Il dipinto murale, presentato due anni fa per la prima volta dopo
l'acquisizione del Comune di Vilminore di Scalve, per il soggetto che propone, suggeriva
di ritenerlo espressione della religiosità popolare diffusa negli ultimi decenni del
Quattrocento.
E per questo che ho suggerito agli amministratori comunali di presentarlo in forma
di riflessione di catechesi sulla Passione di Gesù, proponendo una lettura del
significato delle immagini sacre e della probabile pratica di pietà a cui erano e sono
destinate.
A livello locale nulla si sa della storia di questopera, se non che essa insisteva
sul muro di un fienile. E certo però che lambiente, oggi adibito ad uso
agricolo, non doveva esser tale cinquecento anni fa, perché nessun committente avrebbe
fatto dipingere un fienile. Si può ipotizzare che fosse piuttosto linterno di un
ambiente adibito al culto, una cappellina privata o il luogo dincontro di qualche
confraternita religiosa; poteva forse essere la parete esterna di una casa, ma questa mi
sembra lipotesi più improbabile, perché questo dipinto non richiede uno sguardo
fugace per suscitare la preghiera dei passanti, ma una sosta di meditazione.
Non avevo proposto alcuna ricerca storica, perché lavoro non di mia competenza e comunque
d'improbabile esito, visto che le altre opere che, per i puntuali rapporti con la figura
della Vergine potrebbero essere riferite al pittore di Vilminore, attivo anche a
Fino del Monte (dipinto datato 1491), e a
Colere, non hanno alcun'indicazione
significativa e mi sembrano destinate, come la maggior parte di questi dipinti, a restare
citate come opera d'ignoto del XV secolo.
Vilminore di Scalve, 4 agosto 2000
Gianfranca Martinenghi Rossetti