LIBRO DELLA CONTRADA O VICINIA DI NONA

Contiene i verbali attinenti l’amministrazione economica e la struttura organizzativa di legati e confraternite. Il registro, fitto di annotazioni, fu iniziato nel 1666 e terminato nel 1790. Le deliberazioni maggiormente ricorrenti riguardano il riparto delle legne, dei pascoli di proprietÓ comune, la nomina del "sindico" da parte dei capifamiglia: questi era il rappresentante di contrada che partecipava alle assemblee della ComunitÓ di Scalve.
Altrettanto avveniva per la nomina dei due "deputati" che ogni anno erano delegati a sovrintendere alle "opere pubbliche" di competenza della contrada (anno 1738: "spese e giornate fatte nella fontana a giustarla..."). All’occorrenza venivano "balotati", ovvero votati due deputati con l’incarico di difensori nelle cause con altre contrade. Nel 1778, ad esempio, sorge un contenzioso con le altre contrade circa il concorso alla spesa di costruzione del ponte sul fiume Povo. Altri deputati avevano il compito di amministrare i legati, come ad esempio il "sale", e di controllarne la distribuzione secondo le convenzioni stabilite. Altri sorvegliavano i lavori nella chiesa, oppure presiedevano alle confraternite, come la "Schola del SS.Rosario", la "Veneranda Misericordia", la confraternita della "Buona Morte".
I capifamiglia fissavano anche il salario del "sindico" ed anche il compenso per le sue " missioni". Ancora gli stessi avevano la facoltÓ di nominare il Parroco mercenario e prendevano atto della sua rinuncia (renonzia) alla cura d’anime.
Durante gli ultimi anni della sua vita, lo scultore Piccini viene nominato ben due volte deputato per lavori relativi alla chiesa ed al cimitero. La presenza di Pietro Boni, pure lui "maestro", fa supporre che fosse anche collaboratore dell’artista nei lavori d’intaglio.

(il "libro" Ŕ stato gentilmente concesso da Giovanni Zamboni)

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