S. BERNARDO DI CHIARAVALLE
Bernardo di Chiaravalle (santo; Fontaine-lès-Dijon, Digione 1090 - Clairvaux 1153), figlio di un vassallo del duca di Borgogna, nel 1112 entrò nel monastero di Citeaux, dove si fece monaco. Incaricato dall'abate S. Harding di trovare un luogo dove fondare un nuovo monastero, indicò Clairvaux (Chiaravalle) che in breve tempo, sotto la sua direzione, divenne il più importante centro monastico cisterciense, con numerose diramazioni in tutta la Francia. Fautore di una rigorosa riforma della Chiesa fondata sul ritorno alla povertà evangelica, il lavoro manuale e la preghiera, Bernardo di Chiaravalle si inserì anche nelle contrastate vicende storiche del suo tempo, diviso sino alla fine della sua vita fra contemplazione e azione, dialettica che percorre altresì la molteplice varietà dei suoi scritti. Durante lo scisma (1130) tra l'antipapa Anacleto II e il papa Innocenzo II, difese strenuamente quest'ultimo accompagnandolo nei suoi viaggi in Francia, Germania e Italia, guadagnandogli la fiducia e l'adesione del re di Francia Luigi VI, del re d'Inghilterra Enrico I e di altri governanti europei. Lottò contro Arnaldo da Brescia, non condividendo i modi con cui questi denunciava i mali della Chiesa, in particolare la ricchezza del clero. Quando venne eletto papa un suo discepolo, Eugenio III, gli indirizzò il trattato "De consideratione" (Della considerazione), in cinque libri, sui metodi di governare la Chiesa. Fu proprio Eugenio III ad affidare a Bernardo di Chiaravalle la predicazione della seconda crociata, bandita nel 1146 e risoltasi due anni dopo in un fallimento. Sul piano dottrinale, Bernardo combatté Abelardo e Gilberto della Porretta, sviluppando con loro una polemica appassionata, non priva di toni bruschi e violenti. Canonizzato da papa Alessandro III (1174), venne proclamato dottore della Chiesa da papa Pio VIII nel 1830. La teologia di Bernardo di Chiaravalle, legata alla tradizione e alle fonti patristiche, risulta profondamente intrisa di senso biblico. La Scrittura è per lui la parola di Dio vivente nella Chiesa, la storia della rivelazione dell'amore di Dio in Cristo e, come tale, non è tanto un oggetto di studio quanto di preghiera. Ne derivano non solo una sorta di esperienza religiosa della Bibbia, che lo porta a una comprensione vissuta di quanto essa contiene, ma soprattutto il pathos e la poesia presenti nei suoi numerosi commenti alla Bibbia. Il suo programma di vita spirituale si può caratterizzare come un itinerario che conduce dal peccato alla gloria, dalla conoscenza di sé al ritorno a Dio: un "ritorno a Dio" che si attua a partire dall'umiltà, ovvero dal riconoscimento della propria miseria e povertà. Spirito contemplativo tra i più originali, Bernardo di Chiaravalle è considerato il dottore del monachesimo cisterciense, di cui fissò in formule definitive quell'ideale di vita destinato ad avere così larga fortuna nei secoli a venire. Fra le sue opere sono da ricordare particolarmente i "Sermones" (Sermoni) e i trattati "De diligendo Deo" (Dell'amore divino) e "De gradibus humilitatis et superbiae" (Gradi dell'umiltà e della superbia), oltre a un copioso epistolario di ca. 500 lettere.