MAURIZIO DUCI [M.D.]
Nato a Nona il 6 agosto 1911. Minatore alla Manina dal 1936 fino al 1945. In seguito č emigrante in Francia, dove lavora nelle miniere di carbone. Raggiunta l'etā della pensione, torna a Nona.
La testimonianza č stata raccolta a Nona il 25 aprile 1989. Durata: 60'.

In quegli anni lavoravano alla Manina ragazzi di 13-14 anni: portavano la carbonina, i ferri ai minatori... portavano fuori dalla galleria i ferri con un vagonetto; li chiamavano i boce di fer (ragazzi addetti prevalentemente al trasporto di mazze, barre ed altri attrezzi dalla miniera all’officina). Alcuni di questi venivano anche occupati nelle operazione di cernita del minerale cotto. La parte che rimaneva bianca veniva scartata. Dopo la giornata, d'estate andavo a segā (falciare) e a fare il fieno; d'inverno andavo a raccogliere la legna. In tutte le case c'erano una, due, tre mucche... si integrava il guadagno. Le ferie... le prendevamo quando c'era la fienagione, ed erano mi pare dodici giorni in un anno. La teleferica Manina-Teveno funzionava a pesantore: i vagoni che scendevano a valle premettevano la risalita di quelli vuoti. Non c'era motore, c'era una freno. Alla partenza c'era un argano che veniva azionato manualmente nel caso che si fermasse, cosa che poteva accadere d'inverno quando la neve appesantiva la corda... in tre o quattro si azionava l'argano e la teleferica poteva mettersi in moto. C'era un vagonetto ogni 300 metri. Alla partenza c'era un ingranaggio collegato al volano che segnalava ogni 300 metri; allora si faceva partire un vagone. Quando un vagone entrava, ne spedivamo un altro... quindi si allentava il freno per aumentare la velocitā. Nello stesso tempo che c'era un vagone alla partenza e all'inizio, un altro si trovava sulla stazione intermedia, in Pāvia. Questa faceva una culma (colmo) e, passando con velocitā sarebbe caduto. L'operaio addetto al freno entrava in azione 50 metri prima dell'arrivo del vagone per permettere che entrasse piano; immediatamente dopo, il freno non agiva pių. I vagoni avranno avuto una portata di tre quintali... in una giornata saranno stati trasportati circa 300 quintali di minerale. Dal 1938 in poi č stata realizzata la seconda teleferica, pure con i tralicci in legno; il percorso era diverso e si incrociavano nella localitā Pāvia. Con il nuovo impianto la materia prima poteva giungere direttamente a Ponte Formello. La partenza venne realizzata al ribasso Venezia che era stato da poco messo in funzione. La vecchia teleferica partiva sotto la baracca, 20 metri sotto. Quindi a Ponte Formello il minerale veniva scaricato. Venne realizzato un altro tronco, fino a Darfo. Questa era fatta di strutture di ferro. Terminata la guerra l'hanno smontata ed č stata montata dove c'era quella di legno, cioč da Manina a Ponte Formello. [M.D.]

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