LUIGI BIANCHI [L.B.]
Nato a Bueggio il 19 luglio 1910. Durante il periodo bellico ha lavorato per qualche anno come boscaiolo. Non accetta il lavoro in miniera ed è contadino fino a tarda età. La miniera è la causa della morte di due fratelli: Giovanni, travolto da una valanga, e Mario, deceduto per silicosi.
La testimonianza è stata raccolta a Bueggio il 26 dicembre 1990. Durata: 40'.

Dopo la guerra sono state riaperte le miniere della Manina: per un certo punto di vista, la gente aveva il lavoro e tutti vivevano meglio. I miei fratelli (Mario e Giovanni) erano tornati dalla guerra nel ‘43 ed erano andati alla Manina. Mario ha perso la salute nel periodo di un paio d'anni: probabilmente per lui la pòlver era micidiale. E’ morto proprio il giorno che compiva 43 anni, con il 100% di silicosi. Giovanni ha ripreso dopo il 1950, ma ha perso la vita travolto da una valanga alla “Breda” mentre saliva alla volta della miniera. Aveva 35 anni. Io sono l'unico dei fratelli che non ha mai lavorato in miniera: per prima cosa non mi piaceva... ho avuto l'esonero dal servizio militare, ma ho fatto per quattro anni il carbunèr (boscaiolo) alle dipendenze dei Piantoni. L'ultimo poiàt (carbonaia) l’abbiamo fatto nella Culàlbe, presso Teveno. L'abbiamo terminato alla metà di giugno del 1945. Io avevo passione per il lavoro con le bestie e nei boschi ma la miniera no! [L.B.]

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