S. Pietro risana lo storpio/ La caduta di Simon Mago
olio su tela (cm.400x200 ciascuno)

Vilminore di Scalve (Bergamo), Chiesa di S. Maria Assunta e S. Pietro
(parrocchiale)

Le due tele avariate e molto annerite sono poste sulle lesene, rispettivamente a sinistra e a destra dell’altare maggiore. Si conserva nell’archivio della chiesa la ricevuta relativa a questi dipinti. Mentre il Tassi ricorda solo il primo (v. La vita, note 24 e 25), si legge in questo scritto autografo che il pittore aveva firmato l’8 ottobre 1768 un contratto per ben tre quadri "per ornamento de coro della madonna". (v. Regesti). A titolo di caparra gli venivano versate somme in cinque momenti diversi, fra il 1° novembre 1768 e il 1° novembre 1769, quando la cifra ammontava a L. 925,176. pur non conoscendo quale fosse il compenso concordato nel contratto oggi perduto, cui gli acconti fanno riferimento, si ha motivo di credere che la somma di L.925,176, poco adeguata al valore di due tele, sarebbe stata davvero irrisoria per tre. In base anche ad altri indizi (v. scheda 175) si suppone pertanto che il pittore non abbia mai eseguito il terzo quadro. Dei due esistenti, completamente anneriti, i colori non si possono affatto giudicare; l’iconografia, abbastanza inconsueta nelle tele dell’Albrici, rivela invece sicurezza d’impostazione. In S. Pietro risana lo storpio, eseguito per primo nel 1768, la figura centrale del Santo, allungata nelle forme e dal volto molto espressivo, è tutta rivolta al medico che, seduto a terra, occupa l’angolo inferiore di destra. A lui è contrapposta una donna, volta di spalle, in primo piano a sinistra, sullo sfondo le architetture di un palazzo ed un’ampia arcata, dalla quale si affacciano numerose figurine, le più lontane fra quelle di contorno, disposte su piani diversi. Particolare risalto ha la raffigurazione dello storpio, per la forte muscolatura e per i naturalistici dettagli delle bende e degli stracci. Notevole pure la caratterizzazione dei volti dei due protagonisti e delle due figure di destra accanto alla colonna. Nella Caduta di Simon Mago, eseguito nel 1769, è bello soprattutto il paesaggio, irto di torri e di torrioni, con un castello sullo sfondo, al di là di un ponte. Il pittore crea profondità nella scena separando ai margini del quadro le figure, tutte fuggenti e rivolte verso l’alto a mirare terrorizzate la caduta, mentre si crea nel centro della scena un vuoto che corrisponde al luogo ove andrà a cadere Simon Mago, tratteggiato in alto con buon senso della prospettiva. S. Pietro, addossato a sinistra, ha il manto giallo squillante come in tutti gli affreschi, ma la tela annerita non permette di distinguere le tinte originali.

Bibl.: Archivio Arcipretale di Vilminore ms. 11 (Opere); F.M.Tassi 1793,II p.111; G.Maironi da Ponte 1820, III, p.229; G.Moratti ms. 1900, I, p.11; E.Fornoni ms. s.d. (ca 1915-20), I, p.24; id. ms. s.d. (ca. 1920), XIX, p. 652; A.Pinetti 1931, p. 480; B.Belotti 1959, V, p. 176; M.A.Baroncelli 1965, p.87; L.Pagnoni 1974, II, p. 1015; id.1979, p.413.

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