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DON FRANCESCO PANFILO VESCOVO

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Il Pastorale

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Alotau, 14 dicembre 2001

Carissimi,
Ho ancora fresche nella memoria le belle giornate passate tra di voi, soprattutto quelle del 6 e 7 ottobre, culminate con la bella presentazione di Marcellino Pane e Vino, la sera prima della mia partenza.
Rientrato in Papua Nuova Guinea, come programmato, ho messo in pratica il mio motto "Duc in altum" e mi sono portato al largo visitando tutta la diocesi. Sono partito da Alotau il 17 novembre al mattino e sono rientrato la mattina del 12 dicembre: 25 giorni di viaggio, passando da isola a isola. Penso di essermela cavata bene per quanto riguarda la "navigazione".
Mi sono reso conto di prima persona di quello che mi aspetta e di quello che la gente si aspetta da me. Mi sono incontrato con i capi villaggio e a volte, in alcuni villaggi, sono rimasto ad ascoltare le loro necessità fino a tardi al lume di candela.
E' stata un' esperienza molto interessante e posso dire che questi 25 giorni sono stati un corso di teologia pastorale che nessun libro mi avrebbe potuto dare.
Ancora una volta ho potuto costatare il grande lavoro svolto dai primi missionari circa 65 anni fa e quello che i missionari (sacerdoti, religiosi e alici) stanno portando a vanti tra tanti sacrifici e privazioni.
Posso dire che la Chiesa cattolica, fedele al mandato di Cristo, predica il Vangelo e cerca di curare anche le necessità del corpo. Giustamente si sta lavorando per la promozione integrale della persona.

Penso che questi prossimi anni dovremo impegnarci sui seguenti fronti:
1. La pastorale vocazionale: non solo promovendo vocazioni locali al sacerdozio e alla vita religiosa, ma anche facendo promozione di più impegno tra i laici. Mancano i sacerdoti, ma occorre anche che i laici siano più preparati.
2. La liturgia della Domenica: specialmente nei posti dove il sacerdote va solo raramente.
3. La formazione proprio dei laici. E' ammirevole costatare quanto e' stato fatto, ma alcuni di questi laici sono anziani, senza una formazione continua e non c'e' stata nessuna formazione di forze giovanili.
4. Una catechesi sistematica dei bambini, adolescenti e adulti, inclusa la famiglia.
5. La promozione umana e sociale, soprattutto tramite le 36 scuole elementari e le 2 scuole medie, 4 centri di addestramento al lavoro che gestisce la chiesa cattolica. Purtroppo ho trovato scuole in situazione che direi di emergenza, se non di calamità. In alcuni posti non ci sono i banchi, in altri mancano le aule, in altri ancora mancano gli insegnanti, alcuni dei quali vivono in catapecchie.

Ci sono poi i centri di sanità (piccole cliniche, c'è però anche un ospedale ben attrezzato, ma manca il dottore) gestiti pure dalla chiesa cattolica per mancanza dei servizi governativi. Anche in questa settore situazione di emergenza. Le infermiere e gli infermieri sono ammirevoli nel loro impegno. Alcuni di loro lavorano vivono praticamente 24 ore al giorno.
A voi chiedo il ricordo continuo nella preghiera.
Da parte mia, vi assicuro il mio continuo ricordo e voglio anche assicurarvi che le offerte che ho ricevuto durante la mia permanenza a Vilminore saranno usate tutte a scopo di bene. Come vedete, i bisogni sono molti.
Siamo a Natale e quindi voglio porgere a tutti i miei migliori auguri di Buone Feste. Che il Signore possa nascere nel cuore di tutti così da aiutarci a divenire migliori.
Buon Natale e Felice Anno Nuovo.

Francesco

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