Rassegna Stampa

Articolo tratto da "Gazzetta Comunale" agosto 2005
Dalla Biblioteca Civica
CONVEGNO MANARA VALGIMIGLI 17.09.05

Come già annunciato dalle pagine della Gazzetta Comunale del marzo scorso, Vilminore avrà l'occasione di ospitare, nella mattinata di sabato 17 settembre, un convegno dedicato alla figura di Manara Valgimigli, insigne letterato, nel 40° anniversario della scomparsa (Valgimigli si spense infatti la notte fra il 27 e 28 agosto 1966 nel capoluogo scalvino).
L'appuntamento culturale, concepito dall'amministrazione comunale in collaborazione con la biblioteca civica, sarà la giusta occasione per ricordare anche la figura di Giorgio Valgimigli, figlio dell'illustre grecista, recentemente scomparso che come il padre ha sempre voluto riservare a Vilminore un affetto del tutto particolare.
Una biografia di Manara Valgimigli, tracciata dall'allieva Maria Vittoria Grezzo, era stata pubblicata nella scorso numero della Gazzetta per poter completare, seppur sommariamente il profilo della vita del noto letterato ci permettiamo di riportare alcuni stralci di quanto apparso, in occasione della sua scomparsa a firma di Igino De Luca, sul "Giornale Storico della Letteratura Italiana" (volume LXXXIII fasc. 441) del 1° trimestre l966 allora diretto da Mario Tubino.

"[…] Leggere, interpretare, tradurre sono i momenti più importanti della filologia di Valgimigli. Si capisce allora come le sue "interpretazioni" siano accompagnate in gran parte da traduzioni. Dal "Prometeo incatenato" di Eschilo, alla "Poetica" di Aristotele e poi via via alla trilogia (Agamennone, Coefore, Eumenidi) di Eschilo, all"'Edipo Re" di Sofocle, "Medea" di Euripide, ai dialoghi di Platone (raccolti nella collana laterziana dei "Filosofi antichi e medievali" (1931) fino a "Saffo e altri lirici greci" e agli "Epigrammi dell'antologia Palatina" (1964).
Interpretazioni e traduzioni raccolte nei due volumi dell'edizione sansoniana "Poeti e filosofi di Grecia" (1964).
Queste traduzioni sono certamente le più belle che siano fatte dal greco ai nostri giorni, specie Platone, Saffo ed altri lirici dove Valgimigli raggiunge il massimo dell'espressione dell'arte, con mano leggera, in una lingua che "è la più spoglia e naturale" (Cecchi). […] Il tradurre non fu per Valgimigli soltanto in incontro felice tra il lettore e lo scrittore, ma costituì anche il momento più impegnativo del suo insegnamento a scuola. L 'esercizio del tradurre (a scuola valeva che traducessero i giovani) dava la misura vera della sua qualità di maestro, cioè della sua umanità e ricchezza spirituale. Nel maestro di scuola egli esigeva dignità e altezza morale. Non ammetteva nessun divorzio tra scuola e vita. E ai giovani ricordava come esempio il De Sanctis. In ogni momento del suo insegnamento mirava a cavar fuori da ogni scolaro (citiamo lui) "dal più interno dell'anima sua, quello per cui sarebbe stato uomo". […]
Negli ultimi anni Valgimigli pensava a una presentazione delle opere di Pancrazi in preparazione presso la casa Ricciardi Ma di questa presentazione non ha potuto scrivere che il solo titolo: "Pancrazi o della eleganza morale".
L'eleganza morale si attaglia con verità a Pancrazi ma con altrettanta verità si attaglia a Manara Valgimigli".

Igino De Luca

Visto l'elevato livello culturale della figura di Valgimigli per il convegno vilminorese del settembre prossimo sono stai invitati relatori d'eccezione come Donatino Domini, conservatore della Biblioteca Classense di Ravenna, Marino Biondi, docente di Storia e Critica all'università di Firenze, Gian Enrico Manzoni, docente di Lingua e Letteratura Latina all'università Cattolica di Brescia e socio del locale Ateneo e Roberto Greggi, direttore del "Centro Studi Valgimigliani" di S. Piero in Bagno paese natale di Valgimigli.
Di seguito una sintesi di quanto gli illustri letterati proporranno.
Lasciamo che sia Marino Biondi ad introdurre il Convegno pubblicando una sua sintesi di quanto verrà proposto:
Il convegno intende onorare la figura di Manara Valgimigli, filologo classico e scrittore, a quarant'anni dalla morte, avvenuta a Vilminore di Scalve nell'agosto 1965. La memoria del grande classicista e insigne custode della memoria culturale italiana, ultimo discepolo di scuola carducciana, traduttore di Platone e Aristotele, autore di opere monumentali, Poeti e filosofi di Grecia, Uomini e scrittori del mio tempo, editore di Monti e della sua Iliade, di Pascoli e dei suoi Carmina, sarà analizzata da una serie di interventi affidati a studiosi di letterature classiche e moderne, con una comune attenzione tesa a disegnare il profilo del suo umanesimo ricco di ideali civili, fecondo di insegnamenti per le generazioni a venire.
Marino Biondi

Donatini Domini relazionerà su "Manara Valgimigli in classense" mentre Marino Biondi affronterà il tema "La memoria e gli uomini. Il tempo di Valgimigli".

"Valgimigli, la modernità e i classici" sarà invece quanto trattato da Gian Enrico Manzoni che, con cortese disponibilità, ci ha inviato una breve sintesi di quanto verrà proposto: "L'analisi dei testi di Manara Valgimigli relativi al mondo della scuola e ai suoi problemi, rivela la modernità e la vivacità del suo pensiero. Questa sua posizione pedagogica e didattica trova corrispondenza nel modo di porsi di fronte ai grandi autori dell'antichità classica, da Valgimigli tradotti e commentati".

Roberto Greggi relazionerà invece su "Gli ultimi anni dell"'umile vilminorese" tracciando un "profilo biografico degli ultimi anni di Valgimigli, anni comunque fecondi, tra scrittura autobiografica e impegni editoriali (l'edizione dell'epistolario carducciano in primo luogo, la traduzione dei lirici greci il commento alla "Barbare" e "Rime e ritmi"), con una particolare attenzione alle amicizie di quegli anni (Marino Moretti, Concetto Marchesi e Antonio Cazzaniga) sullo sfondo dei soggiorni estivi a Castelrotto e Vilminore".

Manara Valgimigli

www.scalve.it