LE PIANTE MEDICINALI DELLA VAL DI SCALVE
di Imerio Prudenzi e Manfredo Bendotti (detto Mago)

Nome scientifico

Famiglia

Nome volgare

Arctium lappa L.

ASTERACEAE o COMPOSITAE

bardana
   
  pianta fiore e frutto  
Mesi di fioritura Periodo di raccolta
luglio-ottobre autunno primo anno
primavera secondo anno
ETIMOLOGIA:

il nome del genere deriva dal greco "arctos", orso, per il suo aspetto irsuto.
Il nome della specie dal greco "lambano", afferro, in quanto gli aculei dei frutti si attaccano ad ogni cosa.
 

RICONOSCIMENTO:

pianta biennale con rizoma verticale; nel primo anno di vegetazione produce alcune grandi foglie basali, cuoriformi, fra le quali nel secondo anno spunta il fusto floreale, alto fino a due metri, molto ramificato e peloso, con fiori rossi in capolino avvolti da brattee uncinate che si attaccano agli abiti e al pelo degli animali e ne facilitano la diffusione.
 

HABITAT:

margine dei sentieri, detriti, scarpate.
 

PARTI USATE:

radice.
 

PROPRIETA':

fin dall'antichità la bardana aveva fama di pianta medicinale, mai smentita attraverso i secoli.
Infatti ne è stata verificata l'azione diuretica e depurativa generale e quella stimolante sul fegato e sulla cistifellea, nonché la proprietà di diminuire il tasso di zucchero nel sangue.
In fitoterapia è usata solo la radice raccolta nel primo anno di vegetazione della pianta e in primavera nel secondo anno prima della fioritura.
Le foglie sono impiegate nelle insalate cotte come coadiuvanti della normale alimentazione.
 

CURIOSITA':

per la sua caratteristica di crescere tra le macerie, e quindi in luoghi in cui si pensava vivessero animali malefici, era considerata pianta magica e veniva usata per guarire gli indemoniati.

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