Articolo tratto da "L'Eco di Bergamo" sabato 5 aprile 2008
Lizzola, Colere e Spiazzi, tanti sì al collegamento
Illustrato il progetto di un grande demanio sciabile
Sette impianti di risalita. Un monito: attenti all'ambiente

VALBONDIONE - Se lo scopo del Parco delle Orobie era sentire il parere della gente sul problema della creazione in alta Valle Seriana di un grande demanio sciabile grazie al collegamento tra le stazioni invernali di Lizzola, Colere e Spiazzi di Gromo, il convegno che l'Ente Parco ha organizzato giovedì sera a Valbondione sull'argomento ha fatto emergere, seppur con dei distinguo e alcune perplessità, il forte e fermo desiderio che tale progetto, del quale si parla da oltre vent'anni, possa finalmente concretizzarsi. Stiamo parlando di un mega-progetto di piste invernali che collega appunto Colere a Lizzola e agli Spiazzi di Gromo, per il quale il sindaco di Colere, nonché presidente della Comunità montana di Scalve, Franco Belingheri, ha già ottenuto un contributo di 560 mila euro dalla Regione e che è stato già concretamente avviato con la nuova pista Vilminore a Colere, inaugurata nell'ottobre scorso.
Turismo invernale di grande respiro quindi, grazie al progetto e che, unitamente a altre forme di turismo (religioso, legato agli ecomusei, ai percorsi della via del ferro, alla cultura), come rimarcato anche da Lucio Fiorina, presidente della Comunità montana di Clusone, possa finalmente consentire ad alta Valle Seriana e Valle di Scalve di richiamare in loco migliaia di ospiti d'inverno e nelle altre stagioni per poter fare un decisivo salto di qualità in questo fondamentale fattore dell'economia locale.
Una scommessa che va comunque giocata con la massima attenzione, soprattutto nel salvaguardare l'ambiente. Giusta preoccupazione, questa, sollevata da don Osvaldo Belotti, parroco di Boario di Gromo, il quale dopo aver dichiarato che non si deve pensare solo al turismo della neve, ha sollecitato anche un ripensamento sul dilagare delle seconde case, che creano paesi fantasma, spesso deturpando l'ambiente.
Guido Fornoni, assessore provinciale all'urbanistica ha risposto che l'interesse della Provincia è quello di salvaguardare l'ambiente, che è necessario ripensare a un nuovo utilizzo delle tante, forse troppe seconde case e che il progetto di collegamento prevede unicamente la costruzione in quota di quegli impianti.
Tantissime le persone che hanno partecipato al convegno. Al tavolo dei relatori Franco Grassi, presidente del Parco delle Orobie che ha voluto il convegno, con il direttore Mauro Villa, l'assessore provinciale Guido Fornoni, il presidente della Comunità montana Lucio Fiorina, l'ingegner Andrea Semperboni, progettista degli impianti di collegmento. E poi Renato Ferlinghetti, dell'Università agli Studi di Bergamo, e Sergio Chiesa, del Cnr, che hanno prodotto, con altri esperti, un approfondito studio naturalistico sul territorio su cui insisteranno i nuovi impianti.
Guido Fornoni ha spiegato che su questo collegamento delle tre stazioni invernali si sono snodate molte riunioni tra la Provincia, i Comuni interessati, le Comunità montane di Clusone e Vilminore e in merito è stato firmato un protocollo d'intesa tra questi enti. "Se - ha poi concluso - il Parco ci farà avere entro fine maggio il parere di fattibilità - la Provincia stilerà subito un progetto strategico in variante del Piano territoriale, in modo da poter poi procedere alla progettazione definitiva e all'avvio dei lavori già dal prossimo anno". Franco Grassi dopo aver ricordato come compito del Parco sia quello di bilanciare gli interessi naturalistici con l'esigenza di vita di chi vive in montagna, ha dichiarato che ora il Parco analizzerà lo studio di impatto ambientale e quindi formulerà il proprio parere di fattibilità, tenendo conto anche delle Zone di protezione speciale (Zps). L'ingegner Semperboni ha infine sinteticamente illustrato il progetto di collegamento tra le tre stazioni che prevede la realizzazione di sette nuovi impianti di risalita e di un tratto di galleria, di 150 metri, tra la valle Sedornia, nell'alto Serio, e la val Conchetta, sopra Colere. Tra gli interventi quello della Scuola nazionale sci Spiazzi che ha formulato una proposta per collegare Spiazzi e la località Foppane e quello di Sergio Piffari, che ha sollecitato un maggior impegno economico delle pubbliche amministrazioni.
Enzo Valenti

Ne discute anche la Val di Scalve
Martedì incontro a Vilminore

VILMINORE - Anche Vilminore ospiterà un importante incontro pubblico finalizzato a fare il punto della situazione sugli sviluppi legati al "Progetto strategico di potenziamento e collegamento dei demani sciabili dell'alta Valle Seriana e della Valle di Scalve".
La tavola rotonda, in programma dalle 20.30 di martedì prossimo nella sala consiliare di palazzo pretorio a Vilminore, approda anche in terra scalvina su iniziativa del Parco delle Orobie. "L'incontro avrà tra le finalità quella di consentire la massima partecipazione pubblica su un progetto che avrà sicure ripercussioni positive non solo sul territorio, ma anche su cittadini e operatori turistici", spiega il sindaco di Vilminore Giovanni Toninelli che ha già provveduto a far recapitare gli inviti alle più alte autorità civili della Valle, alle società che raggruppano operatori turistici e alle principali realtà d'associazionismo sportivo della Valle di Scalve.
La serata va intesa quale passo necessario al proseguimento delle attività di concertazione tra gli enti coinvolti nel programma e la popolazione scalvina. Il progetto di rilancio turistico, in fase di definizione avanzata e già illustrato in Regione, vede coinvolti, oltre al Parco delle Orobie Bergamasche, anche la Provincia di Bergamo, le Comunità montane della valle Seriana superiore e della Valle di Scalve e i Comuni inseriti nei comprensori sciistici di Zizzola e Spiazzi di Gromo e della Valle di Scalve (Colere e Vilminore).
All'interno del piano di rilancio studiato per il settore turistico-sportivo sono previsti interventi che vedranno la realizzazione di nuovi impianti funiviari di collegamento e di accesso fra le stagioni sciistiche (ad esempio l'accesso dal comune di Vilminore via frazione Teveno), piste i discesa per un totale di 40 km, ristori e rifugi in quota per sciatori e personale di servizio opere di protezione e messa in sicurezza, impianti di innevamento artificiale e adeguati interventi di recupero e compensazione floro-faunistica e vegetazionale.
Federica Barcella

www.scalve.it