Da sx: la partenza in comune di Orobic Ice e Piantobaldo, Couloir Margherita e Remollo ma non mollo ph. coll. Maurizio Panseri
Da sx: la partenza in comune di Orobic Ice e Piantobaldo, Couloir Margherita e Remollo ma non mollo ph. coll. Maurizio Panseri
Couloir Margherita ph.Franz Rota Nodari/Mara Babolin
Couloir Margherita ph.Franz Rota Nodari/Mara Babolin
Couloir Margherita ph.Franz Rota Nodari/Mara Babolin
Couloir Margherita ph.Franz Rota Nodari/Mara Babolin
Couloir Margherita ph.Franz Rota Nodari/Mara Babolin
Couloir Margherita ph.Franz Rota Nodari/Mara Babolin
Couloir Margherita ph. coll. Maurizio Panseri
Couloir Margherita ph. coll. Maurizio Panseri
Couloir Margherita ph. coll. Maurizio Panseri
Couloir Margherita ph. coll. Maurizio Panseri
Remollo ma non mollo ph. coll. Maurizio Panseri
Remollo ma non mollo ph. coll. Maurizio Panseri
Remollo ma non mollo ph. coll. Parimbelli/Arosio
Remollo ma non mollo ph. coll. Parimbelli/Arosio

PRESOLANA ICE NEWS

Couloir Margherita e Remollo ma non mollo
Tratto da http://www.up-climbing.com

28 Marzo 2011

Ancora novità orobiche, ancora Presolana versante nord e di nuovo il team di Piantobaldo. Per la verità in questo giro si sono aggiunti anche altri appassionati per nuove visioni a tema ghiaccio e misto da sviluppare sulla muraglia settentrionale dell' affascinante montagna orobica.
 
I nostri erano talmente in forze che hanno formato due squadre operativamente autonome che, nello stesso giorno, hanno brillantemente colto due obiettivi attraenti e di buon ingaggio.
 
Ennio Spiranelli, Alessandro Ceribelli e Maurizio Panseri hanno inventato, in 12 ore AR, il Couloir Margherita, una linea che si insinua tra le pieghe della parete nord delle Creste di Valzurio.
 
Sono 350m valutati IV; WI4; M5 . Nell'occasione il primo tiro è stato salito anche dalla cordata Rota Nodari/Babolin, reduci da un tentativo ad  un'altra via della parete.
 
La seconda squadra, composta da Yuri Parimbelli e Tito Arosio, ha aperto un nuovo itinerario più a destra dal nome evocatore  Remollo ma non mollo. Di questa seconda via non si conoscono ancora i dati tecnici, ma Yuri ha promesso di svelarceli quanto prima.
 
Fonte e foto: Maurizio Panseri/www.vertical-orme.tv  - Francesco (Franz) Rota Nodari/Mara Babolin -  
Via “Couloir Margherita”, Presolana Creste di Valzurio parete nord
25 Marzo 2011 Ennio Spiranelli CAAI, Alessandro Ceribelli, Maurizio Panseri
Difficoltà: IV; WI4; M5; 350 m.
Materiale: serie di friend, 10 chiodi vari, 3 viti corte/medie.
1) WI3+
2) M 4; WI 4
3) AI 3
4) 80° neve/misto
5) 50° neve
6) 50° neve
7) M 4; WI 3+
8) 60° neve
9) M 5; WI 4
Accesso generale: da Bergamo raggiungere Villa d’Ogna salire a Valzurio e Spinelli, se possibilesalire sino al Moschel, altrimenti si procede a piedi.
Avvicinamento: da Spinelli seguire la sterrata sino al Moschel, proseguire in direzione Scagnello appena fuori dal bosco puntare alle miniere e alle sorgenti Occhio d’Ogna, si
attraversa il fondovalle tra due caratteristici grossi massi e si risale il pendio sino all’attacco
dell’evidente colatoio. Ore 1,3 da Moschel.
Discesa: usciti in cresta seguirla verso est sino a prendere i pendii innevati che scendono ai piedi della parete della Presolana di Castione, giunti all’attacco di Huascaran (doppia possibile) scendere verso il Rif. Rino Olmo e da li al Moschel
Note: il pendio mediano deve essere ben assestato, le soste sono state tutte attrezzate a chiodi su roccia e non è stato lasciato alcun chiodo in via
 
IL RITARDO
 
di Maurizio Panseri
Tranquillo e beato faccio colazione, fuori e buio, mentalmente scorro la lista del materiale che la sera prima ho riposto nello zaino. Non dovrei avere dimenticato nulla. L’appuntamento è alle 4,30 con Ennio e Ale, l’obbiettivo della giornata è di andare a curiosare sui bastioni nord della Presolana in zona Valzurio. L’idea come al solito è partita da quella “vecchia” volpe di Ennio, amico curioso e visionario, lui ha mille sogni nel cassetto e tante sono le nuove linee da tracciare sulle pareti della Regina. Penso che nessuno o quasi abbia mai preso in considerazione il versante nord della lunga bastionata delle Creste di Valzurio, che dalla Presolana di Castione si protendono verso il Moschel.
 
D’estate la parete non invita sicuramente ad una scalata, rocce stratificate e rotte si alternano a cenge, sfasciumi e prati verticali. D’inverno l’intera bastionata non prende mai il sole la neve si spalma sulle cenge e nei canali, il ghiaccio lentamente cola nelle fessure e nei camini. Ennio da tempo la osserva e ha intravisto la possibilità di salire delle linee di misto, collegando i colatoi di ghiaccio che tagliano la parete. Mentre penso a tutto questo lo sguardo si posa sulla sveglia e mi prende un colpo: “Sono le cinque! Che pirla. Ho sbagliato a puntare la sveglia.” Prendo lo zaino e la sacca e mi precipito al parcheggio, parto con il furgone ed accendo il cellulare. Subito scarica una serie di messaggi. Chiamo Ennio e vi lascio immaginare la telefonata. Loro, dopo avermi aspettato un quarto d’ora, sono partiti e sono già a Villa d’Ogna. Mentre mi autoinsulto gli dico di andare ma loro sono dei veri amici e mi aspettano. Ovviamente tutto ciò mi costerà una bella cena e qualche bottiglia di vinello.
 
Ci troviamo al paesino di Valzurio, ci sono pure Yuri e Tito, prima dei saluti arrivano gli amichevoli insulti che accetto di buon grado. Saliamo in auto sino al Moschel, alle 7 siamo in cammino verso la “nostra” parete. Usciti dal bosco la bastionata si stende davanti al nostro sguardo. A sinistra la parete nord della Presolana di Castione, dopo la GAN e IN CAMMINO CON MARCO E CORNELIO, attende ancora Ennio per chiudere alcuni conti in sospeso. Più a sinistra ancora la parete nord-ovest della Presolana Occidentale incombe con tutta la sua bellezza, pochi giorni fa Ennio, Yuri e Tito vi hanno aperto una stupenda linea: PIANTOBALDO, dedicandola a Roby. Sempre sulla stessa parete, nel 1990, Ennio con Marco, Gigi e Vanni salì OROBIC ICE, ad oggi ancora irripetuta.

Yuri e Tito intravedono a destra una evidente linea di ghiaccio che si perde in alto tra le rocce, hanno deciso: quello è il loro obbiettivo. Ci salutiamo, con Ennio ed Ale saliamo verso sinistra dove avevamo individuato due evidenti colatoi che si esauriscono in un nevaio da risalire sino al canale sommitale che conduce in cresta.

Mentre ci prepariamo ci raggiungono Franz e Mara (Francesco Rota Nodari e Mara Babolin), reduci da un tentativo su Orobic Ice. Un piacevole scambio di battute e partiamo nel primo incassato colatoio, ci faranno compagnia salendo sino alla prima sosta e poi ci salutiamo. La seconda lunghezza è più ostica, nei tratti più ripidi non c’è ghiaccio e la neve copre la roccia, Ennio riesce a proteggersi con chiodi e friend sulla parete rocciosa di destra. Ora Ale va in testa, il colatoio è più ampio e meno ripido sino ad una selletta, poi un pendio ripido di neve e roccia da salire con delicatezza ci porta sul nevaio intermedio.
 
Parto nuotando nella neve per due facili lunghezze, che ci depositano sul bordo sinistro del canalone d’uscita. Verso destra si stacca un colatoio che si incassa sinuoso tra le rocce, la partenza è ostica ma poi l’intera lunghezza offrirà un ghiaccio stupendo. Un’ultima lunghezza su neve mi porta a destra, dove sotto il torrione sommitale torna in testa Ale. A lui spetterà l’onore di chiudere questo nuovo itinerario, che chiameremo Couloir Margherita, dedicandolo a sua figlia, una “piccola peste” di soli due mesi. L’ultima lunghezza risulterà essere la più dura ed impegnativa dell’intera salita. Sulle creste il sole ci accoglie, è ormai tardi. Ci portiamo verso la Presolana di Castione e scendiamo al rifugio Rino Olmo, da lì, sprofondando a volte nella neve sino all’inguine, scendiamo verso il Moschel. Sono le sette ed è buio, dopo 12 ore terminiamo la nostra lunga scorribanda. Il ritardo è ormai un ricordo lontano e la cena in compagnia dei “soci” per festeggiare la doppietta di nuove salite è invece una certezza vicina. Grazie ancora agli amici che aspettano.
 
PS: Yuri e Tito sono usciti dalla loro nuova via nelle prime ore del pomeriggio, dopo avere tracciato una linea che han battezzato “Remollo ma non mollo”
 
L’immensa bastionata nord-ovest della Presolana, presenta sulla sinistra lo spigolo nord-ovest che porta al cengione Bendotti e alla cima della Presolana Occidentale dove, dopo una partenza in comune, salgono a sinistra OROBIC ICE  e a destra PIANTOBALDO, verso destra si scende alla Presolana di Castione, da cui si dipartono le lunghe Creste di Valzurio, al centro sale COULOIR MARGHERITA e a destra REMOLLO MA NON MOLLO
Couloir Margherita ph. coll. Maurizio Panseri
Couloir Margherita ph. coll. Maurizio Panseri
Couloir Margherita ph.Franz Rota Nodari/Mara Babolin
Couloir Margherita ph.Franz Rota Nodari/Mara Babolin
Couloir Margherita ph.Franz Rota Nodari/Mara Babolin
Couloir Margherita ph.Franz Rota Nodari/Mara Babolin
Couloir Margherita ph.Franz Rota Nodari/Mara Babolin
Couloir Margherita ph.Franz Rota Nodari/Mara Babolin
Couloir Margherita ph. coll. Maurizio Panseri
Couloir Margherita ph. coll. Maurizio Panseri
Couloir Margherita ph. coll. Maurizio Panseri
Couloir Margherita ph. coll. Maurizio Panseri
Remollo ma non mollo ph. coll. Parimbelli/Arosio
Remollo ma non mollo ph. coll. Parimbelli/Arosio
Remollo ma non mollo ph. coll. Parimbelli/Arosio
Remollo ma non mollo ph. coll. Parimbelli/Arosio