Il F.A.B. (Gruppo flora alpina
bergamasca)
chiede di firmare l'appello contro il mega-progetto per il collegamento in quota
delle piste da sci di Colere, Spiazzi di Boario e Lizzola
firma l'appello alla pagina: http://www.floralpinabergamasca.net/pagina_286.html
IL PROBLEMA:
Il progetto di un comprensorio
sciistico dell’Alta Valle Seriana, (sottoscritto da Provincia di Bergamo,
Comunità Montana Valle Seriana Superiore, Comunità Montana Valle di Scalve e dai
Comuni di Ardesio, Colere, Gromo, Oltressenda, Schilpario, Valbondione e
Vilminore di Scalve) si sviluppa su di un area di particolare pregio ambientale,
già inserita nel Sito di Importanza Comunitaria IT2060005 all’interno della
Direttiva Habitat della Comunità Europea.
L’organismo responsabile della gestione del sito è l'Ente Parco delle Orobie
Bergamasche. Tale progetto prevede la realizzazione di piste, impianti di
risalita, sistemi di innevamento artificiale, strade di servizio ecc. ecc. che
così si possono sintetizzare:
Da Colere verso Lizzola due impianti risalgono la Valle Conchetta per portarsi
al di sotto del Pizzo di Petto e del M.Vigna Vaga; impossibilitati a scollinare
naturalmente si bypassa questa impervia zona rocciosa mediante un tunnel con
tapis-roulant, i cui imbocchi si troveranno nel ghiaione (potete immaginare che
scempio sui delicati macereti così preziosi per la flora pregiata !); si sbuca
così verso il Lago Spigorel (progetto di impermeabilizzazione) e da lì verso lo
Sponda Vaga per unirsi alle piste che già scendono verso la Val Sedornia da
Lizzola fatte in questi ultimi 3 anni (il tutto con piste di 30 metri di
larghezza, scassi per togliere asperità rocciose, ecc,)
Da Colere scende verso Teveno un impianto dalla Valle Conchetta .
Dagli Spiazzi di Boario a Lizzola (qui si raggiunge il massimo): dalla Baita
alta di Vodala su per il Timogno, poi giù alla Baita di Rigada, poi su al Passo
degli Omini, tra saliscendi intorno alla località Foppana e quindi ancora verso
i già esistenti impianti della Valle Sedornia; è stato calcolato che dagli
Spiazzi occorrono circa 50 minuti solo con gli impianti per arrivare a Foppana.
Il tutto per un totale 30 Km. di piste !!
Le opere di messa in sicurezza dei versanti, le opere di protezione, la
larghezza minima da garantire per le piste e le strade di servizio non possono
che richiedere pesanti interventi di scasso e spostamento di suoli che nessuna
opera di ripristino o compensazione faunistica, floristica e vegetazionale potrà
mai più bilanciare in termini di impatto ambientale.
La situazione attuale, assai critica, si può così riassumere:
· il Consorzio Parco delle Orobie Bergamasche a breve darà il proprio parere; è
opportuno ricordare il sofferto parto, lungo diversi lustri, cha ha visto la
nascita del Parco delle Orobie e che la dice lunga sulle resistenze locali e le
pressioni a cui è soggetto.
· l’area minacciata dal progetto è di altissimo pregio paesaggistico e
floristico. Va ricordato che qui sono presenti 12 specie vegetali elencate nella
LISTA ROSSA Italiana, 6 specie endemiche strettamente orobiche tra cui Linaria
tonzigii Lona (specie elencata nell'Allegato II della Direttiva 92/43/EEC per
cui sono stati individuati i Siti di Importanza Comunitaria), e circa 50 specie
endemiche tra insubriche, alpine, sud alpine, est-alpine, cioè specie non
presenti nel resto del mondo se non in questi ristretti areali. Questa zona non
a caso è già inserita nel Sito di Importanza Comunitaria IT2060005 all’interno
della Direttiva Habitat della Comunità Europea
· per ogni progetto all’interno dei SIC è previsto un iter valutativo di impatto
ambientale molto complesso che dovrebbe garantire la salvaguardia da progetti di
questo tipo (sono previste eccezioni solo per motivi imperativi di rilevante
interesse pubblico legati cioè esigenze connesse alla salute dell'uomo e alla
sicurezza pubblica o ad esigenze di primaria importanza per l'ambiente); resta
il fatto però che l’Alta Valle Sedornia, inserita nel SIC , è già stata
aggredita pesantemente 3 anni fa.
· Nel progetto sono sottostimate le problematiche legate all’innevamento
artificiale dovute alle scarse precipitazioni degli ultimi anni; la zona inoltre
è a carattere carsico con scorrimento superficiale delle acque quasi nullo e
pertanto i prelievi saranno necessariamente effettuati a fondo valle.
· La tendenza ad un generale rialzo climatico è un dato ormai assodato dalla
comunità scientifica
· Oltre ai gruppi citati in fondo a questa pagina, alcune Università italiane e
privati cittadini si stanno già muovendo in vario modo per far conoscere alla
popolazione e agli Amministratori del territorio gli aspetti critici e negativi
del progetto e per fermarlo.
firma l'appello alla pagina: http://www.floralpinabergamasca.net/pagina_286.html