Turismo in Valle: Comprensorio
sciistico
L'unica scelta possibile?
Assemblea pubblica 3 gennaio
2010 Palazzo della Comunità Montana di Scalve - Vilminore
a cura di OROBIEVIVE
(R)ESISTERE IN MONTAGNA:
Prigionieri o protagonisti? >Cristina Cattaneo
ASPETTI GEOMORFOLOGICI DEL DEMANIO SCIABILE >Antonio Galizzi
LA FLORA DEL GRUPPO DELLA PRESOLANA
>Germano Federici
IL RISVOLTO ECONOMICO
> Giorgio Marchesi
L'ECONOMIA DELLA MONTAGNA tra passato e futuro
> Massimiliano Volpi
Moderatore: Davide Sapienza
L'assemblea pubblica il 03 /01/2010 a Vilminore di
Scalve
AFFOLLATA ASSEMBLEA A VILMINORE SUL COMPRENSORIO
COMPRENSORIO SCIISTICO: ma è l’unica scelta possibile?
di Alice Bassanesi
Invitate da un gruppo spontaneo di abitanti della
Valle di Scalve, il coordinamento dell’associazione “Orobievive” ha presentato
domenica 3 gennaio nella sala consiliare della Comunità Montana scalvina un
convegno nel quale sono state analizzato le problematiche economiche, geologiche
e floristiche del progetto “Comprensorio Sciistico”, che dovrebbe collegare gli
impianti di Colere a quelli di Lizzola e Spiazzi di Gromo.
Alla serata hanno partecipato alcuni membri dell’associazione che hanno condotto
studi sul territorio ed hanno ritenuto giusto rendere partecipe la popolazione
scalvina dei risultati delle loro ricerche. Antonio Galizi, che si occupa di
geologia ed idrogeologia, ha spiegato l’impatto che una struttura come quella
progettata potrebbe avere sui pavimenti calcarei e sull’assetto idrogeologico;
Germano Federici, esperto di biodiversità, ha studiato la flora del gruppo della
Presolana, ed ha sottolineato come questa sia una zona ricca di endemiti (specie
che vivono in zone molto ristrette, e che per questo dovrebbero essere
maggiormente protette), e come sia necessario uno studio naturalistico serio
prima di dare al via ad un progetto come quello del comprensorio. Gli aspetti
economici del progetto sono stati illustrati da Giorgio Marchesi, scettico sulla
possibilità che il comprensorio possa portare nuovi posti di lavoro, ed un
incremento nel turismo della Valle. Infine Massimiliano Volpi, economista
ambientale, ha illustrato i problemi alla realizzazione del progetto (un esempio
su tutti, quello del rischio climatico ) e alcune possibili alternative per
incrementare il turismo: sfruttare l’ecoturismo, migliorare l’ospitalità
diffusa, puntare sulla gastronomia locale e sul turismo scolastico.
Nel corso della serata sono state inoltre evidenziate lacune e semplificazioni
nella domanda di finanziamenti presentata in Regione: per esempio il fatto che
ci si sia dimenticati di segnalare che nella zona della Val Conchetta (una delle
zone interessate maggiormente dal progetto) sono presenti specie di flora di
particolare interesse, che andrebbero danneggiate con un intervento di questo
tipo. Approssimativa invece è la spiegazione della scelta di Teveno quale
possibile nuovo ingresso alle piste “più facilmente raggiungibile dalla Val
Camonica, si legge nel documento- spiega Davide Sapienza, moderatore della
serata- quando tutti sappiamo che la strada per arrivarci è stretta e piena di
curve”. Il coordinamento di “Orobie Vive” ha poi concluso la serata lasciando
alcuni interrogativi, alcune provocazioni, sulle quali i presenti avrebbero
potuto riflettere: progetti come questi vanno a vantaggio dell’economia di
montagna oppure sono ad esclusivo vantaggio dell’economia di pochi? O ancora: è
la bellezza la vera ricchezza della montagna, da “sfruttare” per rilanciare il
turismo?
