IL FERRO DELLA VAL DI SCALVE
di Alessandro Capitanio
Edito dal MuseoEtnografico di Schilpario e Ski-Mine

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I minerali e i fossili della Val di Scalve
UNA STORIA DURATA MILIONI DI ANNI

La Val di Scalve, profondamente scavata dal fiume Dezzo, è una valle di origine glaciale – alluvionale e le sue montagne un tempo più elevate, furono ancora prima sommerse dal mare.
E’ questa una storia lunga, lunga milioni di anni, quando all’inizio dell’era Primaria, i sedimenti strappati ad antichissime rocce vulcaniche, furono trasportati dagli enormi corsi d’acqua che attraversando il supercontinente denominato “Pangea”, giungevano nel golfo della “Tetide”.
Strato dopo strato, questi sedimenti si depositarono nella fascia litoranea continentale sino a raggiungere enormi spessori.
Nel periodo Permiano (230 mil. Anni) questa formazione di sedimenti denominata in geologia “Verrucano lombardo” si sviluppò, sino ad arrivare a una consistenza di parecchie centinaia di metri. In seguito il Verrucano, a causa di trasgressioni, s'inabbissò nelle acque dell'oceano di allora: il “Phantalassa”.
Nell’era Secondaria, altri sedimenti giunsero nelle profondità marine, sedimenti di grana fine che depositandosi sopra il Verrucano diedero origine a un’altra formazione: il “Servino”.
Il Servino, risalente al Mezosoico, inizia a formarsi 220 milioni di anni fa, durante il Triassico inferiore. All’interno di questa formazione troviamo oggi le mineralizzazioni a Siderite ( carbonato di ferro ).
Durante il Triassico medio (200 mil. Anni) altri sedimenti di origine carbonatica si sovrappongono al Servino e per ultimo, nel Triassico superiore (180 mil. anni), inizia la lenta opera dei coralli e dei microorganismi che, nel caldo mare della Tetide formano imponenti barriere coralline.
Le trasgressioni della crosta terrestre diedero modo a queste barriere coralline di aumentare notevolmente in altezza per lo sprofondamento dei fondali, o per all’innalzamento del livello del mare. Questa formazione raggiunse la potenza di 600 – 900 metri.
In seguito il supercontinente Pangea iniziò a dividersi e le varie zolle originatesi “galleggiarono” alla deriva sino a posizionarsi nella geografia attuale.
Una parte dell’antico golfo della Tetide, con tutti i suoi sedimenti e barriere coralline, seguì la zolla Asiatica – Europea, ma una parte di questa rimase ancora immersa nel mare.
In seguito, a causa della spinta delle zolle Africana-Indiana verso quella Asiatica- Europea, iniziò la lenta orogenesi della catena “Alpino–Himalaiana”, e fu così che parte delle piattaforme carbonatiche emersero dal mare e furono spinte, fratturate, sovrapposte e accavallate a ridosso della catena Alpina formando le Prealpi.
Lo scenario possibile di questo movimento titanico diede un assetto quasi definitivo alla nostra regione Prealpina. Le antiche barriere coralline emerse, formarono i bellissimi scenari delle vette dolomitiche e dei calcari di Esino, a Nord, emerse il Verrucano dell’era primaria, gli scisti cristallini e le rocce più antiche.
Poi la dilavazione dovuta alle precipitazioni, le glaciazioni e le successive erosioni modellarono le vallate alpine e prealpine. In seguito, la vegetazione arrestò in un tempo relativamente breve il dissesto delle parti inconsistenti e fratturate.
Durante tutto questo movimento, gli organismi viventi di mare, terra e aria, svilupparono la propria evoluzione, adattandosi all’ambiente in continuo cambiamento.
Il fenomeno della fossilizzazione, avvenne per i cambiamenti repentini dell’habitat di ogni essere.
L’ambiente marino, sottoposto all’innalzamento dei fondali, racchiudeva in una zona ristretta e circondata da terraferma, gli organismi che ivi vivevano. In questi mari racchiusi e poco profondi, numerose specie morendo, si depositarono sul fondo creando uno strato fossilifero.
In seguito, questo strato si inabissava e nuovi sedimenti lo ricoprivano permettendo così la conservazione delle forme conchigliari e non.
Questi strati fossiliferi e tutti i sedimenti furono sottoposti a enormi pressioni e con reazioni carbonatiche e chimiche, presero consistenza e divennero rocce.
In seguito, emerse dal mare, come abbiamo descritto pocanzi, queste formazioni si spezzarono formando le attuali montagne. In tal modo, su alcune parti di esse, possiamo osservare uno spaccato geologico con la sequenza dei sedimenti e anche i letti fossiliferi.
Altre fossilizzazioni, avvennero in seguito a cataclismi, azioni eoliche e abbassamenti di temperatura (glaciazioni). E’ ovvio che la fossilizzazione non fu un fenomeno che avvenne solo nell’ambiente marino, ma detto si poteva verificare ovunque.
Oltre alla specie animale, la fossilizzazione interessò anche quella vegetale come i depositi di carbon fossile, gli idrocarburi come il petrolio, le resine come l’ambra o addirittura le foglie degli alberi.
La Paleontologia che è la scienza che studia la storia della vita degli esseri che hanno abitato il nostro pianeta, si avvale principalmente di questi reperti, classificandoli in base ai sedimenti dove sono stati rinvenuti e di conseguenza alla datazione delle rocce e relativi fossili guida.

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