Articolo tratto da "Giornale di Bergamo" martedì 9 ottobre 2001 Si è conclusa la grande
festa per il ritorno in paese di monsignor Francesco Panfilo, da poco vescovo
Vilminore si stringe attorno a "don Fago"
Continua... VILMINORE L’unica a
causare problemi è stata la pioggia. Una pioggia costante e gelida che ha
flagellato Vilminore per tutta la giornata di domenica, provocando
l’annullamento della processione della Madonna del Rosario. Ma per il resto le
giornate di sabato e domenica hanno rappresentato una grande festa per Vilminore,
una festa per il terzo vescovo originario del piccolo paese della Val di Scalve:
monsignor Francesco Panfilo, a capo della diocesi di Alotau-Sideia, in
Papua Nuova Guinea. Una grande Festa per colui che tanti in paese ricordano
ancora come il ragazzo che aveva fatto tanti lavori e che chiamano ancora con il
soprannome di una volta, «don Fago».
La festa ha avuto i suoi momenti forti prima di tutto nel pontificale celebrato
nella chiesa prepositurale.
Un momento significativo anche perchè, ha sottolineato monsignor Panfilo, «in
questa chiesa i miei genitori si sono sposati settant’anni fa, cominciando un
rapporto che li ha portati ad avere dieci figli, di cui quattro sacerdoti. E qui
celebro il mio primo pontificale, che è come la celebrazione di un matrimonio,
basato sui valori cristiani e sul Vangelo». La festa è proseguita anche nella
giornata di domenica, come detto; nonostante la pioggia che ha costretto gli
organizzatori a spostare la celebrazione molto partecipata, “forse perché - ha
commentato il neovescovo - qui mi vedono raramente, o forse gli abitanti di
Vilminore vogliono dimostrare 1’affetto che provano per ogni missionario».
Monsignor Panfilo ha raccontato la vita che svolge nelle lontane isole dove
arriva solo l’eco dei tragici avvenimenti di questo periodo: «Oltre la metà
della popolazione non legge giornali e non guarda la televisione, per cui siamo
noi che dobbiamo raccontare quello che sta succedendo. Ci siamo anche raccolti
in preghiera per invocare la pace”.
Il momento conclusivo delle celebrazioni dello scorso fine settimana si è svolto
nel cinema, con l’esibizione della formazione giovanile della banda musicale, e
con un’affettuosa presa in giro dello stesso neovescovo, dei quali alcuni
giovani del paese hanno messo in scena la ricostruzione di alcune scene della
vita di «don Fago».
A concludere la serata ci sono stati gli incontri con gli alpini, la corale del
paese, i gruppi parrocchiali e i rappresentanti delle varie associazioni del
paese.