La Diga del Gleno
Rilievi - indagini tecniche - risultanze - conclusioni
Edizioni Capriolo & Massimino - Milano
30 ottobre 1924

Premessa

Quando avvenne il crollo della diga del GLeno, le più gravi accuse furono lanciate contro la ditta Viganò, quasi essa avesse preordinato e voluto il disastro che la colpì in pieno, materialmente e moralmente.
La ditta Viganò non volle accendere polemica nel momento della massima passione, e non si curò allora di contrastare le accuse, sapendole dovute ad una esasperazione che poteva avere in sè stessa la scusa di ogni eccessività. Essa affiderà ora, nella imminente discussione della Causa penale, ai suoi avvocati la difesa della sua buona fede, della sua incolpevolezza, del suo buon nome.
A noi tecnici, la ditta ha richiesto un ampio, libero e spassionato esame tecnico delle accuse ad essa rivolte, in confronto dei procedimenti da essa adottati nel progettare e far eseguire le opere, e la ricerca delle cause generali e particolari che hanno originato il disastro, in confronto dei risultati della perizia giudiziaria, le cui conclusioni la ditta rifiuta di riconoscere come presumibili, e tanto meno come provate.

Con piena coscienza della gravità e della importanza del còmpito, noi abbiamo collegialmente accettato questo incarico in obbedienza ad un superiore concetto di giustizia e di dovere.
L'opera nostra di esame, di indagini e di ricerche sul posto, poichè non rivestiva carattere ufficiale ed urtava contro prevenzioni ed interessi locali, ha incontrato non poche difficoltà e qualche ostilità; tuttavia noi siamo riusciti a svolgere interamente il còmpito che ci eravamo prefissi, ed i risultati ai quali siamo pervenuti sono da noi consentiti all'unanimità.

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