Il cambio climatico delle Alpi
Relazione di Alessio Grosso a Schilpario (BG)

Sabato 10 dicembre alle ore 21, presso l'aula consiliare di Schilpario Alessio Grosso ha presentato una relazione sul cambio climatico delle Alpi, nella stessa serata è stato presentato il calendario "Stagioni 2006, il tempo atmosferico segna i passi della vita" edito dal portale web www.scalve.it
La serata rientra nel ciclo delle manifestazioni culturali organizzate dal Comune di Schilpario.
 

Alessio Grosso, nato a Milano, esperto di meteorologia e previsioni del tempo, è caporedattore del sito internet www.meteolive.it  ha scritto Apocalisse Bianca, il primo meteo-thriller italiano ed europeo, che è stato premiato al premio letterario Marengo d’Oro di Sestri Levante (GE) e al concorso nazionale Arte Città Amica a Torino. Dal mese di febbraio 2005 è in libreria il suo nuovo libro: Apocalisse Rossa.


Alessio Grosso a Schilpario il 10 dicembre 2005

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(Tratto da "Il Forestale" anno VI° n. 29 luglio-agosto 2005)
Meteorologia
Tempi che cambiano

Alessio Grosso, meteorologo, è anche l'autore di alcuni romanzi di successo, una sorta di thriller incentrati sui cambiamenti climatici e naturali. A lui abbiamo chiesto come cambiano le stagioni e il clima del Pianeta.

È vero che il clima sta cambiando?
È verissimo. Il clima continua a cambiare da che esiste il Pianeta e sarà così per secoli. Quello che occorre capire è quanto c'è di naturale e quanto di artificiale in questo cambiamento o, perlomeno, quanto l'uomo riesca ad influenzarlo.
In che modo, allora, si manifesta l'intervento dell'uomo?
Bisogna fare una premessa: abbiamo delle emissioni naturali di carbonio pari a circa 200 miliardi di tonnellate l'anno, 7 miliardi di tonnellate sono invece attribuibili all'uomo producendo, questi, energia elettrica, gas di scarico, incendi nei boschi, eccetera. Il fatto è che proprio questi 7 miliardi di tonnellate di carbonio sarebbero i responsabili della classica goccia che fa traboccare il vaso, nel senso che sono sospettati di essere quella quantità sufficiente ad incentivare le temperature, forzare alcuni fenomeni naturali, causarne taluni estremi. Molti scienziati non sono però d'accordo, ritenendo che un'influenza di questo tipo sia invece modesta.
Quindi è esagerato il catastrofismo che, quotidianamente, invade le pagine dei nostri giornali e gli schermi delle nostre televisioni?
E' proprio di "catastrofismo" che si deve parlare, così come di un ambientalismo esasperato, in virtù del quale l'immagine che si ha è quella di una natura ammalata e, ormai, irrimediabilmente compromessa. E che, in finale, l'uomo sia il vero cancro del Pianeta. Una posizione che è anche giustificabile nella misura in cui serve a fare audience televisivo o serve ad aumentare le vendite dei libri. Di certo, però, è sproporzionato rispetto a quanto sta realmente accadendo.
Oggettivamente, le acque si stanno riscaldando oppure no?
E' innegabile che ci sia un riscaldamento delle aree cosiddette microclimatiche (ad esempio Roma e Milano). Ed è qui la vera influenza umana: abbiamo trasformato le nostre città in delle jungle d'asfalto, fatto che ha innegabili ripercussioni sulle temperature.
Da Roma centro a Roma periferia, per dire, c'è una differenza anche di 3-4 gradi. Una differenza che, attenzione, con il transito di una perturbazione viene tuttavia subito a colmarsi. Ecco che la natura riesce a ristabilire gli equilibri persi. Se parliamo del Mediterraneo, altro esempio, è vero che le acque - nel corso dell'estate 2003 - sono aumentate anche di 2 gradi, il che non è poco. Ma si è trattato di un'anomalia entrata con la fine della stagione. Ed è un discorso, questo, che si può fare per l'intero Pianeta. In un centinaio d'anni abbiamo guadagnato un grado e, ripeto, può essere poco ma che visto con un occhio popolare può sere considerato come il responsabile dell'arretramento dei ghiacciai o di una maggiore difficoltà, in Italia, a ricevere piogge consistenti.
Gettare nell'atmosfera dei quantitativi esagerati di anidride carbonica può essere una delle cause del surriscaldamento della Terra, ma non la certezza e, anzi, potrebbe anche essere smentita come ipotesi. In sostanza è in corso una vera guerra sul clima.
Lei, oltre che scienziato è anche scrittore di meteo-thriller, nei quali paventa scenari ma quanto c'è di vero nei suoi libri?
Una delle più grandi cause delle variazioni climatiche è legata alle eruzioni vulcaniche, che scaricano nell'atmosfera anidride solforosa, la quale, impedendo alle radiazioni solari di passare e raggiungere la terra, sono all'origine del raffreddamento di vaste aree del mondo.
Bene, in "Apocalisse bianca", il mio primo libro, ipotizzo l'eruzione contemporanea di più vulcani, con tutto ciò che questo comporta sul clima del Pianeta.
In "Apocalisse rossa" i fari sono puntati sul Vesuvio: 630 mila persone riunite in 18 comuni sotto il vulcano più pericoloso d'Europa. Un modo, il mio, per sensibilizzare i napoletani, mettendoli in guardia da un pericolo concreto. Nelle pagine è previsto un piano d'evacuazione alternativo a quello della protezione civile, anche forse presuntuoso, ma che considero fattibile.
In "Apocalisse nera" - al quale sto ancora lavorando - viene affrontato invece il tema della modificazione artificiale del clima. Gli americani nasconderebbero al mondo il cosiddetto High-frequency active aural research program (Haarp - Programma di ricerca aurorale attiva ad alta frequenza), che nel libro chiamo invece Bcp (Best comunication project): progetto di uno scudo per bombardare la ionosfera, per fini militari.
Un tema in realtà risalente ai tempi della guerra fredda. Nota l'idea, attribuibile a Chernkov, della costruzione di un anello di polvere di potassio attorno alla terra, tipo quella che c'è attorno a Saturno, così da ottenere un'estate perenne. Senza pensare alle bombe H che avrebbero dovuto spianare le montagne per riorganizzare la circolazione dei venti. Follie che, per fortuna, non si sono mai fatte.
Mar. Fin.

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