ENRICO TAGLIAFERRI  [E.T.]
Nato a Pezzolo il 18 gennaio 1923. Inizia a lavorare alla Manina nel 1941 ed in seguito presso le miniere di Schilpario. Di nuovo in Manina, nel 1951 subisce un grave infortunio a causa dello scoppio di una mina gravida. In seguito emigrante i diverse nazioni.
La testimonianza stata raccolta a Pezzolo il 15 febbraio 1990. Durata: 60.

In Manina lavoravamo a cottimo, tanto per vagone; si caricava con la pala. C'erano operai, come il Valentino Duci, che avevano una forza... facevano nove viaggi al giorno e di solito si superavano i 100 quintali. Dopo sai... se potevamo fregargli un viaggio, lo facevamo volentieri. Per 5-600 metri il ribasso Venezia pianeggiante, per cui spingere in un senso o nell'altro la stessa fatica. Alla pesa di solito mettevano persone anziane... normalmente ci attaccavamo al vagone. C'era un certo Scainelli della Valbondione. Io oppure l'Egidio (Tagliaferri) entravamo nella baracca a farlo parlare; l'altro riprendeva il vagone gi pesato e lo respingeva indietro e scaricava oppure caricava un po' di minerale; in questo modo si pesava due volte!. Una volta il Da Roit ci ha scoperto... pota, eravamo in due... su nove viaggi, due o tre erano inventati; e poi, se si riusciva a finire prima. l'Egidio aveva la cascina e doveva andare a falciare il fieno. A un quarto all'una...fftt! l'Egidio era gi sui prati alti a falciare. C'erano vagoni che scorrevano meglio degli altri, ma erano tutti numerati. Di notte cambiavamo le casse per poter usare i vagoni migliori. Gli altri vagonisti se ne sono accorto ed hanno segnato tutto. Quindi era diventato impossibile ripetere l'imbroglio (...). Non avevo ancora diciotto anni ma mi aiutavano tutti: l'Egidio, il Mario Bianchi, il Baldro... mangiavo uno zaino di pane; a volte mio padre mi dava anche una bottiglia di vino. [E.T.]

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