GIOVAN MARIA SEMPERBONI [G.M.S.]
Nato a Lizzola il 10 febbraio 1929. Minatore alla Manina dal 1952 al 1956. In questo periodo contrae la silicosi ed egli stesso definisce con una efficace espressione la propria situazione sanitaria: sére già a post! (ero già "a posto", vale a dire che la salute era ormai compromessa in una maniera irrimediabile).
La testimonianza è stata raccolta a Lizzola il 20 aprile 1990. Durata: 50'.

Da ragazzo ricordo che la vita a Lizzola si svolgeva come fuori dal mondo; eravamo un po' selvatici: se giungeva in paese un forestiero, tutti si ritiravano per osservare il nuovo arrivato. Però quasi tutti lavoravano... avevano qualche mucca ed il maiale. Si coltivavano molte patate: si andava in Valle di Scalve a prendere la semenza. Qui il terreno era molto adatto e spesso erano i minatori che portavano la semenza su alla Manina. La nostra vita si svolgeva in campagna e nel bosco. L'allevamento era finalizzato alla necessità della famiglia. Mio padre aveva 3-4 mucche e due o tre pecore; si tirava avanti miseramente. Riguardo alla Manina, egli mi raccontava che andava in miniera all'età di dodici anni; era nato nel 1883. Accompagnava anche suo padre perché aveva una gamba di legno e aveva perso un occhio; aveva subìto un incidente nella miniera Lo accompagnava su, gli portava il necessario perché rimanevano su tutta la settimana... faceva il taìsì alla Manina sul versante Blesio, su alle vecchie miniere. Faceva anche il purtì,) cioè portava su il minerale da un livello .all'altro con il gerlo. In tempi antichi i proprietari delle miniere erano tutti di Lizzola; ognuno aveva la sua miniera. Ad un certo punto è subentrata la società Gregorini, poi la ILVA. Mio padre nel frattempo aveva lavorato alla costruzione degli impianti della diga del Barbellino. Sul versante di Lizzola c'era una teleferica che arrivava a Gavazzo: qui c'erano gli alti forni. Questa teleferica funzionava a contrappeso ed il trasporto avveniva mediante secchi di ferro. Ricordo quando è stata smantellata prima dell'inizio della guerra, mi sembra nel 1939. In seguito il trasporto del minerale avveniva solo sul versante della Valle di Scalve (...). Quando ragazzo, mi ricordo che osservavo tanti operai che partivano alla volta della Manina con l'acetilene. [G.M.S.]

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