Via “Il senso
della misura” aperta nel 2008/2009, liberata il 4 luglio 2010.
Angeloni Giangi, Calegari Daniele, Parimbelli Yuri - 330 mt. circa, diff. max.
7b, diff. obbl. 7b, III, SR4
PRESOLANA OCCIDENTALE – PARETE NORD
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“…Quella giusta misura fra
il desiderio e la nostra possibilità di raggiungerlo, dove nasce la propensione
verso la felicità, il più alto dei beni raggiungibili mediante l’azione ”.
Leggendo qualche tempo fa queste parole di saggezza ho pensato che potevano
rappresentare un modesto parallelo per il piccolo ma controverso campo di
opinioni sullo stile di apertura delle moderne vie di arrampicata con l’utilizzo
di trapano e spit.
La “punteggiatura” di spit che un rocciatore scrive salendo dal basso su muri
spesso improteggibili rappresenta sia la sua capacità che la sua personalità.
Certamente i fori possono significare dei punti di debolezza, ma quando i metri
di arrampicata libera, magari vicino al limite delle proprie possibilità, si
accumulano pericolosamente con l’aggiunta dell’incognita della solidità
dell’appiglio mi sento di dire che a quel punto il fissare una solido ancoraggio
rappresenta un atto di responsabilità.
A seconda delle diverse abilità e visioni sull’arrampicata appaiono così con gli
stessi strumenti a volte delle “opere di carpenteria” dalla dubbia creatività e
all’estremo opposto delle vere e proprie prove di intuito e coraggio. La
differenza sta proprio nella misura.
Percorrere la nostra via significa, per vari motivi, visitare buona parte di
questo ampio panorama provandone le diverse emozioni e magari cercando di
indovinare la personalità di quelli che vi hanno messo mano.
MATERIALE NECESSARIO: mezze corde
da 60 mt., una serie di friends fino al 3 camalot e una serie di tricam.
ATTACCO: appena a sx della “Via del cuore”, a dx del pilastro rettangolare
adagiato alla parete, chiodo con cordino arancione.
DISCESA: a scelta dal cengione Bendotti o in doppia dallo spigolo nord o dalla
S10 due doppie sulla via e poi con le calate della “Placido” o della “Paco”.
PERIODO CONSIGLIATO: estate, la parete si trova a 2000m di quota.
Aperta a più riprese dal basso con trapano e cliff arrampicando in libera tra un
fix e il successivo e usando le corde fisse per l’apertura degli ultimi tiri.
Le protezioni fisse su alcuni tiri sono molto distanti con i passi duri
obbligatori, perciò è necessario avere un’ottima padronanza delle difficoltà e
l’abitudine ad utilizzare le indispensabili protezioni veloci. La roccia è buona
ad eccezione del primo tiro, la partenza del secondo e la facile seconda parte
del decimo.
La via è nata come idea di continuazione di un vecchio tentativo di Mario
Pilloni (al quale si sovrappone per pochi metri centrali) ma successivamente si
è pensato anche ad una prima parte indipendente. Ha in comune con la via
“Placido” la S2 e la S6.
DESCRIZIONE DEI TIRI:
L1 25m 6b+: dritti per un delicato e vago diedrino, siate leggeri!
L2 30m 6c+: soppesate ogni grammo che applicate sul friabile traverso di
partenza. Passo duro per arrivare al primo fix e poi per uscirne. Oltre avanti
coi friends su roccia lavorata e bel diedro obliquo a destra.
L3 40m 7b: tiro chiave su muro leggermente strapiombante e continuo. Dopo il
primo fix traversare a sx e intraprendere il lungo viaggio verso il secondo che
a questo punto potrete vedere… Capolavoro del Parimba!
L4 25m 6c: duro in partenza con primo fix molto alto sopra la sosta poi
tranquilli, per un tratto vi sembrerà di tornare in falesia.
L5 25m 6b+: partenza fisica su buchi poi delicato passo in placca.
L6 25m 6c: passo difficile per salire dalla sosta poi continuità su roccia
lavoratissima e solo a tratti delicata.
L7 40m 7a: lunghi viaggi fra i fix ma con un po’ di occhio ben integrabili. Dopo
il secondo traversare a sx in placca.
L8 35m 7a+: tiro del “binario”. Partenza fisica e continua, attenzione a non
cadere sopra il terzo fix finchè non si è piazzato un buon friend nel diedro.
L9 30m 6b+: bel muro a buchi continuo con i piedi spesso “spalmati”. Non è
sempre facile leggere la linea di salita.
L10 55m 6b: partenza leggermente a sx da proteggere poi dopo il primo fix
diventa facile ma la roccia degenera. Facoltativi paletta, secchiello e
setaccio!
Dalla S10 uscita in comune con la via “Bosio” : un tiro di III/IV fino al
cengione Bendotti.
Buon divertimento e nel dubbio…allenarsi!
Giangi Angeloni