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Comune di Lozio (Bs) - Pro Loco Valle di Lozio |
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Il castello dei Nobili
Lozio ebbe due castelli, uno
situato sopra Villa, e se ne vedono ancora gli avanzi, parte di un muraglione di
cinta e, in alto, i ruderi di una grossa torre; l'altro si ergeva allo sbocco
della Val Baione, addossato ai piedi della Concarena, e se ne vede ancora
qualche tratto di mura che danno l'idea della sua forma semilunare. Il primo fu
dei Nobili, famosi feudatari e partigiani guelfi; dell'altro non si conoscono i
proprietari.
Il castello dei Nobili per la
sua posizione inespugnabile e per il valore de'suoi, è passato alla storia con
un aureola di gloria, e di conseguenza, com'è naturale ne' fatti che più
colpiscono l'immaginazione, con la sua fioritura leggendaria. Secondo la
leggenda questo castello comunicava con il paese per mezzo di un sotterraneo, e
a prova di ciò si indicano due buche, una su al castello, l'altra presso al casa
che forse fu di quei feudatari; le quali buche dovevano essere gli sbocchi del
passaggio sotterraneo. Ma, anche senza far osservare la nessuna necessità d'un
tal passaggio, il dislivello tra il castello e la casa, basta a far pensare
l'inesistenza del cunicolo. Un'altra via sotterranea metteva poi in
comunicazione il castello di Lozio col castello di Breno, sboccando nei pressi
del ponte Minerva, e questo è più fantastico ancora.
E' storico il fatto dell'eccidio di Nobili di Lozio, avvenuto nell'inverno dal
1409 al 1410, per mano di Federici de Mu, di parte ghibellina. Ma si veda come è
narrato da Padre Gregorio ne' suoi Curiosi trattenimenti: " Era inverno
erudissimo; quando convenuti i ghibellini, facevano scorrere un grosso ruscello
per la contrada, che la casa dei Lozi ( i Nobili) conduceva alla rocca, dove
solevano ritirarsi nei grandi pericoli". Questo ruscello, congelandosi, fece si
che gli assalti, continua P.Gregorio "non poterono per il lubrico avere scampo
nella fortezza"; e, come commenta argutamente il Puntelli, "non si aggiunge, ma
deve supporsi per continuare il racconto, che i perseguitati avessero il
privilegio di reggersi ben saldi sul ghiacciaio".
Arnaldo Canossi, Anima Popolare Camuna
COME GIUNGERE AI RESTI DEL
CASTELLO
Dal parcheggio sul torrente Re si sale appena alle spalle di Villa. da qui una
strada molto ripida e con numerosi tratti pavimentati in erbablock sale fin
sotto un roccione dove si trovano i ruderi del castello. Dislivello da 1.020 a
1.200 mt. Tempo di salita: ½ ora circa. Con uno sforzo supplementare salendo
ancora, fino a 1.290 mt., si arriva alla torre da dove la vista sulla valle
spazia ancor più in lontananza.