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La Nostra Madonnina
Informazioni per il 350° Anniversario dell'Apparizione della Madonnina di Colere
N. 03 - 4 aprile 2004
Con la S. Pasqua inizia la
primavera.
Per Colere quest'anno la primavera significa l'inizio delle celebrazioni per il
350° Anniversario dell'Apparizione della Madonnina nel Santuario del Dezzo.
Nell'ultima pagina riportiamo il manifesto che presenta il programma delle prime
due manifestazioni importanti: il Recital vocale e strumentale di canti mariani
del giorno di Pasqua e l'apertura del Santuario dopo la chiusura invernale il
giorno successivo 12 aprile, con il rinnovo della dedicazione dei coleresi alla
loro Madonnina. E' il primo appuntamento importante per trovarci tutti insieme
davanti alla Madonnina. Bisogna che ci liberiamo da altri impegni, per essere
presenti tutti, in prima persona, anche a nome di tanti ammalati ed assenti. In
questi 2 giorni non ci saranno bancarelle al Santuario, ma proprio per questo
vivremo insieme momenti emozionanti, con testimonianze dirette di chi la
Madonnina l'ha vista attraverso i miracoli.
Il Comitato Organizzatore
CI SIAMO: LA MADONNINA CI
ASPETTA!
Cosa si può fare per chiedere una grazia alla Madonna? Sentiamo che i nostri
nonni e i nostri genitori facevano la "novena". La novena deriva da nove, come i
giorni che erano dedicati al Signore, ai Santi o nel nostro caso alla Madonna.
Per dimostrare alla Madonna la propria devozione e chiedere una grazia oppure
per implorare pace e serenità, per questi nove giorni ci si recava al Santuario
a piedi per pregare. Era una promessa molto seria e veniva sempre rispettata
perché non si poteva chiedere una grazia se tu non avevi dimostrato la tua
devozione e mantenere questo impegno. Quando le medicine non hanno più alcuna
efficacia, ci si rivolge alla Madonna o ai Santi. Però bisognava dimostrare che
si è veramente credenti alla Madonna con questi nove giorni di preghiera e di
sacrifici. Nel nostro paese durante il periodo della festa della Madonnina il
Santuario era sempre aperto, per consentire a tutta la gente che era in novena
di rispettare la promessa. Le nostre nonne o i nostri nonni ne hanno fatto
parecchie di novene, perché era gente povera e non poteva permettersi tutto il
benessere che c'è ora. Purtroppo nei nostri giorni sono pochi coloro che fanno
questa devozione mariana. In 350 anni la novena si è persa per strada e molti
non sanno neppure cos'è. Bisognerebbe prendere in maggiore considerazione questa
pratica religiosa, perché la Madonna è buona e generosa e tutti prima o poi
abbiamo bisogno del suo aiuto. Non siamo onnipotenti. Le istruzioni per l'uso
non stanno scritte solo sui flaconi delle medicine ma anche nei grani del Santo
Rosario. E' questo quel che ci hanno insegnato i nonni.
Alex
I FIORI PER LA MADONNA
C'è aria di festa ed allegria all'oratorio per il
350° anniversario della Madonnina e moltissime donne del paese si sono
incontrate per preparare questa ricorrenza. C'è un grandissimo impegno di queste
signore che stanno costruendo fiori di plastica per abbellire le strade del
paese e per questo le dobbiamo ringraziare. Passando tra i tavoli si nota la
felicità che scorre tra queste "ragazzine". "Stiamo lavorando alacremente per
fare le cose bene - dicono. - E' la prima volta che la corona d'oro della nostra
Madonnina passerà per il paese." Ogni contrada sta preparando un programma di
preghiere ma anche di manifestazioni speciali con la presenza dello stendardo
della Madonnina. Se ne parla mentre si confezionano fiori. "Per una ricorrenza
così importante è giusto preparare questi abbellimenti - dicono .- Grazie alla
Giusy, alla quale è venuta questa idea e che ci ricorda che bisogna prepararsi
sì materialmente, ma molto di più spiritualmente!".
Andrea
I CAPRICCI CON LA MADONNA
Come ricordiamo in questa Settimana Santa, Gesù dalla Croce ci ha dato come
madre la sua mamma: Maria. Per questo i cristiani si confidano con lei e da lei
invocano con parole semplici la protezione e la grazia di Dio nei momenti del
bisogno, soprattutto quando si perde la salute del corpo. Ogni epoca
dell'umanità ha avuto momenti tragici. Basti pensare all'ultima guerra mondiale,
con il dolore che ha portato anche nella nostra comunità per la perdita di
giovani caduti, le disumane sofferenze dei genitori che non sapevano la fine dei
propri figli dichiarati dispersi. La miseria imperversava anche dopo la guerra.
La fede fece miracoli!
Quanto peregrinare verso il Santuario della Madonnina! "Madonnina, fammi
riabbracciare mio figlio!" invocavano le mamme, anche al passaggio della Madonna
Pellegrina. Qualche volta queste povere mamme si rivolgevano alla Madonna con
parole confidenziali, a volte minacciose, come una figlia che fa i capricci con
la mamma per ottenere a tutti i costi un favore. Ho visto una mamma, curva per
le fatiche familiari, recarsi al Santuario ogni giorno, pregando la Madonnina
perchè facesse tornare a casa suo figlio partito per lavorare all'estero e che
non si era più fatto vivo. "E' inutile andare al santuario a pregare - le disse
un giorno un nipote vedendola tornare a casa stanca dopo le preghiere alla
Madonnina - tuo figlio ormai non tornerà più". Ma l'anziana mamma continuò i
suoi pellegrinaggi al santuario finchè le forze glielo consentirono. Nel 1959
lasciò questa terra senza poter riabbracciare quel figlio giramondo.Ma la
Madonnina ha raccolto le sue preghiere e le tante lacrime di questa
mamma-speranza. Diversi ani dopo i familiari rintracciarono questo parente e lo
convinsero a far ritorno nella sua casa paterna di Colere per ricevere
l'assistenza degli ultimi giorni terreni e conciliarsi con Dio prima di
riabbracciare in cielo la sua mamma che tanto aveva pregato per lui.
R.B.
COLERE PRIMA E COLERE ADESSO
Abbiamo avuto l'occasione di "intervistare" alcuni coleresi riguardo la loro
visione sia religiosa che festiva del paese di Colere nei momenti di vita
quotidiana.
Inizialmente abbiamo posto la domanda alla signora che chiamiamo Maria:
- Come le sembra cambiato il nostro paese e la fede verso la Madonna nel corso
degli anni?
La signora molto cortesemente risponde:
"Per quanto mi riguarda, penso che le occasioni di preghiera ultimamente siano
sempre più rare da parte di tutta la comunità Quando io ero bambina ricordo che
i preparativi per il giorno della Madonnina avevano inizio molto tempo prima,
tanto che la vigilia era considerata un giorno in cui si lasciava qualsiasi
attività lavorativa.
Inoltre la festa della Madonnina era occasione soprattutto di preghiera ma anche
in buona parte occasione di acquisti presso le bancarelle. I bambini facevano a
gara per la recitazione del Rosario e una volta conclusa, ognuno si sarebbe
recava con i propri famigliari a fare il pic nic ed a consumare il dolce tipico
e considerato di lusso: la schisàda.
Incontriamo un signore che chiameremo Mario, anch'egli di Colere, che ci ha dato
ulteriori chiarimenti facendogli la stessa domanda. Ci dice:
"Da ragazzo io desideravo recarmi al santuario per la festa della Madonnina
soprattutto per acquistare la pistola ad acqua, che era il gioco più gettonato
tra noi, proprio perché era l'unica occasione per comperare un giocattolo,data
la situazione economica di quel tempo.
La comunità di Colere era molto unita e collaboravano tutti pienamente per la
funzionalità del paese. Negli ultimi anni è sorto una certa chiusura ed un
maggior distacco tra le persone. Mentre prima ci s'impegnava molto di più tutti
insieme per l'organizzazione di eventi, ora c'è una certa diffidenza
nell'organizzazione di cose che interessano il benessere del paese.
Hanno chiesto l'anonimato. Accordato. Ma ci hanno fatto pensare: "Come sarebbe
bello se un giorno la Madonnina ci regalasse un paese con le comodità di oggi ma
con l'animo semplice di ieri!".
Piera e Alice
DALLA MADONNINA AL COMUNE DI
COLERE
Il 5 marzo 1946, l'ultimo giorno di carnevale, tutti i coleresi stavano
celebrando una S. Messa al santuario della Madonnina. Sembrava un giorno come
tanti altri, ma nessuno sapeva che quei coleresi raccolti in preghiera si
stavano preparando a lottare contro qualunque cosa pur di riconquistare ciò che
gli apparteneva e che era stato loro sottratto: l'autonomia del proprio Comune.
Una volta finita la celebrazione, compaesani formarono una lunga processione e,
armati di coraggio e di determinazione, si avviarono verso il Municipio che
stava al Dezzo e aggregava Colere ed Azzone. Quando il messo comunale vide tutta
quella gente entrare negli uffici comunali, chiese spiegazioni ad un paesano che
subito rispose: -"Sito, perchè adesso ci portiamo via il Comune di Colere!"-.
Non appena queste parole furono pronunciate, uomini e donne, vecchi e bambini
saccheggiarono gli uffici portandosi via faldoni, registri, archivi e anche
l'anagrafe. Intanto tre reduci dalla seconda guerra mondiale, si posizionarono
uno al bivio tra Colere e Darfo, uno al ponte di Azzone e l'altro al Bar Posta
dove si trovava l'unico telefono del paese in modo che la notizia non si
diffondesse e che non arrivasse all'orecchio del Prefetto e dei Carabinieri. Una
volta che la folla arrivo a Colere, tutto il materiale comunale fu portato
all'Asilo Parrocchiale che era stato costruito proprio in quegli anni. Il
parroco avviso tutta la gente che se fosse successo qualcosa, il suono della
campana a martello sarebbe stato il segnale con il quale tutti i compaesani
sarebbero dovuti scendere in piazza e creare un solido gruppo. E cos accadde.
Non appena i Carabinieri prima ed il Prefetto di Bergamo poi arrivarono in
paese, una grande folla armata di manganelli e di forche si raggruppo presso
l'Asilo e sul sagrato (allora non esisteva la Piazza Risorgimento). Alcuni ex
combattenti alzarono con la forza l'auto dei carabinieri e la girarono
invitandoli ad andarsene. Alcuni abitanti di Azzone e di Dezzo pensarono di
salire a riprendersi i documenti con la forza ma le autorit… appostate al bivio
tra Colere e Dezzo glielo sconsigliarono dicendo loro che i cittadini di Colere
parevano delle belve inferocite.
Quando il Prefetto di Bergamo arrivò nel paese in subbuglio, cercò di mettere
ordine parlando con i paesani, ma quando vide centinaia di forche puntate contro
di sé, rinunciò all'impresa.
Questa è la storia di come fu ricostituìto il Comune di Colere che era stato
unificato ad Azzone nel 1927 dal fascismo e che le autorità post-belliche
ritardavano a ridare ai suoi abitanti. L'anno dopo il Governo di Roma emise il
decreto di ricostituzione dei 2 Comuni di Azzone e Colere.
Sara
OFFERTE
Vogliamo ricordare che il Comitato Organizzatore dei festeggiamenti ha aperto il
conto corrente 70713 presso la Banca Popolare di Bergamo, intestato alla
Parrocchia di Colere, per depositare offerte a sostegno delle spese che via via
dobbiamo affrontare. Coloro che volessero partecipare a specifiche spese (es.:
lo stendardo, lo striscione, le luci, le fiaccole, i paramenti, i lavori di
pulizia straordinaria e quanto farà più bello la festa ecc.) sono invitati ad
indicare esplicitamente nel versamento per quale iniziativa vogliono sia
utilizzata la loro offerta. A tutti va il più sincero ringraziamento per la
generosità.
Il Comitato
11 Aprile 2004 - Domenica di Pasqua - Ore 20,30
Chiesa Parrocchiale di Colere
RECITAL VOCALE E STRUMENTALE DI CANTI MARIANI CON
TESTIMONIANZE DEI MIRACOLI DELLA MADONNINA A COLERE
· AVE MARIA di Jaques Arcadelt
· ARIA di Johann Sebastian Bach
· AVE MARIA di Franz Schubert
· VERGINE DEGLI ANGELI di Giuseppe Verdi
· AVE MARIA di Charles Gounod
· DOMINE DEUS di Antonio Vivaldi
· PANIS ANGELICUS di C. August Frank
Interpreti:
EMANUELE MINELLItenore
ACQUILINO BELINGHERI baritono
ALICE MORZENTI Flauto
FLAVIO PIANTONI Organo
Dirige: M.o MARCO MAGRI
LUNEDI' DELL'ANGELO - 12 APRILE
2004 - ORE 10,30
· S. MESSA SOLENNE. L'omelìa verrà accompagnata da una testimonianza sulla
presenza della Madonnina nei campi di concentramento nazisti
· INIZIO UFFICIALE DELLE CELEBRAZIONI PER IL 350° ANNIVERSARIO DELL'APPARIZIONE
DELLA MADONNINA DI COLERE
· CONSACRAZIONE DEI COLERESI ALLA LORO MADONNINA
· BENEDIZIONE DI OGGETTI SACRI DELLA MADONNINA DI COLERE
· CANTO CORALE DELL'INNO DELLA MADONNINA
· BENEDIZIONE E BACIO DELLA RELIQUIA
APERTURA DEI FESTEGGIAMENTI NEL SANTUARIO DELLA
MADONNINA
LA MADONNINA INCONTRA GLI
EMIGRANTI il prossimo 15 agosto. La Parrocchia invita i coleresi emigrati in
tutto il mondo a tornare per questo incontro. Servono gli indirizzi di tutti, da
fare avere in Parrocchia.

Questo è il tabellone installato al santuario
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