Situazione allo stato attuale delle ricerche

Quando e da dove ha avuto inizio inizio l'antropizzazione della valle di Scalve.
Le ricerche per stabilire o conoscere i luoghi di insediamento più antichi o anche solo la presenza umana nella preistoria o protostoria sono poche e risalgono al XIX° secolo. In questi ultimi anni qualche cosa è stato fatto con l'aiuto del prof. Priuli e grazie all'intervento della Comunità Montana di Scalve, sollecitata in tal senso dallo scrivente.
La ricerca non è ancora completata , ma anche quando sarà terminata è da considerare un lavoro iniziale di studio che necessita di un ulteriore approfondimento. Malgrado la parzialità dei dati raccolti è possibile ipotizzare una linea di antropizzazione della valle di Scalve e stabilire una fase cronologica abbastanza precisa. La cultura materiale è limitata ad un ritrovamento casuale costituito da scarti di lavorazione litica, attribuibile al mesolitico,segnalata nella zona del passo del Vivione. L'attribuzione al neolitico del presunto "mortaio" rinvenuto a Colere è da ritenersi errata in quanto il reperto mostra segni di lavorazione con utensile metallico.
L'arte rupestre, contrariamente alle zone limitrofe ,è molto povera e riferita interamente ad epoca storica. Alla preistoria (mesolitico?) possono essere ascritte le coppelle rinvenute ai passi di Belviso e Veneroccolo. Protostoriche,invece, possono essere l'insieme delle incisioni rinvenute ai piedi della Cima Verde, simili per tipologia ai petroglifi di Piancogno.
Tenendo conto di questi rinvenimenti, della situazione geomorfologia, delle variazioni climatiche e della toponomastica si può ricostruire il quadro riportato in cartina.
Cacciatori raccoglitori si affacciano ai valichi principali, Vivione, Veneroccolo, Belviso, ma terminata la battuta di caccia ritornano nei luoghi da cui sono giunti senza entrare in Valle.
Pastori neolitici e calcolatici hanno iniziato lo sfruttamento dei pascoli alti entrando dai passi dei Campelli, Scagnello. Potenzialmente può essere stato utilizzato anche il valico del Costone.
E' con l'età del Ferro che, sicuramente la Valle è stata popolata. I fabbri provenienti da Parre, risalendo la Valzurio hanno scoperto i minerali di zinco e piombo al Polzone e, successivamente, gli affioramenti nella zona del passo di Manina. Potrebbe essere iniziata in questo modo l'esplorazione completa della Valle con la realizzazione delle prime colonie abitate, forse solo stagionalmente. Questi primi insediamenti potremmo ricercarli nei comuni di Colere e Schilpario e presso l'abitato di Vilmaggiore. Il percorso dei fabbri Oromobii (o Orumbovii, a seconda della lezione dei codici che si considera preferibile nel pezzo di Plinio),lo possiamo ricostruire, se cosi è avvenuto, grazie ad alcuni toponimi che, risalendo la Valzurio terminano a Schilpario.
I toponimi concorrono a formare una linea, una sorta di "strada" ideale che ci conduce, attraverso il passo Scagnello, ai bacini minerari del Polzone, della Manina, di Barzesto e di Schilpario.
Un'altra strada, più antica, potrebbe essere individuata attraverso il passo dei Campelli il quale permette di collegare due conche prative, appetibili per i pastori del Neolitico. Il toponimo valle dei Teiassi ci richiama alla memoria le Tege, tettoie o fienili. Ricoveri stagionali che i primi allevatori,provenienti dalla zona di Ono S:Pietro o Capo di Ponte, possono aver realizzato nell'area del pianoro antistante malga Rena e di cui, oggi, non rimane più traccia.La presunta vetustà di Azzone è quanto mai opinabile in quanto i ritrovamenti tombali,risalenti al 1500 e 1600 ( reperti non sono più rintracciabili), possono essere ascritti ad età alto medioevale desumibile dalla descrizione degli oggetti rinvenuti.

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