LE PIANTE MEDICINALI DELLA VAL DI SCALVE
di Imerio Prudenzi e Manfredo Bendotti (detto Mago)

Nome scientifico

Famiglia

Nome volgare

Artemisia absinthium L.

ASTERACEAE o COMPOSITAE

assenzio
   
  pianta fiore  
Mesi di fioritura Periodo di raccolta
luglio-agosto estate
ETIMOLOGIA:

il nome del genere artemisia pare derivi da Artemide, la dea protettrice delle piante medicinali che giovano all'organismo femminile. Secondo alcuni autori dal greco "artemès", sano, per le proprietà medicinali possedute da queste piante.
Il nome specifico deriva dal greco "apsìnthion", privo di dolcezza, amaro.
 

RICONOSCIMENTO:

è una pianta erbacea perenne con un rizoma legnoso ramificato dal quale si sviluppano le foglie basali in rosetta e i fusti fioriferi, alti anche fino a 2 metri e variamente ramificati nella parte superiore, di colore bianco per la presenza di peli fitti e corti. Tutte le foglie sono pelose, con la parte superiore argenteo-sericea e l'inferiore verde-cenerina.
 

HABITAT:

terreni incolti, zone rocciose, suoli ricchi di nitrati.
 

PARTI USATE:

sommità fiorite.
 

PROPRIETA':

noto fin dall'antichità per le sue caratteristiche spiccatamente amare, il suo liquore era in auge nel XIX secolo, ma per la presenza di un olio essenziale, ricco di tujone, che in forti dosi è velenoso e provoca gravi intossicazioni, il suo consumo deve essere evitato. Per il suo sapore aromatico è impiegato sia nell'industria delle bevande alcooliche sia delle bibite analcoliche. Gli estratti acquosi della droga contengono invece poco tujone. Nell'industria farmaceutica è usato come correttivo del sapore. Le sue virtù salutari riconosciute sono quelle di promuovere l'appetito e di favorire la digestione stimolando lo stomaco e il fegato. Sfruttate sono anche le proprietà antisettiche, vermifughe ed emmenagoghe. E' utilizzato per la preparazione del vermuth, ma anche per tisane a scopo digestivo e aperitivo, oltre che per facilitare la comparsa delle mestruazioni.
 

CURIOSITA':

L'artemisia è usata in estremo oriente per la termogenoterapia o kaobustione che ha gli stessi principi dell'agopuntura: consiste nel bruciare un mucchietto di foglie su determinati punti del corpo. L'artemisia fu usata per lungo tempo per curare l'epilessia e il ballo di S. Vito. Appesa nelle stalle attira le mosche e le allontana dagli animali. Il decotto prolungato era utilizzato per provocare l'aborto.
 

CONTROINDICAZIONI:

vomito, spasmi gastrointestinali, ritenzione urinaria e in casi gravi, danni renali e alterazioni del sistema nervoso centrale di tipo epilettoide.

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