S. Bernardino da Siena
Bernardino da Siena (santo; Massa Marittima, Grosseto
1380 - L'Aquila 1444), appartenente alla nobile famiglia senese degli Albizzeschi, entrò
a 22 anni tra i frati minori. Abilitato alla predicazione (1405), continuò tale attività
fino alla morte, dapprima in Toscana poi in tutta l'Italia centrale e settentrionale,
suscitando sempre vivo fervore e ovunque accolto come un benefattore. Particolarmente
devoto al Santo Nome di Gesù, di cui faceva scolpire o dipingere su tavolette la sigla
JHS (Jesus Hominum Salvator, Gesù salvatore degli uomini) divenuta comunissima, fu per
questo più volte accusato di culto superstizioso ed eresia. Sempre riconosciuto
innocente, fu ampiamente lodato dal papa Eugenio IV in una bolla del 1432. Nel suo Ordine
fu il principale propagatore della riforma degli osservanti, di cui fu eletto (1438)
vicario generale. Fu canonizzato da papa Niccolò V nel 1450. Oratore di grande vivacità
ed efficacia, improvvisava le sue prediche adattandole al pubblico presente e
arricchendole di aneddoti e di riferimenti alla società del tempo. Esse ci sono pervenute
in buona parte, autografe o trascritte stenograficamente da uditori (Prediche volgari).
Gli scritti più importanti sono tutti di prediche in lingua latina, eccettuando il
Quaresimale fiorentino (1425). I Sermones, da lui editi per comodo dei predicatori, sono
veri trattati di teologia soprattutto morale, in cui si sente l'influsso del suo maestro
Umbertino da Casale. Degni di ricordo sono i quattro quaresimali: "De christiana
religione" (1427, La religione cristiana), "De Evangelio aeterno sive de
charitate" (1428, Del vangelo eterno ossia dell'amore), "Seraphim" (1422, I
Serafini), "De pugna spirituali" (La lotta spirituale), e i trattati "De
vita christiana" (La vita cristiana), "De beata Virgine" (1430-40, La beata
Vergine), "De Spiritu Sancto" (1443, Lo Spirito santo).