MARIO FURIA [M.F.]
Nato a Gorno il 2 maggio 1931. Inizia l'attività lavorativa presso l'AMMI di Ponte Nossa. Dal 1958 svolge l'attività di sindacalista per la Cisl.
La testimonianza è stata raccolta a Clusone il 3 marzo 1989. Durata: 60'.

Nel 1959 abbiamo fatto una conquista notevole, ed era una cosa sacrosanta per i lavoratori che avevano contratto la silicosi: abbiamo stabilito delle percentuali che già esistevano, ma erano minime; gradualmente, abbiamo ottenuto la reversibilità, nella ipotesi che i lavoratori venissero a mancare: le vedove e i figli ne avevano diritto.
Nel 1960, in un convegno a Valbondione con gli onorevoli Rampa, Colleoni e Biaggi, abbiamo programmato la possibilità di ottenere la reversibilità per questi lavoratori che avevano avuto la disgrazia di avere la silicosi, e di morire a causa di questa. La Valbondione era definita l'area delle “vedove nere” perché parecchi uomini erano morti per questa malattia professionale terribile. Mi ricordo del maestro Rodigari, che allora era sindaco: era stato lui ad organizzare quel convegno, e da lì era nata l'ispirazione legislativa di realizzare questa reversibilità, intesa come continuazione della ultima retribuzione del lavoratore, oltre ad una sua eventuale invalidità. Inoltre, nella ipotesi che il lavoratore fosse mancato, si ottenne che la pensione fosse reversibile per gli eredi, sia per la moglie od i figli. In quel momento la silicosi era diventata una calamità. Oggi qualcuno riderebbe sopra queste cose. In quei terribili anni erano veramente delle conquiste; avevamo rinunciato a dei miglioramenti salariali salariali per poter dare delle risposte sociali a questo male (...). Non ricordo in quale hanno la silicosi fu riconosciuta come malattia professionale (...) parecchi dei nostri lavoratori hanno contratto la silicosi nel periodo bellico perché avevano ottenuto l'esonero del servizio militare per essere impiegati nelle miniere. So che c'erano centinaia di lavoratori nelle zone minerarie che hanno salvato la pelle e poi l'hanno persa con la silicosi La prevenzione infortunistica, soprattutto negli anni bui: il nostro modo di armare le gallerie era piuttosto empirico, mettevamo le buttate che erano grossi tronchi nei punti più pericolosi; normalmente il centinato non si faceva. In alcune zone, come nelle miniere di carbone, è necessario praticare il centinato, se no non si andrebbe avanti. Dove si estrae lo zinco ed anche la fluorite, sono rocce più compatte. Nelle zone delle sideriti, come in Valle di Scalve, lì sarebbe stato necessario fare un centinamento, ma non ne facevano molto. Sono convinto che alcune disgrazie avvenute in Valle di Scalve, sono dovute anche all'assenza di necessarie opere di armatura; la roccia si sfalda facilmente, bastano anche dei colpi d'aria. [M.F.]

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