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Vilminore
D'oltre il Povo siam le contrade...
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Meto e Pianezza
Vilmaggiore
Dezzolo e S. Andrea
Questi articoli sono tratti dalla "Gazzetta comunale" degli anni '93-'98
Edita dal Comune di Vilminore -  direttore Pietro Bonicelli

Si ringrazia per la collaborazione Agostino Morandi

CURIOSE VICENDE PER RISOLVERE LA STROZZATURA DELLA "TRAVERSA DEL CAPOLUOGO"
Una tangenziale a Vilminore
"per evitare inutili rumori ed impolveramenti…"
a cura di Agostino Morandi

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È ben nota la situazione di generale disoccupazione durante gli anni successivi al termine della seconda guerra mondiale: nel Comune di Vilminore era particolarmente drammatica anche per la chiusura definitiva delle miniere di Manina. Una legge statale, appositamente studiata, portò benefici non indifferenti: con l’istituzione dei cantieri-scuola e dei cantieri di "rimboschimento", concertati tra il Ministero del Lavoro, la Prefettura ed i Comuni, fu possibile occupare - anche se solo saltuariamente - una notevole massa di manodopera.
Nell’immediato dopo-guerra, essendo sindaco Alessio Tagliaferri (dal giugno 1945 al luglio 1946), fu realizzato il tronco di strada che consentiva un agevole transito in direzione delle frazioni di Oltrepovo: con due tornanti si evitava il passaggio obbligato della strettoia dopo Piazzola ("Cima il Risso"); nel 1947 si iniziò la costruzione della nuova strada Polza-Teveno. Verso la fine del ‘49 l’Amministrazione Comunale incominciò a prendere in esame le possibili soluzioni per consentire lo scorrimento dei mezzi meccanici che transitavano per il Capoluogo: per raggiungere Vilmaggiore, salendo dalla piazza del Municipio si presentavano una serie di strettoie che portavano alla salita della "strada di sotto" (ora via Valgimigli) che aveva una pendenza intorno al 12%.
Dai documenti presi in esame si evince che intorno alle possibili soluzioni accese un dibattito vivace ed a volte anche aspro: a posteriori si può serenamente affermare che alla fine fu scelta la migliore soluzione possibile, con la quale anche l’assetto urbanistico di Vilminore ha potuto svilupparsi in una maniera sufficientemente armonica e razionale. Sul n.1 della "Gazzetta Scalvina" (gennaio 1950) venne pubblicato un trafiletto firmato da FILOS (Battista Ronchis), dal titolo "lavori pubblici": "E' del mese scorso la deliberazione consigliare del comune, per l’approvazione del progetto di massima riguardante l‘allargamento della strada nel tratto Vilminore- Manna. Tale progetto contemplava, o l’allargamento del paese, con conseguente abbattimento di alcuni fabbricati, o un tratto di strada da costruirsi a monte del paese. Il Consiglio Comunale, per evidenti ragioni di economia, ha naturalmente deliberato la costruzione del tratto di strada, costruzione che, per ovvie ragioni finanziarie e burocratiche, non avrà inizio che fra un anno. Speriamo che le autorità comunali abbiano a seguirne la pratica presso gli organi competenti, affinché non abbia a perdersi nei meandri oscuri del Provveditorato di Milano od anche più semplicemente in quello di Bergamo" Con la sua usuale simpatica arguzia, il Ronchis accenna anche ad altri lavori in corso: "anche a Pianezza si lavora alacremente alla costruzione dell‘acquedotto che darà modo anche a quella frazione di avere, se non altro, almeno l’acqua per i bisogni più indispensabili. Tale costruzione, ha però avuto un effetto deleterio nei riguardi della consorella frazione di Meto, che si è vista di punto in bianco privata della sorgente che alimentava la già magra portata del suo acquedotto. Ma cosa credete voi di Meto! Quelli più in alto hanno sempre ragione, ed i vostri lamenti non vengono ascoltati da chi di dovere. Peniamo che la via migliore per far sentire le vostre rimostranze potrebbe essere l’O.N.U. Provate! Saremmo pure curiosi di sapere cosa ne pensano le autorità comunali e provinciali in riguardo alla frana di Bueggio. (...)". 

Un problema che si trascinava da parecchi lustri...

Sulla "Gazzetta Scalvina" del mese successivo appare un articolo non firmato che si riporta integralmente: in esso vengono esposte le soluzioni possibili e vi si coglie allo stesso tempo un accenno alle discussioni ed alle polemiche che seguiranno poco dopo. Il titolo dello scritto è: "la Traversa di Vilminore": L’argomento, lo sappiamo, interessa un pò tutti e ci sentiamo perciò in dovere di ospitarlo sulle nostre colonne che sono pronte ad accogliere il pensiero e l’opinione di tutti i cittadini di buona volontà. Non pretendiamo che i risultati della discussione, che stiamo per iniziare, debbano essere presi come espressione della maggioranza dei Vilminoresi e quindi senz’altro addottati dalle Autorità competenti. Speriamo solo di portare alla soluzione dei problema il nostro contributo anche per assolvere ad un nostro preciso dovere. Incominciamo col riassumere i termini della questione allo scopo di inquadrare gli argomenti e di chiarire anche agli estranei i vari punti di vista.
Il problema della traversa di Vilminore si è prospettato alle Autorità comunali già da parecchi lustri e cioè da quando hanno incominciato ad arrivare da noi i moderni mezzi di trasporto a trazione meccanica. Purtroppo però il problema è rimasto pressoché insoluto ed è stato affrontato decisamente soltanto dalla attuale Amministrazione. Infatti quest’ultima ha nello scorso anno finalmente eseguito l‘allargamento dell’ingresso dei paese., l‘opera ha riscosso parecchi elogi ma ha suscitato anche parecchie critiche.
Secondo il nostro modesto punto di vista tali critiche non sono affatto giustificate poiché se è vero che si poteva far meglio è anche vero che l’opera si doveva fare con urgenza e non era più ammissibile di rimandare ancora per adottare la soluzione migliore. D’altra parte, Sig. Sindaco. quelli che criticano di più dopo eseguita un’opera sono proprio quelli che non avrebbero mai concluso uno zero, e che prima dell’esecuzione dell’opera non hanno avuto il coraggio civico di dire chiaramente il loro pensiero.
Ora però l’Amministrazione comunale intende completare l‘opera intrapresa ed ha dato incarico al tecnico comunale di allestire il progetto di sistemazione definitiva. (...)
2) Collegare il secondo tornante della comunale per Oltrepovo con la comunale della Manna in località "Trebolt ", con un tronco di strada nuova tracciata a nord dell‘abitato.
3) Sistemare la traversa propriamente detta del paese con la demolizione dei fabbricati necessari a permettere il passaggio dei moderni mezzi di trasporto. Ognuna delle tre soluzioni ha i suoi più o meno strenui sostenitori. Il tecnico comunale aveva proposto la prima per il semplice ed unico motivo che era la più economica; l‘amministrazione Comunale non ha però ritenuto sufficiente tale motivo come criterio di preferenza ed ha deliberato di adottare la seconda soluzione. Non siamo in grado di esporre i motivi che hanno indotto l‘Amministrazione Comunale ad adottare tale delibera; riteniamo però che l’unico motivo veramente serio e fondato sia quello di una relativa eliminazione di forti pendenze.
In paese, d’altra parte, ci pare che ci sia una forte corrente favorevole alla terza soluzione e cioè allo sventramento. Anche questa ha suoi vantaggi primo fra tutti quello di attirare il traffico nel cuore dei paese. La bilancia per pesare i pro e i contro delle varie soluzioni non è in nostro possesso ma speriamo che i nostri lettori ci vengano in aiuto. La discussione è aperta!

Come uscire di casa nei giorni di punta?

Nel successivo numero della "Gazzetta" (marzo 1950, la discussione sulla "traversa" viene ripresa e curata da "abi" (Andrea Bonicelli), il quale, stralciando passi dalle lettere pervenute alla redazione del mensile, dà esauriente rendiconto delle proposte di alcuni vilminoresi.
"Il problema da noi prospettato nel numero di febbraio ha trovato il cortese interessamento di alcuni lettori ai quali rivolgiamo il nostro sentito ringraziamento non senza assicurarli che ci facciamo dovere di esporre su queste colonne il pare di tutto, qualunque esso sia. E diamo subito la parola al Sig. m., il quale scrive: ognuno che dovesse entrare in argomento per suggerire una scelta fra i tre progetti prospettati per la traversa, dovrebbe conoscere a fondo il problema nei suoi dati tecnici e di costo per ciascun caso, e quanto finora non è stato specificatamente messo allo studio, ma soprattutto dovrebbe conoscere e giudicare le reali condizioni economiche del Comune, cioè quale peso economico dovrà sopportare in avvenire il bilancio per tale opera e come vi farà fronte. Al corto di questi argomenti-base dovrei tenere acqua in bocca fino a che la discussione abbia portato alla luce elementi di giudizio più tangibili".
Ad un altro lettore che sostiene la soluzione dell’allargamento all’interno del paese (che comporterebbe la demolizione di alcuni edifici) Bonicelli osserva che: "a lume di naso si comprende come quest’ultima debba essere opera costosissima ma, anche prescindendo dalla spesa, non sarà mai in definitiva una soluzione completa. Pur provvedendo alle demolizioni indispensabili, restano ugualmente dei punti stretti, come l‘angolo della Trattoria Magri e la pericolosissima curva cieca alla fontana". Non escludendo tuttavia alcuna ipotesi di soluzione, aggiunge: "nessuno ha mai detto che l’angolo della Trattoria Magri o del Bar Sport non debbano essere toccati".
Pur rimanendo equidistante, il redattore della "Gazzetta" invita i lettori ad analizzare il problema in una visione che superi le esigenze attuali del traffico: "Cerchiamo di vedere nel futuro, anche solo fra dieci anni, quando certamente sarà centuplicato il movimento di automezzi e con dimensioni che tendono continuamente a maggior comodità. Ci accorgeremo allora di essere da capo, che la strada sarà non solo stretta ma anche pericolosa: sarà un rischio uscire di casa nei giorni di punta del traffico. Rimane inoltre il problema della pavimentazione poiché se l’attuale selciato è tollerabile per i pedoni e per il bestiame non lo è certamente per un’arteria di grande traffico. Al contrario una circonvallazione apre maggiori possibilità turistiche, soddisfa le future esigenze del transito, e, secondariamente, crea nuove aree fabbricabili per villini e forma un viale, se ben alberato, adatto per le brevi passeggiate di coloro che comodamente vogliono godere l‘incanto delle vette circostanti ".
Alle considerazioni del Sig. "m", il quale asserisce l’opportunità di adottare la circonvallazione a monte di Vilminore, Bonicelli aggiunge le proprie: "Se il Consiglio Comunale, a ragion veduta, ha già deliberato per il tronco a nord del l‘abitato si deve presumere che le ristrettezze del Bilancio sono gravi da impedirlo e che la preoccupazione degli amministratori non s’è fissata sul puro motivo economico di spendere meno al momento, ma di provvedere alla costruzione di una strada nuova che elimini le forti pendenze, le curve acute e sia veramente una sistemazione durevole bella e comoda.".
Al riguardo di chi obbietta che il passaggio a tergo non offre attrattive estetiche nei riguardi dell’abitato ma in tal caso l’utilità non deve essere posposta all’estetica: l’ing. Bonicelli osserva che d’altronde con gli abbellimenti che tutti saranno indotti ad apportare alle proprie abitazioni saranno presto eliminate le attuali brutture. Anche la contrada di Pont ne sarebbe avvantaggiata".
Un altro lettore del mensile scalvino invita a scartare la soluzione della circonvallazione a monte (per inciso, è l’attuale via Locatelli).
Egli scrive che "La costruzione di un tratto di strada di oltre 600 metri si presenta molto onerosa e allo svantaggio di un allungamento del percorso non contrappone affatto una diminuzione di forti pendenze come qualcuno può essere indotto a pensare; ad esempio, il tratto di strada che dalla piazza del Municipio va al secondo tornante della strada per Oltrepovo è quanto mai ripido e comunque richiederebbe una sistemazione.
C’è chi, pensando alla auspicabile strada del Passo Manina in collegamento con quella di Passo Vivione, vede in questa soluzione un necessario e logico completamento della futura arteria; ma purtroppo la strada di Passo Manina non esiste che nei desideri degli Scalvini e, anche quando sarà una realtà, la maggior intensità del traffico si verificherà, senza alcun dubbio nella direttrice Bergamo - Schilpario. Mi sembra pertanto evidente che la soluzione della circonvallazione a monte debba essere senz’altro scartata non intravedendo in essa il minimo vantaggio che copra in qualche modo il maggior onere da sostenere. Non rimane così che l’alternativa per le altre due soluzioni". La preferenza del lettore per la circonvallazione a valle (dalla Villa Ilva-Viganò) sarebbe dettata dall’economicità e dalla facilità di esecuzione. Andrea Bonicelli non trova del tutto fuori luogo il suggerimento, ritenendo che: "fa un certo effetto pensare ad una strada che tagli completamente fuori il paese, ma ricordiamo che soluzioni di questo genere si contano oggi a centinaia anche nei grandi centri turistici. Gli automezzi di maggior mole possono far capo alla Piazza del Municipio, quelli di minor mole conservano la possibilità di transito in paese, il quale a nostro parere, non avrebbe nulla da perdere e molto da guadagnare dalla esecuzione del nuovo tratto di strada". Vengono quindi riportate le proposte di una lettrice: "la Signora emmebi condivide le idee del precedente interlocutore circa la necessità della circonvallazione a Valle inserendo però una variante nell‘accesso al paese consistente nell‘allargare il corridoio che dalla Piazza del Municipio mette nella Piazza Vittorio Veneto. In tal modo le corriere, entrerebbero comodamente fino al centro del paese; qui potrebbero girare e, ripercorso il breve tratto fino a Villa Ilva, imboccherebbero la nuova strada. Agli effetti del turismo saremmo a posto poiché il forestiero, arrivando in piazza vedrebbe il meglio del paese: il nuovo viale alberato porterebbe una nota simpatica offrendo una comoda passeggiata a tutti e specie al villeggiante; gli interessi degli esercenti sarebbero salvaguardati, mentre i viaggiatori si troverebbero al sicuro dalle inclemenze del tempo per le partenze e per gli arrivi". La signora "emmebi" osserva infine che "L’eccedenza della spesa occorrente per il tronco a nord su quello a sud di Vilminore, sarebbe sufficiente per la costruzione di un edificio scolastico che Vilminore capoluogo della Valle non ha a tutt’oggi il bene di possedere".
Il dibattito si conclude con l’intervento di "FILOS", accompagnato da un suggerimento "l’Amministrazione Comunale si faccia promotrice di un referendum tra le famiglie di Vilminore prospettando ad esse tutti e tre i progetti...". Il redattore abi chiude la rassegna degli interventi "in attesa che ci pervengano altri pareri rimandiamo al prossimo numero la chiusura della discussione".
Per la verità, nelle successive edizioni della "Gazzetta" (n.4 e 5) non si riscontrano altre notizie sugli sviluppi del dibattito. Non sono stati reperiti i numeri usciti a giugno e luglio. Quindi il mensile chiuse la sua gloriosa (quanto breve) esistenza.

Da Vilminore alla Manna

L’Amministrazione Comunale, diretta da Bortolo Piantoni, che è sindaco dal 24 aprile 1949 decide di affrontare in un’unica soluzione il problema della viabilità nel tratto Vilminore-Valle Manna, iniziando con la progettazione del nuovo tronco fino alla località "Trebolt", proseguendo dal secondo tornante della strada nuova per Oltrepovo.
All’inizio del 1950 l’ing. Andrea Bonicelli - che è titolare di uno studio tecnico a Vilminore e a Lovere insieme al geom. Lino Botticchio - predispone il progetto di "allargamento e sistemazione della strada comunale Vilminore - Vilmaggiore - Valle Manna"; il 10 ottobre dello stesso anno allega allo stesso progetto la relazione tecnica per l’istituzione di un "cantiere di lavoro". L’importo dei lavori a base d’asta è di £. 28.400.000; la spesa verrà sostenuta dal Ministero del Lavoro e dal Comune di Vilminore. I cantieri sono quattro: Vilminore-Trebolt, Trebolt-ponte sul Tino, ponte sul Tino-Vilmaggiore e quindi il tronco da questa contrada fino alla Valle Manna.
Ecco la relazione: "La strada Comunale Vilminore - Vilmaggiore - Val Manna serve, nell’ambiente del Comune di Vilminore, a collegare il capoluogo con la popolosa frazione di Vilmaggiore, e, nell’ambito della Val di Scalve, a unire i due centri più importanti della Valle: Vilminore e Schilpario.
È quindi evidente l’importanza che tale arteria costituisce agli effetti del traffico in genere della Valle di Scalve e in ispeci e del traffico turistico che si è venuto sviluppando in questi ultimi anni con benefiche ripercussioni sull’economia della zona e che trova appunto un grave ostacolo nella insufficienza delle strade. La strada in esame è stata costruita circa cento anni or sono e non ha subito da allora che trascurabili miglioramenti. La larghezza della sede stradale è limitata a una media di poco più di tre metri e raggiunge in alcuni punti dei minimi di mt. 2,80. Il collegamento diretto con servizi automobilistici della Valle di Scalve con Bergamo e Milano effettuate recentemente da alcune imprese ha reso ancor più evidente la necessità e l’urgenza di ralizzare il progetto di sistemazione e allargamento poiché a causa appunto della insufficienza stradale l’intero Comune di Vilminore resta escluso dai benefici economici che tali servizi diretti hanno portato ai centri della Valle di Scalve.
Con la sistemazione della sede stradale vera e propria va risolto anche il problema dell’attraversamento dell’abitato di Vilminore che attualmente presenta alcune pericolose strozzature e infelice andamento planimetrico. Tra le varie soluzioni prospettate e possibili l’Amministrazione Comunale di Vilminore ha scelto quella contemplata dal presente progetto e che consiste nell’esecuzione di una strada di circonvallazione a monte dell’abitato; essa è stata, nel presente progetto, impropriamente denominata "variante Vilminore-Trebolt". Per tutto il resto della strada in esame il progetto prevede dei semplici allargamenti conservando il tracciato attuale e correggendo dove è possibile le livellette. Un’unica variante è stata introdotta nei pressi del raccordo con la provinciale in località Val Manna. La larghezza normale della strada dopo i previsti lavori di allargamento sarà di mt. 5,00 oltre le cunette. I muri di sostegno e controripa sono in maggior parte in pietrame a secco. Sono previsti muri in pietrame e malta solo nei tratti di maggior altezza e di maggior spinta del terreno".

Nel frattempo l’onorevole Cavalli si lavora il funzonario

A cavallo del 1950 e del 1951 il sindaco Piantoni con un indiscutibile attivismo tesse una fitta corrispondenza, sfruttando alla meglio anche le conoscenze personali. Di alcuni scritti vi è traccia nell’archivio comunale (fald. 2 - 1950 - cat. X): vengono interessati l’on. Cavalli, don Spada (direttore de "L’Eco di Bergamo"), il Prefetto Pontiglione e perfino il Padre Agostino Zanoni O.S.B. (Vilminore, 1886 - Badia di Farfa Sabina, 1967). In una lettera a lui indirizzata in data 10 giugno 1951, il Sindaco esprime l’intenzione di recasi a Roma per incontrare "S.E. l’On. Spataro (Ministro per le poste e Telecomunicazioni) sia per ringraziarlo di persona per quanto ha fatto, sia per ottenere per suo tramite di parlare con quanti devono evadere pratiche giacenti". Il Sindaco chiede a Padre Zanoni di preparare una lettera di presentazione al Ministro, oppure "se fosse possibile, accompagnarmi di persona…".
Il 30 gennaio 1951 Spataro aveva comunicato allo stesso Sindaco che "il Ministero del Lavoro (...) assicura di tenere in particolare evidenza la richiesta di istituzione di un cantiere di lavoro in codesto Comune (...)".
Pochi giorni prima l’on. Cavalli fa pervenire a don Spada una breve comunicazione: "Caro don Andrea, (...) Ti informo che ho già provveduto ad interessare anche il competente Ministero qui a Roma, specie per quelli che ti interessano. Sto poi lavorando (sic!) Campielli perché assegni qualche cantiere anche nelle zone depresse delle nostre montagne".
Il 26 marzo 1951, dopo una dettagliata relazione del Sindaco, il Consiglio Comunale delibera di "approvare nella stesura finale e definitiva il progetto per la sistemazione della strada Vilminore-Manna predisposto dall’ing. Andrea Bonicelli". Di far fronte alla spesa di £. 10.000.000 che risultano a carico del Comune, valendosi dell’anticipazione offerta dal privato cittadino Giudici Luigi, al tasso di interesse già richiesto dalla Cassa di risparmio delle Provincie Lombarde per la contrazione di un normale mutuo e cioè del 7,50%, anticipazione che verrà ammortizzata nel giro di 5 anni con l’introito del taglio ordinario dei boschi. Di dare incarico alla Giunta Municipale di predisporre gli atti e di svolgere le pratiche necessarie per il compimento sollecito dell’opera tenendo presente che il primo tronco del progetto dovrà essere posto a completo carico del Comune, non risultando sufficienti i fondi concessi dallo Stato per la mano d’opera generica alla sistemazione di tutta la strada Vilminore-Manna".
Illustrando la proposta di deliberazione, il Sindaco comunicava ai consiglieri che il Ministero aveva accolto la domanda di istituzione di un cantiere di lavoro per la sistemazione del tratto di strada Vilminore- Manna. Il contributo governativo è di £. 5.246.960, pari all’importo complessivo di 7620 giornate lavorative per 60 allievi, un istruttore e due vice-istruttori.
È però necessario provvedere alla costruzione ex novo del primo tronco (Vilminore-Trebolt), considerando anche la possibilità di finanziamento con i soli mezzi del Comune. Tutto premesso, il Consiglio Comunale, (…)
continua...

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