Fantasia di un detenuto

Allegato N. 53.
Seconda deposizione del detenuto Betti
Cremona - Carceri giudiziarie - 20 dicembre 1923 -

Teste Betti Battista fu Giacomo d'anni 25, nato a Borgo S. Giacomo (Brescia), residente a Brescia attualmente detenuto presso le carceri di Cremona.
A domanda risponde:
Confermo pienamente quanto ho già riferito al Vice Commissario di P. S. Petruccelli Achille e non ho nulla da aggiungere o notificare.
Nel carcere di Breno il Della Matera mi disse che il disastro da lui causato alla Centrale elettrica dell'Adamello non era l'ultimo di quelli che dovevano verificarsi nella Val Camonica perchè fino a tanto che nell'industria non si fossero assunti anche operai sovversivi avrebbe continuato a procurare assieme ad amici fidati altri gravi danni in quelle regioni.
Non specificò quali danni volesse alludere e neppure accennò al Gleno.
Trasferito nelle carceri di Brescia vi conobbi certo Bassi Fausto di Esine e Curati Francesco di Darfo i quali dopo due o tre giorni da che siamo insieme mi dissero che erano fuggiti dal carcere di Breno ove avevano avuto per compagno il Della Matera che due o tre giorni prima della loro fuga era stato dimesso dal carcere.
Acquistata in breve la fiducia del Bassi e del Curati ebbi le loro confidenze e più volte si lamentavano con me dicendo che erano stati condannati innocenti per opera di fascisti.
Un giorno il Curati mi disse che se il Della Matera invece di far saltare la Centrale elettrica dell'Adamello avesse adoperato gli stessi mezzi colla diga del Gleno il disastro sarebbe stato maggiore e con danni più rilevanti e tutti i fascisti della Valle Camonica sarebbero stati puniti come meritavano. Il Bassi interloquì dicendo che il Della Matera ed i suoi amici non erano degli ignoranti ed avrebbero saputo fare quello che occorreva secondo le circostanze. Il Curati, che è di Darfo e che possiede una fonderia, è un carattere vendicativo ed appartiene ai sovversivi; mi diceva che colle correnti arcinote poteva bruciare tutta Darfo; da tutto ciò sono persuaso che il Curati ed il Bassi stando alle carceri di Breno insieme al Della Matera abbiano complottato con quest'ultimo il disastro del Gleno avvenuto circa 5 mesi dopo che il Della Matera fu dimesso dal carcere.
Ciò ripeto è una convinzione personale, ma potrà servire come indizio alla Giustizia per scoprire la verità.
Per stabilire poi qualche cosa di più preciso circa il disastro del Gleno occorrerebbe che io fossi posto a colloquio col Commissario Antocci Adone di Brescia, il quale ben conosce gli autori del disastro dell'Adamello e potrebbe servirsi di quello che potrei a lui dire.
Letto, confermato e sottoscritto

Firmato:
BETTI BATTISTA.

(Tratto da "La Diga del Gleno" - Rilievi, indagini tecniche, risultanze, conclusioni - Edizione Capriolo & Massimino, Milano - 30 ottobre 1924)

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