Nota d’alcune opere d’intaglio fatte da Gio. Giuseppe Piccini della Nona nella Valle di Scalve, quale è nato lì 12 novembre dell’anno 1661
Un quadretto al Conte Carlo Borromeo in Milano con dentro il naufraggio de discepoli espresso al vivo e all’intorno intresso de fogliami, insertovi d’entro a destra l’allegro Abele con suo altare, e sacrificio sostenuto in aria da un Aquila, e di sopra un cervo, e al di sotto un agnello scaturenti fori rose, e fogliami, e a sinistra il dispetoso Caino con suo altare, e sacrificio posato sopra un rospo, e di sopra un licorno, e di sotto un lupo e altre cose indicanti l’avarizia e il mal cuore dell’offerente, e di sotto li timorosi Adamo ed Eva, che si coprono di foglie alla comparsa del Cacciatore che si avvicina ad essi, e di sopra la morte d’Abele innocente, e varie altre cose simbolegianti.
Un altro quadretto al Sig. Francesco Federici di Darfo nella Valle Camonica, in mezzo del quale vi è scolpita la natività di Nostro Signore, e sue figure convenienti, ma sforsato a porvi il nome dell’artefice, qual nome fu scolpito sull’orecchio dell’asinello ivi nell’istoria, e all’intorno quadratura, e intaglio a fogliami d’entro de quali furono inserti li Santi suoi Protettori, cioè S. Francesco d’Assisi, e da Paola, S. Ignatio, Gaetano, Antonio, e S. Angelo Custode con bella disposizione, e nel mezzo di sotto un cuore ardente da fiamella con iscrizione, e in cima una sedia vota aspettante qui legitime certaverit.
Un parapetto all’altare maggiore della Chiesa del Cedegolo in Valle Camonica, fatto a quadratura ed intaglii, con quatro termini, e su quatro figure ideali, Fede Speranza e Carità, e Religione con suoi geroglifici, e framezzo le statue de’ Santi Protettori in loro nicchia, fogliami intrecciati con Putini e altre cose e in mezzo al parapetto un medaglione, in cui vi è l’adorazione de’ Santi Re Magi numerosa di molte figure, e varietà di cose.
Un altro parapetto all’altare di Sant Siro in Breno nella Valle Camonica in cui vi è quadratura, e intaglii con in mezzo il (...) per fondo alla statua di Sant Siro, e dalle parti in luogo de termini due medaglie, in una la predicazione del Santo, et il Battesimo di que Popoli e l’atterazione di que Idoli, e l’incendio di libri de falsi docmi con altre cose espressive, e dalla sinistra li miracoli di risanar sordi, muti, zoppi, e ciechi, e indemoniati e varie naturalezze del fatto, con quatro altre statue dei SS. Protettori posti negli angoli dell’ovato, inserti ne fogliami, et un gruppo de Puttini portanti la mitra, e bastone del Santo, et altre varietà di cose.
Un altro all’altare della SS.ma Croce nella Chiesa di Borno nella Valle Camonica con molti fogliami, e Cherubini, et in luogo di termini le statue di Constantino Imperatore, e Santa Elena Imperatrice in sua Nicchia.
Un altro all’Altare maggiore nella Parocchia della Nona nella Valle di Scalve con intorno all’ovato di mezzo la Genealogia della stirpe della Madonna, incominciando da Jesse sino alla fine e a latere nicchie con d’entro statue ideali di Virtù, Purità, Humiltà della Beata Vergine, Cherubini et intaglij.
Un altro all’altare dell’Immacolata Concesione, ricco d’intaglii, Cherubini ben disposti e carteloni, et in sue nicchie S. Gioachino e S. Anna.
Un altro all’altare del SS.mo Rosario fatto con quadratura et intaglio con d’entro Angeli adoranti il Santo Sepolcro posto nel concavo dell’altare con sei figure, e tutti e tre questi ultimi nella Parochia della Nona, nella Valle di Scalve. Con molti altri in diverse forme, e luogi.
Un ripostiglio per l’Oglio Santo fatto a quadratura et intaglio con tre statuine ideali che asprimono li effetti di quel Sacramento, cioè l’Allegressa, la Fortezza, e la sanità con sui gesti e geroglifici esprimenti, e ciò nella chiesa sudetta della Nona.
Un tabernacolo o sia deposito per la Reliquia del Legno della Santa Croce nella chiesa di Borno nella Valle Camonica, dove vi è quadratura, intagli, e statue con l’inserto di tre istorie, cioè avanti la portina vi è il portar della Croce del Redentore incalsato da Giudei, e manigoldi, in una Citra de quali manigoldi vi è scolpito il nome dell’artefice, e a destra l’invenzione di Santa Croce con Santa Elena, e sue damigelle, che adorano genuflesse la Santa Croce con altri aspettatori, e vi sono ancor quelli che l’hanno disotterata con schale, zappe, e Badili, e a sinistra il Trionfo della medema portata da Eraclio Imperatore sin su le porte di Gerusalemme ove respinto ed avvisato da Zacharia Vescovo si (...), stupiti col suo corteggio e meravigliati.
Un altro Tabernacolo moderno a Pezzolo nella Valle di Scalve con suoi intaglij, quadratura e statue con sotto al naturale li quatro Evangelisti con suoi simboli, che li tengono in aria, nella Portina la Flagellazione e da lati l’ecce Homo, e la coronazione di spine, e sotto una Frutera con uve, e spiche di formento al naturale.
Un altro nella Chiesa di S. Andrea nella Valle di Scalve con quadratura, intaglij, e statue con sotto puttini che li sostentano in aria.
Un altro nella Chiesa d’Osine in Valle Camonica ben inteso con parapetto e surate (?) per l’altare e Crocifisso, ciove il Christo.
Un oratorio, o sia ingienochiatoio per l’orazione da farsi in camera al Sig. Vincenzo Rillosi di Vertova nella Valle Seriana quale fra il gradino, e l’appoggio delle bracchia del uomo vi è la cascata di Lucifero, e suoi mostruosi seguaci sconfitti da S. Michaele, et altri angeli, che li cacchiano nell’abisso, intorno al quale vi sono quatro termini con su li quatro Evangelisti con suoi segni, e sopra l’appoggio delle bracchia vi è una anconetta con nel mezzo la Crocifizione di Nostro Signore, e da lati nelli termini il Pastorello Davidde con la testa del gigante Golia, e dall’altra vi è Giuditta con la sua fantesca che pone nel (omissis) la testa di Oloferne, e ne fianchi in suo poggio vi è Giosuè orante, che ferma il sole come dall’altra vi è Elia, che ottiene la pioggia, e nel frontespizio un scudo con d’entro la SS.ma Trinità, e nel freggio inferiore da una parte il Torrente Cedron in forma humana con sua urna, la probatica piscina, e altre invenzioni dall’altra.
Un altro oratorio al Dottor Ignatio Antonioli di Brescia, con quadratura e intaglij, nel quale oratorio fra il gradino in fondo e lo appoggio per le bracchia vi sono li suoi modioni, ed intaglii che formano nel mezzo ovato per l’istoria di Daniele nel luogo de Leoni orante, e sopra l’appoggio si alza sua anconetta con sue parti con nel mezzo la rilevante medaglia della deposizione della S. Croce, dove vi è il Signore, con la Beata Vergine, e le tre Marie, Nicodemo, Gioseppe Arimatea, S. Giovanni, e Servienti, et all’intorno li quatro Evangelisti e sotto in un mascheronsino il Purgatoro di molte figurine a rilievo, sopra il quale vi è l’orazione rivolta al Cielo con Incensiere fumichante, e ne fianchi un Nettuno inteso per le lacrime, come dall’altra Evolo per li sospiri dell’orante, e sopra nelle ale vi è Elia, che si copre per la pioggia e dall’altra parte Davidde con la fionda e la testa del gigante Golia, nella fronte del quale in macchia naturale del legno si vede il sasso fittovi d’entro, e nei termini una cortina per parte sostenuta da due Angeli con in fondo a destra S.Chiesa con il Camauro in testa, et una Colomba all’orecchio, et in atto di scrivere calpestando co piedi li libri delli heretici, che mandano fori serp e dall’altra parte la Sinagoga vestita alla mosaica con le tavole della Legge in mano, Incensiere, e Verga d’Aronne, sotto le quali ad una il Triregno, et all’altra il Candelabro, et in sima la figura del SS. Sacramento, che è entro un Ostensorio con a canto due Angeli adoranti, e incensanti con varie altre cose concernenti.
Un altro Oratorio, che segue fatto così a fortuna, e da vendere, e che può servir per Camera di qualche Grande, e meglio per qualche Sagrestia ricca per la preparazion e ringraziamento della messa, essendovi sito bastante per due col commodo, e sito girante per l'’razioni, e da goder anche il rilievo nel medesimo sito a suo piacimento senza incommo(do). Questo oratorio è fatto di noce, e Busso con pianta quadicircolare, e Architettura con belli spezzamenti, e giri fatti a scarpello ove fra il gradino, e l’appoggio delle bracchia in mezzo vi è una grande bocca aperta di mostro con tre facce dinotante le tre pene dé dannati, cioè di danno in quella faccia, che apparisse cieca, di senso nelle fiamme, dell’eternità ne denti; e bocca chiusa; entro questa grande bocca aperta vi è l’inferno con una moltitudine di Demonij. Dannati in terribile forma, e questi con tanta confuzione, che quelle figure a rilievo paiono un gruppo di vipere attorcigliate assieme: sopra questo mostro vi è la desperazione traboccante con un pugnale fitto nel petto, e con le mani ne capelli; sotto detto mostro vi è l’accidia distesa in terra, et inutile, visio Capitale, come nelli sei termini laterali vi sono li altri sei congeroglifici convenienti dell’altri vizij capitali intorno all’inferno sopra l’appoggio poi con simil pianta si alsa un Anconetta, che nel mezzo vi ha una medaglia di Busso, in cui è scolpita la deposizion di nostro Signore dalla Croce, e all’intorno fori vi sono li quattro Evangilisti sedenti co suoi simboli, e ne termini laterali vi sono due medaglie di busso giranti nelle quali vi soni scolpiti li due novissimi, morte, e Giudizio; e per la morte de Giusti il transito di S. Gioseppe assistito da Gesù, e Maria col corteggio d’Angeli in nuvola; per la morte de peccatori sotto S.Gioseppe nella medema medaglia vi è il strossamento di Giuda con demonij con in Angolo un scheletro con false, e a piedi di questo camauri, Corone, Capelli, e mitre, con al fiancho il tempo volante con horologgio in mano, e nell’altro porge li nomi alla morte ivi vicina; dalla parte sinistra poi vi è la medaglia del Giudisio, in mezzo alla quale vi è il purgatorio con all’interno figurine, che rappresentano il digiuno, l’orazione, e l’elemosina, con i suoi geroglifici, sotto il purgatorio vi è la resurrezione de morti, e escono for dalle tombe, e sopra il purgatorio sempre nella medema medaglia mediante un trofeo di Trombe et un libro aperto vi è il Giudizio Universale, e più in fora l’eternità con serpe in giro, e torre, e rocca in testa. Su la sima poi dell’oratorio nel frontispicio vi è una medaglia che rappresenta il Paradiso con d’entro cinquantine de Beati con le loro divise entro vaga cassa e ornamento, et in sima e fatto come per corona di tutto l’oratorio vi sono tre statuine rappresentanti le tre virtù Teologali.
Altre molte, e varie figure, e fatture, come ancone, medaglie, in cui sono state scolpite diverse sacre profane istorie, et alle volte anche e favolose, d’ogni sorta d’ornamenti per li altari e per le case nel decorso di 44 anni d’impiego e poca fortuna sin oggi 19 dicembre 1724, le tralascio perché andrebbe la cosa troppo in longo.

Il manoscritto originale è conservato presso la Curia Vescovile di Bergamo.
Trascrizione a cura della Biblioteca di Vilminore.

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