio verso Nord trovano questo "ostacolo" costituito appunto dalla Catena Orobica, dove tendono a liberare il loro carico di umidità. A conferma di quanto detto, confrontando i dati della Val di Scalve a parità di quota con altri settori della Lombardia e anche oltre, risulta una delle zone più nevose in assoluto, diversamente della vicina Valtellina dove, tolta l'eccezione della sua parte più occidentale, si riscontrano le aree con minori apporti dell'intera regione; infatti la media pluviometrica, che comprende anche la neve sciolta, in molte zone risulta inferiore di 800-1000 mm a quella della Val di Scalve. Insomma è la ricchezza di questa valle, che assieme ad altri fattori microclimatici interni, è garante della realtà naturalistica che tutti conosciamo.
Massimo Breda, webmaster  www.meteo.milano.it

Questo calendario e stato realizzato grazie a:
Giorgio ed Enrico Valgimigli, Alessio Grosso, Massimo Breda, Monica Magri, Manfredo Bendotti, Edoardo Capitanio e Piergiorgio Capitanio.
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