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Vilminore
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Vilmaggiore
Dezzolo e S. Andrea
Questi articoli sono tratti dalla "Gazzetta comunale" degli anni '93-'98
Edita dal Comune di Vilminore -  direttore Pietro Bonicelli

Si ringrazia per la collaborazione Agostino Morandi

UNA TANGENZIALE A VILMINORE
26 marzo 1951: il Consiglio Comunale approva il progetto della nuova strada Vilminore-Trebolt
La vibrata protesta di Fedele Sizzi
Il referendum conferma la scelta dell'Amministrazione
Controdeduzioni del Sindaco: "concetti moderni" sulla viabilità
Finalmente il decreto del Prefetto: "pubblica utilità".
a cura di Agostino Morandi

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Sul n.16 di questo giornale (dicembre 1997) si è proceduto ad una esposizione della fase preliminare attinente il problema del difficile ed angusto passaggio della strada all’interno dell’abitato di Vilminore: dalla fontana, attraverso le due piazze, via Figura ed infine la salita o «ràta ‘lli Splengàde» (ora via Valgimigli).
Dalle relazioni del Sindaco, pare che anche le precedenti Amministrazioni avessero preso in esame il problema, ma senza giungere ad una definitiva soluzione. Riassumendo brevemente il contenuto della prima parte, all’inizio degli anni ‘50, si presentavano tre possibili soluzioni. La prima era il progetto di un collegamento con la località «Trebolt» salendo dalla colonia Ilva (ex Villa Viganò): un breve tratto per congiungersi con la strada già esistente, che tuttavia presentava una pendenza eccessiva. La seconda proposta - quella sostenuta dall’Amministrazione Comunale - era la costruzione di un nuovo tronco di strada, partendo dal secondo tornante di quella per Oltrepovo, della lunghezza di circa 600 metri. Il terzo discusso progetto consisteva nel mantenimento della «traversa» del paese. In questo caso le proposte di allargamento non corrispondevano ad una ragionevole soluzione, nemmeno con le più ardite proposte tecniche, dovendo prevedere l’abbattimento di alcuni edifici. Il dibattito si era trasferito anche sulle colonne di primi tre numeri della «Gazzetta Scalvina» (gennaio - febbraio - marzo 1950). Qui l’ing. Andrea Bonicelli prendeva atto delle divergenti opinioni dei vilminoresi, optando a sua volta per la soluzione radicale: una tangenziale avrebbe egregiamente risolto tutti i problemi del traffico, consentendo anche alle corriere ed agli autotreni un agevole passaggio attraverso il Capoluogo del Comune. Dunque, continuando l’esposizione di questa sofferta vicenda, alla fine del mese di marzo 1951, il Consiglio Comunale, preso atto che sono stati ormai perfezionate le pratiche inerenti il progetto, i finanziamenti, e che è stato richiesto al Ministero del Lavoro l’istituzione di un apposito cantiere - scuola per i disoccupati, delibera: "Dato atto al lodevole interessamento del Capo dell’Amministrazione Comunale, interessamento che ha portato al conseguimento dell’istituzione di un cantiere di lavoro, ciò che ha reso molto più facile e molto meno oneroso il compimento dell’opera, che altrimenti avrebbe dovuto essere fatta a tutto carico del Comune.
Esaminato il progetto definitivo predisposto dall’ing. Andrea Bonicelli e trovatolo aderente in tutto ai desideri espressi dal Consiglio Comunale in una sua seduta dell‘aprile 1950; considerato che le osservazioni fatte dal Sindaco sulla impossibilità di portare a compimento l’opera coi soli mezzi previsti dalla relazione fatta dal tecnico per il cantiere scuola sono da ritenersi fondate; per cui le giornate lavorative della manovalanza previste e finanziate dallo Stato potranno bastare per la completa sistemazione del secondo - terzo e quarto tronco della strada Vilminore-Manna; che però il Comune verrà a realizzare un sensibile risparmio sulla spesa di £.4.184.684 messo a suo carico dal progetto del Cantiere scuola, sia perché diminuisce il tratto da sistemare col cantiere scuola, sia perché possono essere adottati speciali accorgimenti quali l‘utilizzazione, ove possibile, del pietrame ricuperato, sistemazione razionale di scarpate in luogo di costruzione di muri, ciò che viene caldeggiato anche dai proprietari di fondi ai quali sarebbe possibile utilizzare le scarpate stesse seminandovi erba, accorgimenti che porterebbero una sensibile riduzione di spesa per scavo e pietrame e per manodopera specializzata; che, anche nel caso non fosse stato istituito il cantiere scuola sarebbe stato necessario e urgente provvedere alla sistemazione di tutta la strada Vilminore-Manna a completo carico del Comune; che è indispensabile quindi costruire anche il primo tronco il quale rappresenta il necessario accesso al secondo-terzo e quarto tronco; che pur non avendo il Comune attualmente i mezzi necessari per fare fronte alla spesa sia per quanto è di spettanza per il cantiere scuola sia per la costruzione ex novo del primo tronco, vi è però il Sig. Giudici Luigi, cittadino del Comune, disposto ad anticipare i fondi necessari a tasso di interesse richiesto dalla Cassa di Risparmio delle Province Lombarde per i normali mutui cioè del 7,50%; che, in considerazione dei risparmi attuabili sul tratto sistemato col cantiere scuola e del costo del tronco da costruire ex novo presunto in £. 8.000.000 come dalla relazione tecnica e tenuto conto del ribasso fatto normalmente dalle ditte appaltatrici per i lavori del genere, la spesa totale a carico del Comune si aggira sui 10 milioni; che non sarebbe conveniente procedere alla contrazione di un regolare mutuo sia per il tempo necessario allo svolgimento delle pratiche relative che porterebbero ad un eccessivo ritardo all’inizio dei lavori, sia per la maggior spesa che verrebbe a comportare; che l’anticipazione fatta dal privato potrebbe essere ammortizzata nel giro di 5 anni devolvendo allo scopo l’introito del taglio ordinario dei boschi che prevede la vendita di una massa legnosa di metri cubi 300 annui, con un ricavo al prezzo corrente sul mercato di lire 2 milioni circa ogni anno; con voti unanimi espressi mediante appello nominale ".
Delibera all‘unanimità per l’approvazione del progetto redatto dall’ing. Bonicelli.

Ed imprecano contro l'Ammnistrazione...

Dopo alcuni giorni dalla pubblicazione della delibera di Consiglio, Fedele Sizzi, gestore di un negozio di ferramenta e di materiali edili in P.zza Vittorio Veneto, invia un esposto al Prefetto di Bergamo, ed anche a nome di altri commercianti esprime una netta opposizione al progetto di costruzione del nuovo tratto di strada.

A SUA ECCELLENZA IL PREFETTO di BERGAMO
Vilminore, lì 16 - 4 - 1951

Vista la delibera fatta dalla Spett.le Am.ne Comunale di Vilminore di Scalve, pubblicata in data 9 aprile 1951, riguardo alla sistemazione della strada Vilminore-Manna, mi permetto esporre all’Ecc. Vostra quanto segue. Il mio esposto riguarda il primo tratto Vilminore-Pieve. Io sottoscritto Sizzi Fedele fu Paolo, di Vilminore di Scalve, essendo proprietario di fondi che verrebbero occupati nell’esecuzione di tale progetto, inoltra a Vs. Ecc. regolare opposizione alla suaccennata delibera per i seguenti motivi:
1. Che per l’attuazione di tale lavoro ,occorre occupare quantità non indifferente di fondi più redditizi, come broli, orti e dei più bei prati di Vilminore. Inoltre, a parte l’occupazione del piano stradale, ne diviene doppio danno per il frastagliamento delle proprietà. Non parliamo poi delle quantità di murature.
2. Alcuni vogliono alludere che lo svolgimento di detta strada dia adito a maggior possibilità di costruire nuovi fabbricati. Ma a questo riguardo voglio precisare che lungo le strade comunali, principali e secondarie, si possono fabbricare un centinaio di ville e tutte con adiacenza alla strada; ma da cinquant’anni a questa parte non si è verificata una sola costruzione (mancano i soldi) e questa teoria dovrebbe senz’altro scomparire.
3. È da notare che questa strada non servirebbe alla popolazione di Vilminore ad eccezione del trasporto delle corriere. I camions partenti dal Vilmaggiore-Barzesto e Schilpario, che devono raggiungere Darfo o Clusone, non passano e non passerebbero per Vilminore, ma utilizzerebbero la strada provinciale dal bivio Manna al bivio S. Andrea. E per i servizi ordinari le popolazioni di Vilminore e Vilmaggiore si serviranno sempre della strada attuale.
4. È da tenere presente che qui a Vilminore l’inverno dura sei mesi. Le corriere avrebbero la fermata davanti alla Casa Comunale dove non esiste nessun luogo pubblico per potersi riparare dai rigori del freddo e dal maltempo. Pertanto i passeggeri dovrebbero assoggettarsi a star li borbottando ad aspettare per essere sicuri di prender posto sulla corriera. Intanto imprecano contro le amministrazioni. E questa è una cosa un po’ amara se si dovesse trangugiare.
5. Oltre a questo il Comune avrebbe un bel tratto di strada in più per la manutenzione.

Vilminore - Pieve seguendo la strada attuale attraversando il paese
1 - Dobbiamo una lode alla nostra Amministrazione Comunale che con intelligente maestria ha eseguito l’allargamento angusto dalla fontana alla Piazza V. Veneto, che ora le corriere possono felicemente raggiungere.
2 - Ora, proseguendo da questo bel manufatto, ci troviamo di fronte ad un consimile ostacolo e cioè da sistemare un tratto di fabbricato, che è dato sperare sia una cosa possibile. Dopo di ciò abbiamo un piccolo tratto di allargamento del piano stradale e per raggiungere lo scopo occorre effettuare spostamento di materiale e cioè riferendosi alla sommità della salita attuale per rendere la strada più accessibile con un pendenza utilizzabile per qualsiasi automezzo.
3 - Dato che il piano stradale è del Comune; dato che per l’allargamento della strada, che è semplice, e non viene a deteriorare la parte rimanente al proprietario; dato che le irrisorie muratura da costruirsi l’importo della spesa si riduce a poco. E molto ma molto meno del progetto già deliberato. E non credo di esagerare se dico la metà, poiché credo di essere un po’ competente in materia.
4 - Vi faccio notare di non aver fatto questa opposizione per interesse e tanto meno per capriccio, perché tanto da parte mia come dall’altra ho da concedere terreno di mia proprietà. Ma ho fatto questo per il bene comune e per evitare maggiori spese. Rendendomi interprete dei sentimenti e del desiderio generale della popolazione ritengo doveroso far presente che, mettendo in esecuzione il progetto già deliberato, sarebbe come tagliare la vita la nostro paese di Vilminore, per quanto riguarda il commercio e la villeggiatura. Non passando più le corriere all’interno del paese, anziché essere un risveglio ed un sollievo, sarebbe invece una vera illusione e poi anche contro il buon andamento.
Attuandosi invece questa seconda esposizione avremmo la fortuna di avere un transito regolare per tutto il paese. Una soddisfazione per la popolazione, nonché per il facile transito delle corriere e autotreni, come anche per dare agli esercenti e commercianti locali il loro diritto naturale a che detti esercenti e commercianti sono anche da registrare fra i migliori contribuenti del Comune.
In fede,
Sizzi Fedele

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Il 21 aprile 1951 il Sindaco Bortolo Piantoni rende noti i risultati del referendum per il primo tronco della strada Vilminore-Manna secondo il progetto di sistemazione ed allargamento: "per opportuna conoscenza e norma e perché sia noto a tutti che il Consiglio Comunale aveva deciso secondo la volontà della maggioranza, volontà di fronte alla quale non si deve tener conto di interessi privati…".
Sono favorevoli per la strada sopra 419 capifamiglia e 42 propendono per lo "sventramento".
Il 28 aprile seguente la Giunta Comunale (gli assessori sono Tagliaferri Alessio e Romelli Giovan Maria), richiamando la delibera consigliare del 26 marzo, procede all’approvazione dell’intero progetto delle strade Vilminore-Manna.
Nella premessa si prende atto dell’assegnazione del contributo statale di £. 5.246.960; nella valutazione del progetto si prende atto che il primo tratto della nuova strada presenta un dislivello massimo del 7% e che la sua realizzazione "costituisce la soluzione richiesta dalla quasi totalità degli amministrati". Considerato che per l’esecuzione dei lavori si rende necessaria l’occupazione dei beni immobile che "non tutti i proprietari degli stessi hanno prestato l’assenso per la cessione amichevole", la Giunta delibera di ricorrere al provvedimento coattivo previsto dalla legge per l’occupazione degli immobili stessi.
Per il finanziamento dell’opera verrà utilizzato il ricavato dall’alienazione di mc. 900 di piante resinose, che al corrente prezzo di mercato dovrebbero permettere un introito di circa dieci milioni. Infine la Giunta si impegna a chiedere l’autorizzazione ad appaltare i lavori mediante licitazione privata fra imprese di costruzioni indicate dall’Ufficio del Genio Civile di Bergamo "come le più idonee del caso".
Il 12 maggio 1951 il Sindaco illustra le "controdeduzioni" all’opposizione fatta dal sig. Sizzi Fedele contro la deliberazione consiliare n. 6 del 26 marzo 1951 avente per oggetto" sistemazione strada Vilminore-Manna". Premesso che la sistemazione della strada Vilminore-Manna, è da anni richiesta dalla popolazione del Comune ed in questi ultimi tempi caldeggiata dai concessionari del servizio di autocorriere, i quali hanno addirittura minacciato di sospendere il transito per Vilminore se non si fosse provveduto all’allargamento di detta strada ed alla sua sistemazione. Considerato che effettivamente la strada è del tutto inadeguata alla necessità del moderno traffico sia per la limitata larghezza del fondo stradale, sia per i forti dislivelli che la caratterizzano alcuni dei quali superano l’11,50%.
Le Amministrazioni Comunali susseguitesi da tempo hanno riconosciuto la necessità di risolvere il grave problema dell’allacciamento di Vilminore con la provinciale Bergamo-Schilpario attraverso la Frazione di Vilmaggiore con una strada che avesse i requisiti richiesti per il transito dei moderni mezzi di autotrasporto, senza peraltro poterlo affrontare data la mancanza di disponibilità dei fondi necessari; che detto problema è stato preso in considerazione e la sua risoluzione è parsa possibile da quando si ebbe la certeza di ottenere un contributo dallo Stato per l’apertura di un cantiere - scuola;
Tutto ciò premesso
L’Amministrazione Comunale ha fatto predisporre allo scopo un progetto che abbandona, nel primo tronco, la strada già esistente e attraversante il centro del Capoluogo, e che prevede invece la costruzione di un nuovo tronco di strada passante a nord dell’abitato stesso per tre motivi essenziali:
1 - La via centrale del Capoluogo presenta una serie di strettoie, di angoli che rendono non solo difficile il transito ma pericoloso per mezzi e persone.
2 - All’uscita dell’abitato la strada esistente presenta una salita che supera l'11,50%, salita non praticabile e pericolosissima ad automezzi pesanti per tutta la stagione invernale anche e specialmente perché trovasi sul ciglio di uno scoscendimento ripido e profondo.
3 - Il concetto moderno sulla viabilità ed il criterio seguito dal competente Ufficio Tecnico Statale è quello di spostare dai centri abitati verso la periferia le strade di transito sia per un minor pericolo per le persone e specialmente per i bambini, sia per evitare rumori inutili ed inutili impolveramenti. In base a questi criteri l’Amministrazione Comunale ha adottato la deliberazione di massima alla quale il sig. Sizzi Fedele fa opposizione. Le deduzioni sulle quali il predetto Signore appoggia la sua opposizione hanno per base esclusivamente la contrarietà a cedere il terreno per il nuovo tronco di strada. Ci si fa però dovere di far osservare quanto segue:
1 - Il Sig. Sizzi Fedele ha alcune proprietà che vengono a trovarsi sul tracciato del nuovo tronco di strada progettato, ma non è il solo proprietario, gli altri otto che si trovano nelle sue stesse condizioni hanno già sottoscritto una dichiarazione che autorizza il Comune alla occupazione del fondo necessario per la strada in parola. Per quanto si riferisce poi alla quantità di muratura, questo Ufficio è convinto che una molto maggior quantità di muratura si dovrebbe eseguire se si dovesse procedere allo sventramento dei fabbricati posti sulla via centrale del Capoluogo, nel caso si volesse dare a detta via la larghezza conveniente e sufficiente alle moderne esigenze del traffico.
2 - Il mancato incremento edilizio che il Sig. Sizzi invoca non ha ragione di essere. Quanto non è stato fatto finora può darsi si faccia nel prossimo futuro. Di certo vi è che la zona attraversata dal nuovo tronco di strada è una delle meglio esposte del Capoluogo e si presterebbe benissimo, quando vi fosse la strada a scopo edilizio.
3 - A nord della strada Vilminore-Manna si trova la maggior parte del patrimonio boschivo di proprietà degli abitanti del Capoluogo e della Frazione di Vilmaggiore.
La valle del Tino è quella che dà maggior quantità di legname di tutta la zona. Finora i proprietari dei boschi in detta valle o hanno dovuto trasportare ancora il legname con carri poco carichi, sottoponendosi a maggiore spesa e ad un’inutile perdita di tempo, o sono stati costretti a compiere un giro lunghissimo data l’impossibilità di accedere all’abitato del Capoluogo attraverso l’attuale strada Vilminore Manna con automezzi di grande portata e con carichi pesanti. Da quanto sopra risulta che la costruzione di un nuovo tronco di strada di regolare larghezza e con dislivelli che non superano l’11,50% porta un diretto vantaggio anche a tutta la popolazione del Comune.
Da notare poi che, se il nuovo tronco di strada dovesse in effetti servire per le sole corriere, creando la possibilità di transito per gli autobus di grande turismo con conseguente notevole possibilità di sviluppo turistico del paese, il beneficio che ne deriverebbe alla comunità da questo solo fatto basterebbe a far cadere ogni opposizione.
4 - Non è affatto vero che la costruzione del nuovo tronco di strada a nord dell’abitato, aprendo in quella direzione il transito delle corriere, debba costringere i viaggiatori durante la stagione invernale ad attendere al freddo. Durante lo scorso inverno, proprio per l'impraticabilità della strada Vilminore-Manna, le corriere si sono sempre fermate davanti alla casa comunale ed i passeggeri hanno sempre atteso presso l’esercizio che funziona da biglietteria (che dista una quarantina di metri dal municipio) senza doversi sottoporre ai rigori delle stagioni. All’arrivo di ogni corsa il bigliettaio della corriera si recava alla biglietteria ad avvertire chi attendeva. Se la protrazione di questo sistema può tuttavia essere considerata un inconveniente, vi si può rimediare facendo arrivare le corriere in Piazza Vittorio Veneto, davanti alla biglietteria, dove vi è la possibilità di girare.
5 - Il Comune ha alle sue dipendenze, per l’ordinaria manutenzione delle strade, due stradini e non si crede che colla costruzione del nuovo tronco di strada, della lunghezza di circa mt. 500, vi sia la necessità di aumentare il numero. La maggiore spesa di manutenzione si riduce quindi all’acquisto di alcune decine di metri cubi di più di ghiaia. Per quanto riferisce invece alla soluzione proposta dal Sig. Sizzi Fedele e cioè all‘allargamento e sistemazione del primo tronco della strada già esistente ed attraversante il centro del Capoluogo si fa osservare quanto segue:
1) Dopo l’allargamento della via di accesso alla Piazza Vittorio Veneto dalla Piazza del Municipio (vedasi disegno del progetto) allargamento già progettato ed in via di esecuzione, rimane sempre da risolvere l’allargamento del tratto di strada che dalla Piazza Vittorio veneto immette nella Piazza Giustizia, oltre alle varie strettoie che si presentano almeno in tre punti della Via A. Figura. Per risolvere il problema secondo i desideri del Sig. Sizzi è necessario demolire non una parte di fabbricato, come asserito nell’opposizione, ma buona parte di parecchie case i cui proprietari non sono affatto disposti a cederle.
Ciò comporterebbe una lunghissima pratica amministrativa con esito per nulla sicuro. D’altra parte sembra più logico procedere all’occupazione di terreni che alla demolizione coattiva di fabbricati. Né si deve dimenticare che lo sventramento in via di esecuzione tra Piazza del Municipio e Piazza V. Veneto (sventramento resosi necessario per permettere l’accesso al centro del Capoluogo dei moderni mezzi di trasporto) verrà a costare, secondo le previsioni di spese, oltre due milioni, e che le opere da eseguirsi in detto tratto sono di gran lunga inferiori a quelle che si dovrebbero eseguire su ognuno dei tratti che ancora si dovrebbero allargare. Se poi si dovesse pensare a dare alla salita attuale, che ha un dislivello del’11,50%, una pendenza ragionevole e cioè che non superi 1’8% sarebbe necessario procedere allo sbancamento di materiale in quantità tale che si avvicinerebbe a quella del materiale da sbancare per la costruzione del nuovo tronco progettato; mentre per quanto si riferisce alla muratura, sulla strada esistente vi è un tratto di muro di un centinaio di metri con un’altezza media di quattro metri, che dovrebbe essere completamente rifatto nel caso dovessero transitare su detta strada automezzi con carichi pesanti.
A conclusione di quanto sopra esposto si fa presente che l’Amministrazione Comunale, nell’intento di conoscere e soddisfare nel limite del possibile il desiderio della maggioranza della popolazione, ha fatto un referendum fra tutti i capi famiglia che ha dato i seguenti risultati: favorevoli allo sventramento della via centrale del Capoluogo n. 42; favorevoli alla costruzione del nuovo tronco di strada n. 419.
Nello stesso capoluogo, maggiore interessato al problema, si sono avuti i seguenti risultati: favorevoli allo sventramento n. 33; favorevoli al nuovo tronco n. 144.
Questo stà a dimostrare che il Sig. Sizzi Fedele non ha interpretato i sentimenti ed i desideri generali della popolazione ma semplicemente quelli di un esiguo numero di persone, fra cui alcuni esercenti, che hanno loro interessi particolari da difendere.
Per ultimo si precisa che su un gettito di £. 500.000 di imposta di famiglia, coloro che sono dichiarati i migliori contribuenti dal Sig. Sizzi, pagano complessivamente poco più di £. 20.000. Dopo quanto detto sopra ed in considerazione che il nuovo tronco di strada progettato, oltre a portare i vantaggi già citati, dà la possibilità di allacciare con carreggiabile la Frazione Pont e di creare fuori del centro abitato lo scarico dei prodotti dei boschi e prati di altre due frazioni quali Meto e Pianezza, questo Ufficio è sicuro che codesta Autorità Tutoria approverà senz’altro la deliberazione consigliare già citata e la susseguente delibera della Giunta Municipale, presa in esecuzione della prima".

Finalmente si va all’appalto

Il 1° agosto 1951 l’ing. Bonicelli predispone la relazione tecnica definitiva ed il capitolato d’appalto.
Dal primo documento si conosce esattamente la lunghezza del nuovo tronco di strada: dal secondo tornante della strada per Oltrepovo alle località Trebolt sono 632 metri lineari. Dal prato denominato "Rivinale" alle cascine "Baicoss" la pendenza media è del 7,6%; da quest’ultima si raggiunge Trebolt con una livelletta del 3,6%. Nel capitolato d’appalto si rammenta che "l’impresa è tenuta nei limiti del disponibile all’assunzione di disoccupati residenti nel Comune di Vilminore in misura non inferiore al 70% della mano d’opera non specializzata (...); qualora l’impresa non ottemperi a tale obbligo, l’Amministrazione appaltante ha la facoltà di imporre all’impresa stessa l’assunzione di qualsiasi numero di operai delle suddette categorie".
All’inizio del mese di settembre viene definito anche il progetto di sistemazione del secondo tronco di strada dalla Trebolt in direzione del ponte del Tino.
L’ammontare presunto dei lavori è di £. 10.109.000. Il 29 settembre l’appalto viene aggiudicato all’impresa Pizio Giacomo di Schilpario che offre un incredibile ribasso nel prezzo base dell’asta: 73,85%!!
Altre imprese avevano pure offerto un notevole ribasso: Fortunato Schiantarelli il 51,50% e Mora Martino il 49%. Il contenzioso sorto tra Sizzi Fedele e l’Amministrazione Comunale non trova alcuna soluzione amichevole e sull’inizio del 1952 lo stesso Sizzi in data 7 febbraio 1952 invia alla Prefettura un altro esposto, che però non è stato possibile consultare.
Se ne conosce sommariamente il contenuto per analogia, leggendo un’altra serie di "controdeduzioni" stilate dal Sindaco dopo alcuni giorni. Egli rammenta che la deliberazione della Giunta venne approvata dall' "Autorità Tutoria" e venne in questo modo dimostrato che "le opposizioni" presentate dal Sig. Sizzi erano prive di reale consistenza e parvero piuttosto dettate da un senso di egoismo (...) a detrimento del benessere pubblico. Ora, per la verità il Sizzi dichiarava di essere disposto a concedere l’occupazione dei terreni di sua proprietà, ma "a condizioni che sono da ritenersi senz’altro più che esose". Con il chiaro intento di accelerare l’intervento della Prefettura, il Sindaco aggiunge: "Risulta chiaro che il Sig. Sizzi Fedele intende fare una grossa speculazione sulla necessità in cui si trova il Comune di occupare fondi di sua proprietà con l’esecuzione dell’opera di cui al relativo progetto.
Nessuno ha mai negato al Sig. Sizzi Fedele il pagamento del terreno da occuparsi, ma questa Amministrazione, che agisce per la comunità, non intende spendere più di quanto giusto e non vuol pagare un prezzo che è da ritenere addirittura fuori di ogni misura. Né può il Comune assoggettarsi alle altre condizioni poste dal Sig. Sizzi Fedele in quanto sono da ritenersi del tutto illogiche. Il Comune si limiterà al pagamento, a giusto prezzo, del terreno che occuperà; al rispetto della rimanente proprietà del Sig. Sizzi alla costruzione di quei manufatti che sono necessari alla strada ed alla manutenzione ordinaria e straordinaria di quelle opere alle quali deve badare per legge".
Concludendo l’esposizione delle reiterate controdeduzioni il primo cittadino di Vilminore conclude:
"Si fa poi osservare che il Sig. Sizzi Fedele, pur essendo effettivamente solo, e in condizioni economiche abbastanza buone e che, pure restando la sua proprietà frazionata dal tracciato della strada, i terreni che verranno a restare sia a destra che a sinistra della strada stessa acquisteranno un valore superiore, sia perché diventeranno area fabbricabile, sia perché verranno a trovarsi nella possibilità di una più facile esportazione dei prodotti ed importazioni dei concimi. Per tutto quanto sopra esposto non si crede che questa On, Prefettura voglia interporre indugi all‘emissione della dichiarazione di pubblica utilità delle opere per la costruzione del nuovo tronco di strada, costruzione richiesta da tempo dalla stragrande maggioranza della popolazione sia del Capoluogo del Comune, sia delle frazioni".
Il 6 marzo 1952 il Prefetto di Bergamo G.B. Pontiglione trasmette al Comune il proprio inappellabile decreto:
art. 1) L’opposizione del Sig Sizzi Fedele è definitivamente respinta anche per la non continenza con il lato tecnico dei lavori;
art. 2) Il progetto di cui alle premesse è approvato e le relative opere sono dichiarate di pubblica utilità a tutti gli effetti di legge;
art. 3) L’esecuzione dei lavori e le relative espropriazioni dovranno essere effettuate nel termine di 2 anni dalla data del presente decreto;
art. 4) Il Sindaco del Comune di Vilminore di Scalve è incaricato dagli adempimenti relativi all’applicazione del presente decreto.

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