I FOSSILI DELLA VALLE DI SCALVE

Come abbiamo visto, le più antiche formazioni rocciose sedimentarie presenti in Valle, sono quelle riferite al Verrucano lombardo, rocce a grana grossa e dal caratteristico colore rossastro. Questi sedimenti, formati dal deposito di grandi fiumi continentali alla fine dell’era Primaria, sono pressochè prive di fossili, a parte qualche rara traccia di vegetali.
Al Servino, sono ascrivibili gli scisti marrone-verdastri con intercalati banchi mineralizzati a siderite che dal Passo della Manina si sviluppano sino al passo dei Campelli costituendo il fondovalle nella parte Nord.
Detti sedimenti, contengono una discreta varietà di fossili, anche se mal conservati: ammoniti, gasteropodi, lamellibranchi, crinoidi, vegetali e piste di animali che indicano un deposito di tipo lagunare caldo e poco profondo.
Al Triassico medio (Anisico) sono riferibili i calcarei marnosi grigio-nerastri attraversati da vene di calcite, ricchi di splendide ammoniti, di lamellibranchi e di nautiloidi a conchiglia diritta o avvolta.
Questa formazione, differenziata in “calcare di Angolo” e “calcare di Prezzo”, si colloca, con le sue spettacolari stratificazioni nella bassa Val di Scalve, e costituisce inoltre il potente zoccolo dei gruppi dolomitici Camino-Ezendola-Sossino; compare poi all’estremità orientale della valle a formare il monte Campione.
Appartiene a questo periodo anche la “formazione di Wengen”. Costituita da rocce grigie a grana fine ben stratificate, contiene una fauna fossile molto interessante, costituita da ammoniti appiattite, lamellibranchi e vegetali di origine continentale.
Queste stratificazioni, giacciono appena al di sotto della più importante fra le formazioni rocciose locali: il “calcare di Esino” (Ladinico), che costituisce l’imponente catena della Presolana, il Pizzo Camino, Ezendola, Cimon della Bagozza e Concarena.
E’ un insieme di formazioni dolomitiche grigio chiaro, a volte stratificate ma più spesso prive di una stratificazione precisa, formatesi in un ambiente marino complesso con bassi fondali e frequenti barriere coralline.
Queste rocce, sopprattutto nel massiccio della Presolana, contengono una quantità impressionante di fossili: alghe, coralli, crinoidi, lamellibranchi, nautiloidi, ammoniti, gasteropodi di tutte le forme e dimensioni, alcuni dei quali così ben conservati da possedere ancora tracce della colorazione originaria.

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