ASSUNZIONE DELLA VERGINE
(in I pittori bergamaschi dal XII al XIX secolo, il Settecento
III, Bergamo, Bolis, 1990, p.).
"Opera di Raggi il Giovane" l'aveva detto Maironi Da Ponte
(1819). La citazione fu ripresa da Moratti e dal Fornoni. Angelo Pinetti
(1931) riferendosi a documenti dell'archivio parrocchiale (oggi non rintracciati)
la riconfermava al Raggi riferendola a "quella che suol dirsi la terza
maniera". Luigi Pagnoni ha accettato l'attribuzione (1979).
La cronologia assegnabile al dipinto è desumibile
dalla commissione del 17 ottobre 1773 da parte dei Sindaci della Rev. Plebania,
"per l'indoratura delle soase di stucco dell'ancona, e delli quattro quadri
esistenti nel coro della medesima" al sig Angelo Soardi stuccatore e doratore.
Sappiamo dalle bollette di pagamento che i quattro quadri erano già
stati pagati, nel '68-69 i due dell'Albrici, nel '70-71 due del pittore
Francesco Capella. E' arguibile quindi che in questo caso per ultimo sia
stato eseguito quello del Raggi, cioè l'ancona, probabilmente del
'72, e si sia poi proceduto all'indoratura dell'ancona stessa e agli stucchi.
Il Raggi è qui ricorso a uno schema compositivo
classico con la veduta frontale della Vergine ascendente al cielo e la
sua netta separazione dal gruppo degli Apostoli. Nella parte bassa il sepolcro
è vuoto, disposto diagonalmente, ed è l'unico elemento che
suggerisca una più profonda articolazione dello spazio, mentre lo
slancio verticale è ancora sottolineato da un marcato allungamento
delle figure (come la Vergine di Nembro, del resto), soprattutto negli
Apostoli di destra.
L'impaginazione della Vergine è ben articolata
nella sua assunzione al cielo guidata da due grandi Angeli, mentre altre
figure angeliche musicanti la attendono tra le nubi.
Effetti di luce e di colore, soprattutto in basso, rendono
bene l'emozionalità delle intenzioni del pittore: forse impoverito
nella vena creativa, ma sempre consapevole di saper bene utilizzare un
mestiere pittorico di lontana tradizione, come in questo caso, ancora brillantemente
veneta e veneziana.
Bibl.: G. Maironi Da Ponte 1820, III, p.229; C. Moratti
ms. 1900, II, p.315; E. Fornoni ms. s.d. (ca. 1915-20), VII, p.129; A.
Pinetti 1931, p.480; L. Pagnoni 1974, p.1015; id. 1979, p.413.
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