PRESOLANA ICE NEWS
Couloir Margherita e Remollo ma non mollo
Tratto da
http://www.up-climbing.com
28 Marzo 2011
Ancora novità orobiche, ancora
Presolana versante nord e di nuovo il team di
Piantobaldo.
Per la verità in questo giro si sono aggiunti anche altri appassionati per nuove
visioni a tema ghiaccio e misto da sviluppare sulla muraglia settentrionale
dell' affascinante montagna orobica.
I nostri erano talmente in forze che
hanno formato due squadre operativamente autonome che, nello stesso giorno,
hanno brillantemente colto due obiettivi attraenti e di buon ingaggio.
Ennio Spiranelli,
Alessandro Ceribelli e Maurizio Panseri hanno inventato, in 12 ore AR, il
Couloir
Margherita, una
linea che si insinua tra le pieghe della parete nord delle Creste di Valzurio.
Sono 350m valutati IV; WI4; M5 .
Nell'occasione il primo tiro è stato salito anche dalla cordata Rota
Nodari/Babolin, reduci da un tentativo ad un'altra via della
parete.
La seconda
squadra, composta da Yuri Parimbelli e Tito Arosio, ha aperto un nuovo
itinerario più a destra dal nome evocatore Remollo ma non mollo. Di
questa seconda via non si conoscono ancora i dati tecnici, ma Yuri ha promesso
di svelarceli quanto prima.
Fonte e foto:
Maurizio Panseri/www.vertical-orme.tv - Francesco (Franz) Rota Nodari/Mara
Babolin -
Via
“Couloir Margherita”, Presolana Creste di Valzurio parete
nord
25 Marzo 2011
Ennio Spiranelli CAAI, Alessandro Ceribelli, Maurizio Panseri
Difficoltà: IV;
WI4; M5; 350 m.
Materiale: serie
di friend, 10 chiodi vari, 3 viti corte/medie.
1)
WI3+
2) M 4; WI
4
3) AI
3
4) 80°
neve/misto
5) 50°
neve
6) 50°
neve
7) M 4; WI
3+
8) 60°
neve
9) M 5; WI
4
Accesso
generale: da Bergamo raggiungere Villa d’Ogna salire a Valzurio e Spinelli, se
possibilesalire sino al Moschel, altrimenti si procede a piedi.
Avvicinamento: da Spinelli seguire la sterrata sino al Moschel,
proseguire in direzione Scagnello appena fuori dal bosco puntare alle miniere e
alle sorgenti Occhio d’Ogna, si
attraversa il
fondovalle tra due caratteristici grossi massi e si risale il pendio sino
all’attacco
dell’evidente
colatoio. Ore 1,3 da Moschel.
Discesa:
usciti in cresta seguirla verso est sino a prendere i pendii innevati che
scendono ai piedi della parete della Presolana di Castione, giunti all’attacco
di Huascaran (doppia possibile) scendere verso il Rif. Rino Olmo e da li al
Moschel
Note: il pendio
mediano deve essere ben assestato, le soste sono state tutte attrezzate a chiodi
su roccia e non è stato lasciato alcun chiodo in via
IL
RITARDO
di
Maurizio Panseri
Tranquillo e beato faccio colazione, fuori e
buio, mentalmente scorro la lista del materiale che la sera prima ho riposto
nello zaino. Non dovrei avere dimenticato nulla. L’appuntamento è alle 4,30 con
Ennio e Ale, l’obbiettivo della giornata è di andare a curiosare sui bastioni
nord della Presolana in zona Valzurio. L’idea come al solito è partita da quella
“vecchia” volpe di Ennio, amico curioso e visionario, lui ha mille sogni nel
cassetto e tante sono le nuove linee da tracciare sulle pareti della Regina.
Penso che nessuno o quasi abbia mai preso in considerazione il versante nord
della lunga bastionata delle Creste di Valzurio, che dalla Presolana di Castione
si protendono verso il Moschel.
D’estate la
parete non invita sicuramente ad una scalata, rocce stratificate e rotte si
alternano a cenge, sfasciumi e prati verticali. D’inverno l’intera bastionata
non prende mai il sole la neve si spalma sulle cenge e nei canali, il ghiaccio
lentamente cola nelle fessure e nei camini. Ennio da tempo la osserva e ha
intravisto la possibilità di salire delle linee di misto, collegando i colatoi
di ghiaccio che tagliano la parete. Mentre penso a tutto questo lo sguardo si
posa sulla sveglia e mi prende un colpo: “Sono le cinque! Che pirla. Ho
sbagliato a puntare la sveglia.” Prendo lo zaino e la sacca e mi precipito al
parcheggio, parto con il furgone ed accendo il cellulare. Subito scarica una
serie di messaggi. Chiamo Ennio e vi lascio immaginare la telefonata. Loro, dopo
avermi aspettato un quarto d’ora, sono partiti e sono già a Villa d’Ogna. Mentre
mi autoinsulto gli dico di andare ma loro sono dei veri amici e mi aspettano.
Ovviamente tutto ciò mi costerà una bella cena e qualche bottiglia di vinello.
Ci troviamo
al paesino di Valzurio, ci sono pure Yuri e Tito, prima dei saluti arrivano gli
amichevoli insulti che accetto di buon grado. Saliamo in auto sino al Moschel,
alle 7 siamo in cammino verso la “nostra” parete. Usciti dal bosco la bastionata
si stende davanti al nostro sguardo. A sinistra la parete nord della Presolana
di Castione, dopo la GAN e IN CAMMINO CON MARCO E CORNELIO, attende ancora Ennio
per chiudere alcuni conti in sospeso. Più a sinistra ancora la parete nord-ovest
della Presolana Occidentale incombe con tutta la sua bellezza, pochi giorni fa
Ennio, Yuri e Tito vi hanno aperto una stupenda linea: PIANTOBALDO, dedicandola
a Roby. Sempre sulla stessa parete, nel 1990, Ennio con Marco, Gigi e Vanni salì
OROBIC ICE, ad oggi ancora irripetuta.
Yuri e
Tito intravedono a destra una evidente linea di ghiaccio che si perde in alto
tra le rocce, hanno deciso: quello è il loro obbiettivo. Ci salutiamo, con Ennio
ed Ale saliamo verso sinistra dove avevamo individuato due evidenti colatoi che
si esauriscono in un nevaio da risalire sino al canale sommitale che conduce in
cresta.
Mentre
ci prepariamo ci raggiungono Franz e Mara (Francesco Rota Nodari e Mara
Babolin), reduci da un tentativo su Orobic Ice. Un piacevole scambio di battute
e partiamo nel primo incassato colatoio, ci faranno compagnia salendo sino alla
prima sosta e poi ci salutiamo. La seconda lunghezza è più ostica, nei tratti
più ripidi non c’è ghiaccio e la neve copre la roccia, Ennio riesce a
proteggersi con chiodi e friend sulla parete rocciosa di destra. Ora Ale va in
testa, il colatoio è più ampio e meno ripido sino ad una selletta, poi un pendio
ripido di neve e roccia da salire con delicatezza ci porta sul nevaio
intermedio.
Parto
nuotando nella neve per due facili lunghezze, che ci depositano sul bordo
sinistro del canalone d’uscita. Verso destra si stacca un colatoio che si
incassa sinuoso tra le rocce, la partenza è ostica ma poi l’intera lunghezza
offrirà un ghiaccio stupendo. Un’ultima lunghezza su neve mi porta a destra,
dove sotto il torrione sommitale torna in testa Ale. A lui spetterà l’onore di
chiudere questo nuovo itinerario, che chiameremo Couloir Margherita, dedicandolo
a sua figlia, una “piccola peste” di soli due mesi. L’ultima lunghezza risulterà
essere la più dura ed impegnativa dell’intera salita. Sulle creste il sole ci
accoglie, è ormai tardi. Ci portiamo verso la Presolana di Castione e scendiamo
al rifugio Rino Olmo, da lì, sprofondando a volte nella neve sino all’inguine,
scendiamo verso il Moschel. Sono le sette ed è buio, dopo 12 ore terminiamo la
nostra lunga scorribanda. Il ritardo è ormai un ricordo lontano e la cena in
compagnia dei “soci” per festeggiare la doppietta di nuove salite è invece una
certezza vicina. Grazie ancora agli amici che
aspettano.
PS: Yuri e Tito sono usciti dalla loro
nuova via nelle prime ore del pomeriggio, dopo avere tracciato una linea che han
battezzato “Remollo ma non mollo”
L’immensa
bastionata nord-ovest della Presolana, presenta sulla sinistra lo spigolo
nord-ovest che porta al cengione Bendotti e alla cima della Presolana
Occidentale dove, dopo una partenza in comune, salgono a sinistra OROBIC
ICE e a destra PIANTOBALDO, verso destra si scende alla Presolana di
Castione, da cui si dipartono le lunghe Creste di Valzurio, al centro sale
COULOIR MARGHERITA e a destra REMOLLO MA NON MOLLO