|
Comune di Lozio (Bs) - Pro Loco Valle di Lozio |
|||||||
|
|||||||
|
|
|||
Chilometri di percorsi nel verde:
una risorsa da curare, un tesoro da conoscere
Sentieri ed escursioni in Valle di Lozio: il tempo e il ritmo della natura
A piedi, in mountain bike o a cavallo: comunque circondati da verde,
silenzio e aria pura.
Chi conosce Lozio? chi si ricorda
di Lozio parlando dei paesi della Valle Camonica? Pochi.
Pochi perché Lozio è un piccolo comune e le sue quattro frazioni sono ancor più
piccole.
Per l'epoca nella quale viviamo
invece le dimensioni contano - come recitava pochi anni fa il lancio di un film
con protagonista un brutto ed enorme mostro post-atomico, Godzilla, film che fra
l'altro dimostrava come le grandi dimensioni (sia del mostro che del film)
possano essere funeste - in un'epoca come questa dicevamo la piccolezza sembra
essere un difetto o comunque di ciò che è piccolo si riescono spesso a vedere
solo i lati negativi.
Noi a Lozio tentiamo di non adeguarci. Tentiamo di apprezzare il piccolo che ci
circonda e non rinunciamo a pensarlo in grande. A chi tuttavia riuscisse a farsi
impressionare solo da grandi dimensioni (riuscendo poi magari a pensarle solo in
piccolo...) anche a questi Lozio ha qualcosa da offrire, qualcosa di grandioso:
il suo territorio. I suoi boschi verdi in estate e rossi in autunno, la miriade
di strade, sentieri, percorsi che solcano la valle e le cime che le fanno da
corona con il blu dei cieli primaverili e il candore delle nevi invernali. E
soprattutto la possibilità di immergersi nella natura e di riprendersi con essa
un ritmo e un tempo più naturali e salutari.
E' forse questo il patrimonio più prezioso per Lozio. Un bene che anzitutto noi
dobbiamo imparare a curare e proporre al turista, sia esso il villeggiante del
mese estivo, il gitante di una giornata o l'emigrato che ritorna per un fine
settimana.
Sorprendente e incredibile a Lozio - a volte anche per chi come me
distrattamente ci vive - è soprattutto la quantità e la varietà dei percorsi che
si possono fare immersi nella natura; a piedi, ma spesso anche in mountain bike
o a cavallo (e per chi volesse scegliere quest'ultima opzione si consiglia di
contattare a Villa il maneggio del sign. Alfonso Canossi, tel. 338
3648418). I chilometri di stradine
e sentieri sono infatti incalcolabili e il loro censimento (con conseguente
produzione di materiale turistico divulgativo) è uno degli obiettivi principali
della locale Pro Loco.
A titolo esemplificativo, al di là delle strade asfaltate (la provinciale che
sale da Malegno, le comunali interne e l'intercomunale immersa nella pineta che
porta da Villa a Ossimo Superiore) e dei numerosi e spettacolari sentieri di
montagna che portano alle cime (Pizzo Camino, Monte Sossino, Monte di Val Piane,
Cimone della Bagozza e Concarena), proverò a stimolare la vostra curiosità con
le principali strade che si inoltrano tra i boschi alle pendici dei monti.
La bià de le icc - la strada
delle viti (Malegno - Sucinva).
Da 330 a 840 mt. - 5,500 km
circa. E' la vecchia strada che risale la valle del Lanico da Malegno fino
all'abitato di Sucinva, sul lato opposto a quello della provinciale (costruita
sul finire degli anni '20). E' percorribile tranquillamente a piedi in 2 ½ ore
circa. E' possibile con una discreta gamba risalirla pure in mountain bike dato
il buono stato del fondo stradale - merito anche dei numerosi malegnesi (che
pure a volte sembrano vedere in Lozio nulla di più di un buon serbatoio
d'acqua...) che spesso ne percorrono il primo tratto per recarsi alle loro
cascine.
Il nome che le hanno dato i loziesi deriva dalla località Le Icc (Le Viti), la
bella e soleggiata zona che la strada attraversa appena sotto Sucinva: prati e
dolci pendii ben esposti al sole che una volta consentivano la coltivazione
della vite anche qui, fino a più di 800 metri sul livello del mare.
La bià de Tolbés - la strada
di Tolbes (Camerata -Villa).
Da 800 a 1.020 mt. - 2,000 km. E' il tratto della vecchia strada che
conduceva a Villa. Salendo dal borgo di Camerata e passando davanti
all'agriturismo Cooperativa Valle di Lozio - luogo propizio per una sosta
ristoratrice basata su piatti tradizionali o punto di partenza per una gita
postprandiale, tel. 338 6022133 - la strada si inerpica; prima costeggia gli
ultimi prati e frutteti, poi nel bosco, sul fresco bordo del profondo solco
scavato nei secoli dal torrente Lanico. Una risalita tranquilla - più breve ma
un poco più impegnativa in quanto a pendenze rispetto alla precedente - non dura
più di ¾ d'ora. Il fondo in ris (acciotolato) rende la strada ardua e stressante
per il ciclista.
La bià de la Sèla - strada
della Sella (Villa - Sommaprada).
Da 1.020 a 1.050 mt. - 3,400 km. E' la passeggiata per eccellenza in valle
di Lozio, perché è agevole, perché collega due delle frazioni e perché - con una
brevissima deviazione dal suo tracciato - conduce all'amata chiesetta di Santa
Cristina.
La strada resta quasi tutta in quota, il fondo è buono e i tratti più ripidi
sono stati di recente pavimentati con erbablock, piastre alveolari di cemento
che lasciando crescere l'erba nei loro fori permettono un buon ancoraggio al
terreno. Sul percorso si incontrano numerose cascine e spostandosi da Villa
verso Sommaprada la vista verso il fondo valle di apre progressivamente. La
camminata non è per nulla impegnativa e richiede non più di ¾ d'ora. Anche il
mountain-biker della domenica può percorrerla in tutta tranquillità dovendo
scendere di sella solo in occasione dei 50 metri più ripidi.
Vicini ormai a Sommaprada, prima di scendere alla presa dell'acqua, deviando
sulla sinistra, un sentiero sale in 10-15 minuti a Santa Cristina (1.200 mt.):
una chiesetta dalla architettura semplice posta su un piccolo terrazzo erboso,
con alle spalle lo scabroso e ostico ghiaione della val Baione (e per chi ha un
buon passo in un due ore e mezzo si arriva al bivacco, a 2.000 mt.) e a valle la
vista spaziosa di tutta la valle di Lozio e del passo di Crocedomini oltre il
fondo della Val Camonica.
Arrivati a Sommaprada offre un punto di ristoro buono e insolito il Bar
Ristorante Santa Cristina del sign. Poggiali Willy, cuoco specializzato in
piatti a base di pesce (tel. 0364 494301). Per chi volesse giustamente prendersi
il tempo che si meritano la Valle di Lozio e il turista che la visita è qui
possibile anche pernottare con la formula Bed&Breakfast (10 posti letto).
Chi volesse invece acquistare formaggelle di capra - prodotte nella stagione
primaverile ed estiva - può contattare l'allevatore locale Vittorio Canossi
(tel. 0364 494015 / 335 315 930).
La bià dei mücc - strada dei
monti (Villa-Onder-Colle Mignone).
Da 1.020 a 1540 mt. - 3,500 km. circa. Conduce dall'abitato di Villa alla
Malga Onder (1.400 mt.), divisa tra i comuni di Lozio e Ossimo. La salita a
piedi richiede 1 ½ ore circa. In bicicletta è sconsigliata: il fondo non è male
alcuni pezzi dell'ultimo tratto sono in erbablock, ma sono davvero troppo
ripidi.
Da Onder si prosegue - con pendenze decisamente più agevoli e fondo strada
ideale anche per i ciclisti - fino a Colle Mignone. Qui una santella segnala un
trivio: la strada per Villa, quella la malga Plagne e quella per il lago di Lova;
da quest'ultima dopo una ventina di metri si staccano ulteriormente a destra il
sentiero per San Fermo e a sinistra la strada che costeggiando e girando attorno
alle pendici occidentali del Monte Mignone (1.743 mt.) scende progressivamente
verso Ossimo Superiore.
Altra possibilità da Onder è quella - arrivati alla fontana - di salire a destra
la stradina di recente ritracciata dal comune di Ossimo verso Malga Varicla
(1.600 mt., un'altra ½ ora) e, a seguire, il sentiero fino al bivacco Laeng
(1.640 mt., un altro ¼ d'ora), alle falde del roccioso Pizzo Camino.
Al ritorno a Villa, in serata, si consigliano la Trattoria Alpina del sign.
Rizzieri Filippo (ottima cucina tradizionale e pizzeria nel fine settimana, tel.
0364 494036) e - con chiusura invernale - il bar Resù della sign.ra Otelli
Angela, immerso tra i verdi prati dell'omonima località, sulla strada verso
Ossimo (tel. 0364 494028). Per chi volesse, proprio di fronte al bar, c'è un
attrezzato e gratuito camper service.
La bià dei Müt de Servé -
strada per i Monti di Cerveno (Sommaprada - Gaccio - Monti di Cerveno).
Da 1.050 a 1.270 mt. - 3,400 km. Di tutte le strade è la più agevole,
l'unica fra l'altro percorribile anche con un'automobile normale. Percorrerla a
piedi però, se richiede ovviamente più tempo, consente però di goderne
maggiormente. Partendo da Sommaprada la strada attraversando la località Gaccio
è fiancheggiata da numerose baite. Passati varie pinete e prati in un'ora e
mezzo di cammino si arriva alla località Monti di Cerveno: un insieme di prati
ideali per pic-nic e tintarelle estive, disseminati di case e cascine;
amministrativamente siamo in Comune di Cerveno, ma da punto di vista geografico
ancora in Valle di Lozio. Il tragitto è abbastanza agevole anche in mountain
bike. Arrivati in cima si consiglia di prendere la stradina-sentiero che gira a
destra: in venti minuti si sale al Pizzo Alto (1.340 mt.), collinetta dalla
quale in una giornata limpida è possibile godere di un insolita veduta del
gruppo del Pizzo Camino e di una spettacolare prospettiva della bassa Valle
Camonica che spazia fino al lago d'Iseo.
Dai Monti di Cerveno si può - proseguendo oltre - scendere a Cerveno; girando a
sinistra è possibile invece inoltrarsi sui sentieri che salgono le pendici della
Concarena oppure proseguire sulla strada che porta alla malga Rò bassa e a Cima
Plasse.
La bià de le Plase (Cima
Plasse - Malga Rò bassa - Monti di Cerveno).
Da 1.100 a 1.450 a 1.270 mt. - 3,500 km. circa. Dalla strada per i Monti di
Cerveno, 500 mt. dopo l'uscita dall'abitato di Sommaprada, all'inizio dei Gacc
(località Gaccio) si devia sulla sinistra. La strada si inerpica, abbastanza
impegnativa ma con tratti in erbablock, in una serie di tornanti. Transitati
dalle cascine di Canos e Ca de Mense si arriva dopo ¾ d'ora alla spianata erbosa
di Cima Plasse (1.420 mt.). Il pendio si addolcisce, il prato è enorme, dominato
da un gigantesco abete. Proseguendo sulla sinistra un sentiero riconduce alla
parte alta di Sommaprada. Ma noi proseguiamo a destra. La strada spiana e
attraversando la pineta giunge prima alla malga Rò bassa (1.445 mt.), poi inizia
a scendere e sbuca nei prati alti dei Monti di Cerveno, tra le prime cascine (un
altra ½ ora).
Sconsigliabile in bicicletta la salita
Gaccio-Cima Plasse; è invece godibile in senso inverso come via alternativa di
ritorno rispetto al percorso precedente.
Da Malga Rò bassa, volendo si può salire in una ventina di minuti a quella alta,
dove la pineta finisce ed inizia il pendio erboso che sale fino alle creste
rocciose del Cornone della Concarena (2.000 mt.). Nella malga Rò alta (1.540 mt.)
tiene le sue mucche vendendo il loro latte e i prodotti che ne derivano
l'agricoltore Gianfranco Barbieri.
La strada delle Cave di Pietra
(Laveno - Case del Ceto - Cave di Pietra - Colle dell'Oca).
Da 980 a 1.050 mt. - 4,000 km. circa. Detta anche nel suo primo tratto
strada della Mecca perché conduce dall'abitato di Laveno alle cave di pietra un
tempo lavorate dall'omonima impresa. Il fondo grazie al passaggio continuo in
passato di camion carichi di materiale è ancora buono. La strada, fatta
eccezione per due tratti impegnativi - il primo dei quali, dopo la discesa
iniziale, porta fino alle Case di Ceto (1.000 mt.), buon punto di osservazione
per ammirare la valle di Lozio - è abbastanza agevole. Giunti alle cave di
Pietra (1.080 mt., ¾ ora di cammino) la strada si stringe e scende, il bosco
preme ai lati, diventa sentiero, ma l'atmosfera è ancor più suggestiva. Si
lambisce il crinale e i prati che scendono verso il territorio di Losine, poi si
risale un poco e si arriva al colle dell'Oca (1.050 mt, altri ¾ d'ora), colle
proteso nel mezzo della media Valle Camonica: la vista spazia a 180°. Qui, un
poco più sotto, un bacino idroelettrico dove giunge il chilometrico canale
sotterraneo che taglia orizzontalmente il pendio della valle di Lozio
intercettandone tutte le acque (ovvero rubandole senza violare alcuna legge del
codice). Fattibile senza troppe difficoltà anche in mountain-bike.
La strada Molina - Malga
Plagne - Colle Mignone.
Da 900 a 1.540 mt. - 6,000 km. circa. La strada inizia ripidissima deviando
a monte rispetto alla strada intercomunale Ossimo-Lozio, dove questa venendo da
Creelone termina il tratto in discesa, attraversa la valle dell'Inferno in
località Molina e si appresta a risalire. La strada per Colle Mignone, creata
non molti anni fa, sale tutta nella pineta, girando attorno al Monte Mignone sul
lato orientale. Il percorso è lungo, strappi eccessivi non ce ne sono, ma la
strada sale in maniera costante e per godersela in bicicletta ci vuole una gamba
resistente. Ormai prossimi al traguardo si transita alla Malga Plagne (1.400 mt.),
ottimo luogo per una sosta e occasione di una veduta frontale spettacolare e
ravvicinata del pendio erboso del Monte Sossino e della verde cresta delle Ai
Piane (Monte di Val Piane, 2.170 mt.). Da qui il percorso si impenna e nello
spazio di poche centinaia di metri si sale di altri 150 mt. arrivando, dopo due
ore e mezzo di cammino, al già citato trivio di Colle Mignone e all'area di
sosta con panchine e fuoco per barbecue giusto di fronte alla santella.
Michele Pizio