Trasfigurazione
olio su tela sagomata (cm.315x180)

Vilminore di Scalve (Bergamo), Chiesa di S. Maria Assunta e S. Pietro
(parrocchiale)

La pala, posta al terzo altare di sinistra, è in mediocre stato di conservazione. Il Fornoni ("Dizionario Odeporico") afferma: "La pala della Trasfigurazione è dell’Albrici, dipinta in Bergamo nel 1763 per 65 scudi, come da scrittura 13 luglio 1763". Non si conosce dove l’autore abbia reperito questo documento, che avvalora le parole del Tassi, il quale afferma che quest’opera fu eseguita "ultimamente", cioè dopo gli affreschi, come S. Pietro che risana lo storpio. Il Fornoni corregge pure l’errore del Maironi da Ponte che aveva assegnato la tela al Cifrondi. La composizione è schematica, con le figure tutte avanzate che occupano il primo piano del quadro, dietro al quale sono solo sommariamente tracciati alcuni accenni di paesaggio. L’interesse dell’autore si concentra soprattutto sulla figura centrale del Cristo e sulla luce che da lui emana. Le tinte di questa tela sono appunto impregnate di luce calda e dorata, lo sfolgorio del Cristo è ottenuto col bianco splendente della veste, che contrasta con un rosso acceso e col dominante giallo albicocca che, consueto nelle opere del pittore, si veste qui di una eccezionale luminosità.

Bibl.: F.M. Tassi 1793, II, p. 111; G. Maironi da Ponte 1820, III, p. 230 (come Cifrondi); G. Moratti ms. 1900, p. 10; E.Fornoni ms. s.d. (ca. 1915-20), I, p.24; id. ms. s.d. (ca1920), XIX, p. 653; A.Pinetti 1931, 479 (come Cifrondi); M.A. Baroncelli 1965, p. 87; L.Pagnoni 1974, II, p. 1015; id. 1979, p. 413.

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