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Le Memorie storiche sulle opere d'Arte antiche site nella Valle di Scalve 
comunicate alla Regia Soprintendenza  1914
 
a cura della "Biblioteca Comunale di Vilminore" - trascrizione: Duci Simona 
  Presentazione Eugenio Pedrini Azzone  
  Colere Schilpario Vilminore Oltrepovo  

Presentazione

(Copertina)
Eugenio Pedrini nasce nel 1847 a S. Andrea. Nella piccola frazione del Comune di Vilminore, come pure a Vilmaggiore, svolse per alcuni decenni l’attivitā di maestro elementare. Seguendo una innata inclinazione alla ricerca, ha studiato la storia della sua Valle con passione e competenza, recuperando dagli archivi pubblici e privati documenti di grande importanza. Di una parte di questi, come per esempio alcuni registri parrocchiali della Pieve, il maestro ci ha lasciato la trascrizione. Come egli stesso scrive, a mano a mano che procedeva nelle ricerche, raccoglieva tutte le notizie nei suoi zibaldoni.
Sulla scorta di queste fonti documentarie, ha elaborato nei primi anni del 1900 le "Notizie cronologiche raccolte sulla Valle di Scalve", un ponderoso manoscritto che documenta le vicende della Valle. La cronologia si interrompe intorno alla metā del 1700. Dopo varie vicende il registro assieme ad altre carte appartenenti al maestro, č stato donato dai discendenti alla Biblioteca Comunale di Vilminore.
Nelle "due parole di prefazione" del citato manoscritto, Pedrini si concede uno sfogo che in parte si potrā comprendere scorrendo le pagine che seguono: "scrivo queste memorie in un tempo nel quale tutto congiura contro l'amore per la storia del proprio paese, in cui l'affetto per la propria terra č scomparso per dar luogo all'aviditā del guadagno".
"Memorie storiche sulle opere d'arte antiche site nella Valle di Scalve" č, con molta probabilitā, un lavoro commissionato allo studioso dalla Regia Soprintendenza: alla pag. 11 del manoscritto leggiamo: (...)" prima che io fossi chiamato a sorvegliare le cose d'arte".
La trascrizione che segue č stata eseguita da una riproduzione: l'originale č depositato presso la Curia Vescovile di Bergamo. Sono trentacinque pagine (cm. 30 x 21) fitte di annotazioni. E' sicuramente la prima stesura; lo si puō supporre da alcune note apposte sul margine sinistro del manoscritto, aggiunte negli anni '20 (v. " Parrocchia di S. Andrea" a pag. 22, e a pag. 23 le "aggiunte" datate 25 luglio 1916).
La trascrizione č fedele nel limite del possibile. Le parentesi indicano che, anche con il massimo impegno non era possibile... interpretare.
Le pagine che seguono sono un'utile guida per coloro che intendono conoscere ed apprezzare quanto rimane delle nostre "opere d'arte antiche". E' fin troppo facile rilevare che molte sono andate inesorabilmente perdute.
Sferzanti sono gli apprezzamenti che il maestro esprime qua e lā nei confronti di quanti erano preposti alla cura ed alla conservazione delle cose d'arte. Giudizi che suonano come monito ancora oggi: nei decenni trascorsi, abitazioni che testimoniavano una ricca e complessa cultura contadina, sono state divelte selvaggiamente per recuperare pochi metri quadri "abitabili".
Fortunatamente qualche segnale positivo non manca: dedichiamo questa piccola fatica a quanti non hanno ancora perduto "l'amore per la storia del proprio paese".

Agostino Morandi.
(Presidente della Biblioteca di Vilminore)
Vilminore di Scalve, gennaio 1992