www.scalve.it

PASSEGGIATE, ESCURSIONI E ARRAMPICATE

   

Arrampicata al Cimon della Bagozza

La passeggiata di Ortensia Bettineschi (1924)

La strada verde

Arrampicata parete nord della Presolana

Passeggiata al Passo di Belviso

Itinerari a cura de IL CABREO Cascate di ghiaccio
Passeggiata al Pizzo Tornello

Escursioni in Val di Lozio

Piccolo corso di topografia e orientamento
I rifugi della Valle di Scalve Nuove vie di arrampicata sulla Presolana I sentieri della Valle di Scalve

La strada verde
di Maurilio Grassi (2003)

La valle di Scalve, pur nella ristrettezza del suo territorio, ha al suo interno un ricco patrimonio viario. Strade non propriamente asfaltate, quindi comunemente chiamate mulattiere, sentieri, tratturi. Percorsi non sempre apprezzati e valorizzati, in alcuni casi dimenticati, ma ricchi di storia, di vita, di poesia.
Tutto questo immerso, avvolto, celato da una coltre di lussureggiante vegetazione. Tesoro nella ricchezza, che aspetta di essere scoperto ed esplorato nel suo intimo..
Prima di percorrere i capillari che permettono di visitare la valle di Scalve nel suo intimo, è opportuno "scoprire" l'arteria principale, la strada d' accesso al cuore della Valle.
Volendo, come idea, ripercorrere il cammino dell'uomo primitivo il quale dalla pianura è risalito lungo le valli fino alle montagne, è stata considerata, come via principale d'acceso alla Valle, la strada statale n° 294.
Un'altra premessa importante da tenere presente: come valle di Scalve, in questo caso, è stato considerato l'intero bacino del Dezzo, il fiume, come comunemente viene indicato localmente, più importante della zona. Pertanto nel nostro percorso viene ricompresa anche la zona che attualmente è parte della provincia di Brescia. Questo perché, volendo far conoscere l'area nella sua completezza, è opportuno prescindere dagli aspetti politici e tener conto solo di quelli geografici e ambientali.
A questo punto è ora di incamminarci lungo la statale e inoltrarci nella conoscenza delle strade della valle di Scalve.
La valle di Scalve inizia alla confluenza del Dezzo con il fiume Oglio nei pressi di Darfo Boario Terme ad una quota di 306 mt. s.l.m. Subito si incontra il parco delle incisioni rupestri di Luine e Crape. Sembra creato, questo parco, ad arte in quanto il nostro viaggio inizia proprio dalla preistoria per svilupparsi in successivi periodi storici.
La visita di quest'area è un salto nel passato ricco di fascino e mistero. Le figure presenti dall'epipaleolitico fino a quelle più recenti, ci conducono in un mondo ormai scomparso, ma che ha lasciato un'impronta indelebile nel carattere e nelle tradizioni locali. (per le visite guidate IL CABREO).
Poco sopra il paese di Gorzone ospita il castello Federici del XII° secolo. Questo maniero era la porta d'accesso verso la valle di Scalve ed è l'unico fabbricato medioevale ben conservato presente in zona. Attualmente la costruzione è visitabile solo all'esterno ma, seppur limitata, una sosta è consigliata.
Oltre ai monumenti che ci narrano la storia, il percorso è ricco di strutture moderne come il parco delle Terme di Angolo. Un piccolo "angolo" di quiete nell'immensità della tranquillità valligiana. Ad Angolo Terme incontriamo ancora i resti dell'architettura medioevale. Una visita ai palazzi Federici e Laini sono una tappa obbligata per chi vorrà, in seguito, capire le differenze o le analogie con le epoche e gli stili successivi.
Lasciato il paese bresciano si percorre uno dei tratti più suggestivi della zona: la Via Mala. Inaugurata, dopo mille controversie, nel 1864, questa strada, è stata recentemente modificata nel suo tracciato originario. La realizzazione di alcune gallerie ha reso più sicura e agevole la statale, ma ha nascosto alcuni punti molto suggestivi. Lungo il solco in cui è stata ricavata la sede stradale, sono d'obbligo almeno due soste. Queste pause sono necessarie per osservare i giochi dell'acqua e la geologia di questo orrido prima, e l'arditezza della vecchia statale poi. Per gustare in maniera completa questa zona bisogna visitarla quattro volte: una per ogni stagione. Ci si accorgerà, infatti, come lo stesso luogo, lo stesso punto, cambia a seconda delle stagioni. E' un gioco di luci, di colori, di strutture, di vita che poche località offrono.
All'uscita dell'ultima galleria l'orizzonte si apre. Non di molto, ma è sufficiente per capire perché la Val di Scalve è stata soprannominata "Verde Valle".
La prima deviazione, verso sinistra, conduce al paese di Colere non attraversato dalla statale 294, fuori dal nostro percorso, quindi. Oltre che stazione sciistica di rilievo, Colere, è anche la base per interessanti escursioni pertanto verrà ripreso durante la trattazione della "viabilità minore".
Oltrepassate le ultime case della frazione Dezzo una seconda deviazione, questa volta verso destra, conduce al piccolo comune di Azzone. In questa zona è da visitare la "Riserva boschi del Giovetto" un'area naturale protetta. Regina di questa zona è la piccola formica Rufa, un prezioso collaboratore dell'uomo nella cura delle piante. Oltre che parlare della struttura sociale e funzionale delle formiche, nella riserva, è possibile sviluppare ed approfondire altri argomenti legati all'ambiente. (per visite o informazioni IL CABREO).
Ritornati sulla statale il viaggio prosegue sfilando davanti alla centrale idroelettrica del Dezzo. Legati a questa industria ci sono parecchi spunti didattici e storici di rilievo. Uno per tutti il disastro del Gleno, triste avvenimento di un passato non tanto remoto, che ha lasciato un'impronta indelebile nella memoria della gente del posto. A testimonianza di questo episodio rimangono, poco sopra il paese di Vilminore, i ruderi della ex diga a monito della superficialità dell'uomo. (per visite guidate IL CABREO).
Dalle cose tristi alle storie a lieto fine il passo è breve. Si incontra, infatti, poco dopo un bel santuario eretto a testimoniare uno e forse l'unico, miracolo avvenuto in valle di Scalve. Il santuario della Madonnina di Colere è, infatti, meta di pellegrinaggi e di funzioni religiose che parecchi devoti compiono in ringraziamento o per chiedere grazie alla Madonna.
Attraversato il borgo, piccolo ma suggestivo, di S.Andrea, la deviazione verso sinistra, in direzione di Vilminore di Scalve è d'obbligo. Troviamo, infatti, nel paese almeno due punti di notevole interesse. Il primo è il museo faunistico in cui sono visibili le specie animali tipiche delle prealpi Orobiche e il secondo è il Palazzo Pretorio, sede della Comunità Montana. Questo palazzo cinquecentesco è il naturale proseguimento architettonico del castello e dei palazzi Federici prima menzionati. Parecchi altri sono gli angoli caratteristiche e significativi del paese che da solo può assorbire una giornata di visita. Lasciato il paese e presa la direzione di Schilpario, si attraversa la frazione di Vilmaggiore borgo ricco di storia. I suoi monumenti, ancora parzialmente visibili, quali ad es. la torre romana, ci raccontano di un passato glorioso e ricco. Oltre alla storia passata, sempre a Vilmaggiore, è da visitare la Latteria Montana di Scalve. Un impianto caseario che racchiude in se l'operosità della gente di montagna e che, nonostante i moderni sistemi di lavorazione, produce prodotti genuini.
Attraversato l'abitato di Barzesto l'attenzione è catturata dal piccolo borgo di Ronco, un gruppo di case che mantiene intatta la poesia dei villaggi alpestri. Poco sotto si incontra una delle quattro segherie presenti in Valle e che costituiscono un'importante economia per la zona. E' inutile sottolineare, infatti, la costante presenza di ricche abetaie che circondano paesi e strade formando un patrimonio verde fruibile da tutti.