ACHILLE LOCATELLI
Almenno San Bartolomeo (BG), 1/1/1864 – 20/6/1948

1864: nasce ad Almenno il primo gennaio, figlio di Maurizio e di Beatrice Cornali (Atti Archivio Anagrafe Comunale Almenno S. Bartolomeo).
1878: all’età di quattordici anni, viene iscritto dal padre "... a ciò incoraggiato dal parere di persone competenti per la buona disposizione mostrata dallo stesso in quest’arte..." alla scuola di pittura del Professor Cesare Tallone presso l’Accademia Carrara di Bergamo, dove è registrato come allievo, fino all’anno scolastico 1885-86 (Bergamo, Archivio Accademia Carrara). 
1882: in occasione della annuale "Esposizione di opere di Belle Arti nell’Accademia Carrara di Bergamo", tradizionalmente aperta al pubblico il 26 agosto per la festa di S. Alessandro, presenta uno Studio dal gesso.
1883: espone alla Carrara due Primi Studi sul vero, di cui uno viene scelto dalla commissione nominata per acquistare le opere allestite posizione della accademia, durante il periodo della fiera ("L'Eco di Bergamo", 2-3 settembre, ripreso in P. Mosca 1989, I, p. 298).
1884: partecipa all’esposizione artistica della Carrara con L’ultimo Rosario (catalogo esposizione; cfr. P.L., in "Gazzetta Provinciale di Bergamo", 3 settembre), e all’esposizione delle opere di Belle Arti di Brera con Una contrada del mio paese. Espone alla Mostra Nazionale di Torino i quadri Giornata di novembre sul Brembo, Diga e Antica rotonda di S. Tomé, "Originali e robusti lavori, superiori in realtà alla pratica di un giovane ventenne - che vede aprirsi innanzi a sé un orizzonte magnifico, e riscuote lodi tanto giuste che meritate - ... tre paesaggi di una fedeltà irrefrenabile... molto e molto encomiabili". (cfr. "Gazzettino artistico - letterario" di Firenze", ripreso in "Gazzetta Provinciale di Bergamo", n. 186, 8 agosto. Si veda anche "Italia Artistica", Roma, 5 settembre).
1885: espone alla Carrara, come allievo dell’Accademia, Paesaggi, Vita campagnuola, La mamma assente, La sera del Venerdì S.to ad Almenno, L’Adda a Brivio (commissione dell'ing. Giuseppe Rota di Torino), n. 2 Teschi, Due Teste di donna - Studi dal vero, Nevicata, A cavalluccio, Il Brembo a Ponte S. Pietro, Fra i fiori. Compare tra gli artisti espositori a Brera con i quadri, tolti dal vero, Clanezzo e Il Brembo sotto Ventolosa, lodati come lavori "... di bella fattura, veri veri, buonissimi per il disegno e per il colore". Un’altra tela dal titolo Ed era un mago ("soggetto di un racconto di storielle nella stalla, fatto dalla nonna ai nipotini... riuscito egregiamente, vuoi per l’atteggiamento vuoi per la naturalezza, per la luce invernale e il colorito robusto e ben condotto" non viene esposta, perché danneggiata dall’imballaggio ("L'Eco di Bergamo", 18 novembre, p. 3).
1886: il 26 agosto viene dichiarato meritevole di Menzione onorevole nel corso delle Statue della Scuola di Pittura della Carrara.
1887: espone alla Carrara alcuni Studi dal vero e frutta. Alla Permanente di Milano viene "molto notato un suo quadro Il banchetto della nonna, un meschino banchetto di erbivendola, con una cesta sconquassata, contenente un cardo, barbabietole e cipolle. Sul banco una scodella nera con un poco di latte ed un cucchiaio, rappresentano l'avanzo di una magra colazione. Da una parte una calza da lavoro e dall'altra un tovagliolo disteso con altri legumi. - Questo quadro, semplice per se stesso, ma eseguito con una verità meravigliosa, piacque moltissimo anche per la finezza e giustezza del colorito, franchezza e larghezza delle pennellate, il cardo e le barbabietole erano in special modo riusciti stupendamente. Basti pensare che la Società delle belle arti, esposizione permanente, ne fece l'acquisto". (cfr. "Italia artistica", 20 novembre, ripreso in "Gazzetta Provinciale di Bergamo", n. 269, 22 novembre).
Invia alla mostra di Genova un quadro grande e tre quadretti. "Il primo consta di 30 testine, Tipi almennesi, dipinte su tavolette di legno e riunite in un quadro solo. Sono schizzi dal vero, ma schizzi che rivelano il talento dell'artista, perché quei tipi hanno tutti un'espressione, una vita, un carattere che rende certi della somiglianza perfetta con gli originali. – Gli altri quadretti sono vasi e stoffe, accuratissimo studio dal vero, un paesaggio con un stupendo effetto di sole, ed un carissimo paese La sera sul monte Albenza ("Gazzetta Provinciale di Bergamo", 22 novembre). Al termine degli studi, si trasferisce in Gran Bretagna, dove lavora come insegnante di pittura, presumibilmente per circa due anni, tra la fine del 1888 e i primi mesi del 1891.
1889: l'8 giugno il "Faversham Mercury", quotidiano della cittadina omonima del Kent, a poche miglia da Canterbury, lo segnala tra gli artisti e espositori della locale mostra d’arte con due tavole senza titolo, un Ritratto di Mr. Lenfestey, un Tramonto ad Herne Bay, un Ritratto di ragazza italiana (con molta probabilità un ritratto della signora Felicina Mazzoleni - nativa di Herne Bay, dove il padre, originario di Almenno S. Bartolomeo, era emigrato per aprirvi una catena di alberghi – della cui famiglia fu ospite il nostro artista), una Figura e un Paesaggio italiano.
Durante il viaggio di rientro in Italia, sosta in Germania e in Svizzera. A questo periodo si può far risalire un piccolo olio su tavola (cm. 18x10, collezione privata bergamasca), Le cascate del Reno a Sciaffusa, che conserva ancora la freschezza del bozzetto appena realizzato, e numerosi quadri di paesaggio.
1891: partecipa alla Esposizione Triennale di Belle Arti della Reale Accademia di Milano con lo stesso paesaggio di cui sopra, Tramonto ad Herne Bay, oggi conservato il una collezione privata bergamasca.
1892-93: realizza per la chiesa prepositurale di Brambilla (progettata in stile neo-gotico nel 1888 dall'Ing. Elia Fornoni, e dedicata a S. Giovanni Battista e Presentazione di Maria al Tempio) le quattordici stazioni della Via Crucis ("L'Eco di Bergamo", 5 marzo 1893).
1894: il 28 giugno si sposa con Enrichetta Cornali.
1894-95: dagli Atti dell'Archivio parrocchiale di Brembilla risulta che il pittore viene pagato a più riprese anche per l’esecuzione di altri lavori: nel 1894 dipinge nei due altare laterali Figure d'angeli monocrome entro un finto fastigio in stile neo-gotico e le tendine copri-statua raffiguranti La Madonna del Rosario col Bambino ed angeli, S. Giuseppe ed angeli per l'altare di sinistra, S. Luigi e S. Antonio da Padova per la altare di destra. Per gli stessi altari, nel 1895 decora entro due ovali il Sacro cuore di Gesù e di Maria, e dipinge una piccola statua in gesso rappresentante la Vergine Maria, oggi andata perduta. Nel mese di dicembre dello stesso anno restaura la tela della Madonna del Rosario, attribuita al pittore bergamasco Giacomo Quarenghi di Rota Fuori (1744-1817), inserendovi al centro l’edificio della nuova chiesa di Brembilla sul fondo di un paesaggio.
1896: realizza su commissione La sera e il mattino per una famiglia di Almenno S. Bartolomeo ed esegue un quadro di genere sacro rappresentare le Maria Bambina per la chiesa parrocchiale di Presezzo ("L'Eco di Bergamo", 10 aprile).
1898: partecipa all'Esposizione di Torino con i pittori Cesare Tallone, Cesare Cavalié, Romeo Bonomelli, Giacomo Bosis e Giuseppe Rinaldi ("Gazzetta Provinciale di Bergamo", 18 aprile, p. 2, "L'Unione", 19 aprile, p. 2).
Realizza per l’altare del piccoloSantuario di Collepedrino, su commissione di don Francesco Gervasoni (parroco di Burligo, frazione di Palazzago), l'Apparizione del Sacro Cuore [cui è dedicata la chiesa] alla Beata Margherita ("L'Eco di Bergamo", 23 aprile).
1899:dipinge per la cappella dell'asilo di Villa d'Almè (quadro oggi sito in un altro ambiente dall'asilo stesso) Maria bambina, S. Anna e S. Gioacchino; interviene in lavori di restauro nella chiesa di Stabello, per la quale realizza anche le tele della Via Crucis. Dipingere una S.ta Cecilia e una Veduta sulla pianura lombarda dalla chiesa della Roncola ("L’Eco di Bergamo", 19 maggio).
il sette giugno muore la moglie dell'artista, della quale rimane oggi un del Ritratto (olio su tela, c40mx30) in una collezione privata bergamasca.
post 1900: a questo periodo massimo Mons. Pagnoni fa risalire i ritocchi alla decorazione della parrocchiale di Almenno S. Bartolomeo, la via coinciso per la chiesa di Ranzanico e la Comunione di S. Luigi e il Battesimo di Gesù rispettivamente per le parrocchie di S. Gottardo e di Stabello (L. Pagnoni 1974; 1979.
1902: esegue per la chiesa di Pezzolo il quadro della Madonna del SS. Rosario, coronata dai Quindici misteri ("L'Eco di Bergamo", 30-31 gennaio) e la tela rappresenta anche La vergine immacolata e i Santii Martino, Carlo, Fermo e Antonio abate per la parrocchia di Marone in provincia di Brescia, sul lago di d'Iseo. Per la stessa chiesa esegue il restauro dell'affresco della Crocifissone un sopra il portale d’ingresso all'interno del edificio sacro ("L'Eco di Bergamo", 14 - 15 luglio, p. 3).
L'11 ottobre sposa Livia Soldi (nativa di Pieve D'Olmi, in provincia di Cremona), della quale rimane oggi un Ritratto, originaria mente tre quarti della figura intera con un fiore abbozzato in primo piano, poi tagliato per farne un quadro più piccolo, olio su tela, cm 56x48, collezione privata bergamasca.
1902-4: viene richiamato a Brembilla dopo il 1902, per dipingere nell'ancona dell'oratorio femminile, successivamente demolito, una tela raffigurante l'Angelo custode in atto di protezione (visita pastorale Mons. Guindani, 9 luglio 1904, atti Archivio parrocchiale. Tale documento invalida la notizia riportata in "L'Eco di Bergamo" del 21 - 22 giugno 1905 secondo la quale il dipinto viene collocato nell'oratorio suddetto in data 20 giugno 1905).
1903: il 6 agosto nasce il primo figlio dell'artista, Giorgio Enrico Luigi, morto a Milano il 17 ottobre 1959.
Partecipa alla mostra d'Arte moderna all'Accademia Carrara con due paesaggi ("Gazzetta Provinciale di Bergamo", 29 agosto).
1905: il 15 giugno nasce il secondo e ultimo figlio, Mario Stefano, morto a S. Remo il 16 gennaio 1987.
Dipinge una Coturnice (olio su tavola, cm 61x39, collezione privata bergamasca)e una Madonna col Bambino (olio su tela cm 87x50, collezione privata bergamasca) sul cui verso si legge: Madonna con bambino, quadro dipinto dal pittore Achille Locatelli di Almenno S. Bartolomeo, su ordinazione del Dottor Candido Rapa, medico condotto di Almenno S. Bartolomeo dal 1905 al 1942, in occasione delle nozze di questi con Maria Camuzzoni di Cologna Veneta, raffigurante la suddetta con i suoi lunghi cappelli biondi.
1909: affresca l'oratorio della chiesa parrocchiale di Zercavalli (trafiletto ripreso dalla difesa di Venezia, in "L’Eco di Bergamo", 45 gennaio).
Esegue un pala d'altare per la parrocchia di Ponte Casale nella diocesi di Padova. Il dipinto, che ha molta forza di colorito, rappresenta la Madonna con bambino in trono, alla quale S. Leonardo, il fondatore ed abate di Noblac, presenta il re Clodoveo e la regina Clotilde ("L'Eco di Bergamo", 11-12 ottobre, p. 3, si veda anche "Gazzetta Provinciale", 11-12 ottobre).
1910: Realizza le tele della Via Crucis e del Battesimo di Gesù, per la parrocchia di S.ta Croce (1974, II, p. 799).
1910-11: affresca la volta della parrocchiale di Clanezzo, consacrata e dedicata a S. Gottardo ne 1884 dal vescovo Gaetano Camillo Guindani (L. Pagnoni 1974, I, p. 322).
1913: affresca due grandi medaglie sotto il volto dell'aula della parrocchia di S. Apollonio, a Lumezzane in provincia di Brescia, rappresentanti Il trionfo di Costantino su Massenzio presso il punte Milvo e S. Apollonia in gloria, lavori ammirati e lodati da persone competenti, tanto per la precisione del disegno, che per la forza dell'espressione, come per l'arte difficile dello scorcio, usato bene e con effetto ("Il Cittadino di Brescia", 26 luglio). Per la chiesa stessa dipinse un grande quadro ad olio su tela, rappresentante il Salvatore che scaccia i profanatori dal tempio, andato distrutto nell'incendio del 31 dicembre 1922. Due anni più tardi, nel 1924, don Giovanni Rovetta richiama il nostro artista a Lumezzane per effettuare il restauro degli affreschi e per realizzarne di nuovi sull’altare maggiore: Predicazione di S. Apollonio, S. Apollonio comunica S.ta Cecilia, S. Apollonio battezza i fedeli e S. Apollonio ordina sacerdoti i diaconi Faustino e Giovita.
1916: esegue la tela dell'ancona centrale nella parrocchiale di Miragolo S. Marco, raffigurante il Martirio di S. marco Evangelista ("L'Eco di Bergamo", 29 ottobre).
1919: nella stessa chiesa realizza due tempere (Sacra famiglia e S.ta Maria Maddalena) in sostituzione di precedenti opere del Maironi e dello Zenoni (L. Pagnoni 1974, II, p. 554).
Nel periodo compreso tra il 1916 e il 1919, possiamo collocare la pala della Trasfigurazione nell'ancona centrale della parrocchia di Miragolo S. Salvatore, copia della parte superiore della Trasfigurazione della Pinacoteca Vaticana, dipinta da Raffaello.
 
1921: esegue la Pala della Soasa per la cappella mortuaria di Alone, frazione di Casto, in provincia di Brescia.
 
1923: dipinge, per il Santuario di S.ta Liberata a Verzi (frazione di Loano, in provincia di Savona), un olio su tela raffigurante l'Annunciazione di Maria, su commissione del Signor Achille Rota di Almenno S. Bartolomeo, del quale il pittore è ospite in riviera ("Il Cittadino", 27 aprile, p. 3).
Nello stesso anno, affresca un'Ultima cena nel parrocchiale dei S.ti Gervasio e Protasio a Ossimo Ouperiore, in provincia di Brescia.
 
1924: esegue la pala della Pietà e del Battesimo di Cristo per la chiesa di Teveno, dedicata a S. Michele Arcangelo e a S. Bernardo abate (L. Pagnoni, 1974, II, p. 919).
Realizza nelSantuario della Ceriola, sul lago d’Iseo, gli affreschi del presbiterio, rappresentanti la Visione della venerabile Bartolomea Capitanio di Lovere e la Visione di Angela Merici, e il trittico sulla parete interna sovrastante la porta maggiore, raffigurante S. Vigilio vescovo di Brescia, S. Michele Arcangelo, S. Giovanni Battista, per ricordare nel primo l'apostolo della riviera del lago d’Iseo, negli altri i patroni della chiesa parrocchiale di Peschiera Maraglio e della sussidiaria di Carzano, ambedue originati dalla chiesa della Ceriola, a Monte Isola ("Il Popolo", 4 settembre; "La settimana bergamasca", 6 settembre, "Gazzettino Bergamasco"", 6 settembre riportano lo stesso articolo ripreso dai giornali e dalle riviste bresciano del mese di agosto, che danno notizia delle opere di restauro e di completamento effettuate nel Santuario, in occasione della Solenne Coronazione Vaticana del Tempio).1925: dipinge a fresco nella volta della chiesetta sul colle Vareno, nel Comune di Angolo Terme in provincia di Brescia, dedicata alla sacra famiglia di Nazareth S. Antonio tra gli animali.1926: dona alla sezione della Associazione Nazionale Combattenti di Finalmarina un quadro al vero del locale Monumento ai Caduti della Grande Guerra e regala alla associazione nazionale alpini della stessa cittadina ligure un olio rappresentanza per la Montagna detta della Caprazoppa ("Il Secolo XIX", 3 agosto).Dipinge, su commissione del reverendo padre cappuccino Valeriano Fascie di Finalmarina, S. Francesco d'Assisi nel momento in cui parla agli uccelli, per la chiesetta per di Manie, frazione di Finalpie ("Il Cittadino", 12 agosto, si vedano anche "L'Eco di Bergamo", nove dicembre e "Gazzettino di Bergamo", 18 dicembre).1927: espone a Finalmarina diversi olii tra cui un Gallinaro a Varigotti (oggi in correità sezione privata bergamasca), una Marina in burrasca, il Ritratto del marinaio Nemore, amico di Mussolini, la Via dei Frati e un Tremolio lunare sull'immensa distesa marina, suggestive impressioni ricche di colore e di luce ("Gazzetta Azzurra", 22 luglio).
Nella stessa località di mare partecipa alla mostra del paesaggio marino nella sala Ivaldi con Villa Saracena di Borgio Lido, Pollaio sul mare a Varigotti (già esposto nella mostra di cui sopra), Mareggiata e numerosi altri quadri che ritraggono la natura, i colori e gli aspetti più diversi del luogo ("La Stampa", 18 agosto).
 
1928: Espone nel mese di marzo una cinquantina di quadri alla Permanente di piazza Dante a Bergamo, tra cui Il gioco delle bocce, due vedute della capitale, Tivoli, Vilminore, la Vallecamonica, Case coloniche svizzere, Basilea, l'Adige, una Spiaggia invernale a Finalmarina, Mareggiata, Notturno, Roncola, Rose, Garofani, Mandorli, Melanzane ("L'Eco di Bergamo", 10 marzo; "La Voce di Bergamo", 13 marzo). Nella stessa Galleria presenta, nel mese di dicembre, alcune macchiette, Sorgenti dell’Oglio, Castagneti presso S. Tomé, L’imbocco del Brembo, studi di marine, paesaggi, effetti di luce e fiori della riviera ("L’Eco di Bergamo", 11 dicembre, p. 3).
 
1930: il 16 luglio "La Voce di Bergamo" riporta: "La rivista di Bergamo del mese di giugno pubblica un pregevole articolo del rev. canonico Gio. Zambeletti nel quale viene fatta la cronistoria dell'antichissima Rotonda di S. Tomé... In detto articolo si fa menzione di tre pregevoli quadri ad olio del nostro valente pittore cav. Achille Locatelli coi quali ha voluto illustrare in tutti i suoi particolari l’antichissimo ed attrezzato tempietto, con i suoi dintorni incantevoli".
Dona a S.A.R. il Principe di Piemonte, una riproduzione di un quadro del pittore Costantin ("La voce di Bergamo", 16 luglio).
Invia alla consorte del principe Umberto due quadri riproducenti la Rotonda di S. Tomé ("La voce di Bergamo. Il Gagliardo", 22 dicembre).
 
1934: esegue il Ritratto del prof. don Domenico Ronzoni ("L'Eco di Bergamo", 25 maggio).
1948, 20 giugno: muore ad Almenno S. Bartolomeo.
 
LA CRITICA
 
Seppur non abbia raggiunto mete eccelse, la lunga e instancabile produzione pittorica di Achille Locatelli ha saputo esprimere con dignità una concezione artistica sincera, frutto di il impegno costante e scrupoloso, già presente nel periodo giovanile trascorso alla Carrara. Ed è proprio negli anni d'alunnato all'Accademia (1878-86), che dobbiamo ricercare le radici della sua formazione e della sua crescita, personalizzate poi dalla maturità e dall'esperienza.
Sotto la guida del professor Cesare Tallone (e non di Ponziano Loverini, come erroneamente scrive Bortolo Belotti nella sua "Storia di Bergamo e dei Bergamaschi") affina l'inclinazione per il disegno e la sensibilità al colore, attraverso un continuo esercizio della mano nel riprodurre il vero e dell'occhio nell'osservazione della realtà. Gli insegnamenti del maestro rivivono nelle pennellate decise e larghe dei numerosi ritratti, testimonianza di uno schietto mondo paesano e contadino, o immagine di una borghesia altrettanto genuina. Ne sono chiara esemplificazione il Ritratto di vecchia, il Ritratto di giovane contadina con cesta e galli e il Ritratto di Ambrogio Cornali (maestro elementare ad Almenno S. Bartolomeo ), oggi collocati in diverse collezioni private bergamasche. I tre olii rivelando un tratto rapido e vigoroso, più libero e sciolto nel primo e nel terzo, più contenuto dalla campitura del disegno nel secondo.
Vi si coglie immediatezza di espressione e verità di immagine.
Non c’è artificio, ma spontaneità. Traspare un attaccamento per la gente con la quale il nostro artista ha vissuto, e per la terra nella quale ha lavorato; un legame che non verrà mai meno, anche quando lascerà l'Italia per l’Inghilterra, dove rimarrà per più di due anni, tra la fine del 1888 e i primi del 1891.
Del soggiorno oltremanica rimangono oggi, per quanto lo scrivente ha potuto trovare nel corso della sua ricerca, pochi olii su tavola, tra i quali ricordiamo Una Via e Il porto di Londra e un tramonto a Herne Bay, quest'ultimo ha dedicato al paesaggio invernale, reso con freschezza d’impressione, come se si trattasse di un acquarello, tutto giocato su un delicato equilibrio cromato di lacche, bianchi, grigi, azzurri e terre.
Dello stesso periodo è, con molta probabilità, per il tipo d'impostazione e di gusto, una natura morta con vaso, teiera, piccolo forziere e stoffe, anch'essa in una collezione privata. Bergamasca, realizzata nel rispetto dei volumi e delle forme, armoniosa nella fusione e nell’accostamento dei colori, e ben studiata nella resa dell’impianto prospettico. Gli oggetti che la compongono sembrano parlarci della persona che li possiede e dell’ambiente che li accoglie, con discrezione.
Il gusto "impressionista" di quest’opera, che la colloca nel più vasto orizzonte culturale europeo d’oltralpe e che risente di quel decorativismo legato al fenomeno del giapponismo, si trasforma nella tendenza "verista" nelle altre Nature morte che hanno per tema la piccola e la grande cacciagione.
Piccioni, beccacce, colombacci, coturnici, fagiani, anitre e lepri sono frequenti di tavole di piccole dimensioni, eseguite con il vecchio motivo a pennelli – decorativo della tradizione lombarda, vago ricordo dei trompe l’oeil del bergamasco Antonio Marra o Mara, detto "Scarpetta". Ma se quest’ultimo finge le venature del legno sulla tela, il nostro pittore sfrutta direttamente la trama viva delle tavole su cui lavora, lasciandole libere dalla stesura del colore, e l’effetto che ne deriva è estremamente naturale. Il disegno lineare e semplice di questi soggetti, che sembra fotografare la realtà, mette in risalto la non comune esattezza d’osservazione dell’artista che ritroviamo anche quando dipinge cascine, rustici ed aie o quando allarga l’orizzonte sugli alpeggi delle montagne, sulla pianura e sul mare. È qui che possiamo cogliere le influenze dei paesaggi veristici di Filippo Carcano, influsso esercitato sul nostro artista attraverso la saltuaria frequentazione degli ambienti artistici milanesi in occasione delle esposizioni all’Accademia di Belle Arti di Brera (1885, 1891) e alla Permanente (1887).
Tale ascendente lo cogliamo nella Veduta sulla pianura bergamasca dalla terrazza-giardino di villa Malliana ad Almenno S. Bartolomeo, così come nel quadro intitolato Il Botto, dal nome del monte in primo piano dal quale lo sguardo sconfina sulla pianura, segnata all’orizzonte dall’azzurro del cielo.
Rimangono a testimonianza dell’amore dell’artista per il paesaggio numerosi quadretti realizzati con immediatezza di visione e con rapidi tocchi di pennello che hanno tutto il sapore del bozzetto.
L’attività artistica di Achille Locatelli non si traduce solo nella pittura, espressa nel ritratto, nel quadro di genere, nel paesaggio o nella natura morta, ma anche nella pittura a tema sacro, rappresentata nella pala d’altare e nell’affresco.
Nel periodo che possiamo comprendere tra gli anni 1892 e 1926, lavora quasi ininterrottamente nelle chiese delle valli bergamasche, del bresciano, del Veneto e della Liguria, dove è solito trascorrere le vacanze estive, ospite di un suo compaesano.
La qualità della pittura sacra è di tono prevalentemente inferiore rispetto alla pittura da cavalletto. È inevitabilmente ripetitiva per i soggetti rappresentati e risulta a volte manierata. Ma ciò trova una giustificazione: l’artista deve operare in relazione all’ambiente, rispettandone la tipologia architettonica e l’impianto decorativo preesistente, e soddisfare inoltre le richieste dei committenti. Il linguaggio figurativo che ne deriva è quindi semplice e immediato; è subito leggibile e comprensibile. Il rapporto tra il segno e il colore è chiaro, da non lasciare spazio a difficoltà o a dubbi di interpretazione. Ancora una volta è pittore "popolare", rispettoso della tradizione, come ci dimostra nelle 14 stazioni della Via Crucis per la chiesa di Brembilla (1982) e di Stabello (1889) o negli affreschi per la chiesa di Lumezzane S. Apollonio, dai colori forti e cangianti.
Non mancano comunque lavori di un certo interesse, come la grande pala raffigurante La Vergine Immacolata, i Santi Martino, Carlo, Fermo e Antonio abate (1902) per l’altare maggiore della parrocchiale di Marone, che ben inserita nel contesto maestoso del tempio, rivela uno studiato equilibrio compositivo e disegnativo, messo in risalto dalle ampie campiture cromatiche, oggi attenuate nei toni dai fumi delle candele e dai depositi di polvere. "L’effetto dell’insieme – leggiamo nel trafiletto apparso in "L’Eco di Bergamo" del 14-15 luglio 1902 – è seducente e la gaia sobrietà dei particolari ne fa ammirare l’armonica disposizione. Originalità nell’invenzione grandiosa e solenne, vivacità nei singoli personaggi, colorito indovinato, giusto e sobrio spirito di modernità sono i pregi dell’opera del Locatelli".
Pittura sacra o profana, i lavori del nostro pittore sono sempre seri, ben fatti, coscienziosi che subito si sentono e si apprezzano, risultato che si è dimostrato per tutto l’arco della sua vita sereno, personale e sincero.
 
FONTI DOCUMENTARIE
 
1864-1948 Registro di popolazione della famiglia di Locatelli Achille fu Maurizio, Scheda personale, Lista di leva, Registro di morte anno 1948, Almenno S. Bartolomeo, Atti archivio Comunale.
 
Bergamo, Archivio Accademia Carrara:
1876 Attestato di frequenza e promozione Scuola Elementare Maschile del Comune di Bergamo, Cartelle allievi, ad vocem;
1876-86 Domanda di ammissione alla Scuola di Pittura di Maurizio Locatelli alla Commissarìa dell’Accademia, 10 ottobre 1878, Attestato di nascita, Certificato di buona condotta; Certificato di vaccinazione, Cartelle allievi, ad vocem;
1878-86 Liste allievi della Scuola di Pittura;
1886 Attestato di Menzione Onorevole nel Corso delle Statue, Scuola di Pittura;
1891 Cartellino di ammissione all’Esposizione della R. Accademia di Brera del dipinto Tramonto ad Herne Bay, Milano, Archivio Accademia di Brera.
1892-1902 Brembilla, Archivio della parrocchia di S. Giovanni Battista e della chiesa della Presentazione di Maria SS. al Tempio.
s.d. Rota Nodari, Locatelli Achille – Pittore. Brevi cenni biografici, ms., Almenno S. Bartolomeo, Archivio privato.
s.d. Elenco dei pittori bergamaschi che hanno operato nella Diocesi di Brescia a cavallo fra i secoli XIX e XX, redatto dalla Fondazione Civiltà Bresciana per lo studio della storia, della vita, delle tradizioni e del patrimonio culturale bresciani.
 
BIBLIOGRAFIA
1882 Esposizione di opere di Belle Arti nella Accademia Carrara di Bergamo, catalogo, Bergamo, Bolis
1883 Esposizione di opere di Belle Arti nella Accademia Carrara di Bergamo, catalogo, Bergamo, Bolis
1883 L’eco di Bergamo, 4-5 settembre.
1884 Artisti concittadini, in "Gazzetta Provinciale di Bergamo", 8 agosto
1884 P.L., L’Esposizione Artistica all’Accademia Carrara, in "Gazzetta Provinciale di Bergamo", 3 settembre, n. 206, p. 1.
1884 Italia Artistica, 5 settembre.
1884 Esposizione di opere di Belle Arti nella Accademia Carrara di Bergamo, catalogo, Bergamo
1884 Esposizione della R. Accademia di Belle Arti in Milano, catalogo ufficiale, Milano.
1885 Esposizione di opere di Belle Arti nella Accademia Carrara di Bergamo, catalogo, Bergamo
1885 Bei Quadri, in "L’Eco di Bergamo", 18 novembre, p. 3.
1887 Esposizione di opere di Belle Arti nella Accademia Carrara di Bergamo
1887 Un bravo pittore di Almenno S. Bartolomeo, in "Gazzetta Provinciale di Bergamo", 22 novembre (ripreso da "Italia Artistica", 20 novembre).
1889 The Art Exhibition at the Institute, in "The Faversham Mercury", 8 giugno.
1893 Una nuova Via Crucis per la parrocchiale di Brembilla, in "L’Eco di Bergamo", 5 marzo, p. 3.
1896 M., Cose della Provincia. Nello studio di un pittore bergamasco, in "L’Eco di Bergamo", 10 aprile.
1897 Echi del Carnevale, in "L’Unione", 4 marzo, p. 2.
1898 Gli espositori bergamaschi a Torino, in "Gazzetta Provinciale di Bergamo", 18 aprile, p. 2
1898 Gli espositori bergamaschi a Torino, in "L’Unione", 19 aprile, p. 2.
1898 Una nuova chiesa (eretta sull’alpestre di Collepedrino), in "L’Eco di Bergamo", 27 aprile.
1899 Diocesi e provincia. In lode di un pittore bergamasco, in "L’Eco di Bergamo", 19 maggio, p. 3.
1902 Chiesa di Pezzolo. Quadro della Madonna del SS. Rosario coronato dai 15 misteri, in "L’Eco di Bergamo", 30-31 gennaio.
1902 Nuovo quadro di pittore bergamasco (Chiesa di Marone, lago d’Iseo, La Vergine Immacolata e i santi Martino e Carlo), in "L’Eco di Bergamo", 14-15 luglio p. 3.
1903 V. Monetti, La Mostra d’Arte Moderna all’Accademia Carrara, in "Gazzetta Provinciale di Bergamo", 29 agosto, pp. 1 e 2, II.
1904 Cronache d’arte. L’Esposizione all’Accademia Carrara, in "Gazzetta Provinciale di Bergamo", 31 agosto, p. 1.
1905 Brembilla. Nuovo dipinto, in "L’Eco di Bergamo", 21-22 giugno.
1909 Almenno, 4. – Pittore che si fa onore, in "L’Eco di Bergamo", 4-5 gennaio (trafiletto tratto dalla "Difesa di Venezia").
1909 Da Almenno. Artista che si fa onore, in "Gazzetta Provinciale di Bergamo", 11-12 ottobre.
1909 Almenno S. B., 10 – Arte Sacra, in "L’Eco di Bergamo", 11-12 ottobre.
1913 Da Lumezzane S. Apollonio, in "Il Cittadino di Brescia", 26 luglio, (articolo ripreso in "L’Eco di Bergamo", 2-3 agosto, Artista bergamasco che si fa onore).
1916 Miragolo S. Marco, in "L’Eco di Bergamo", 29 ottobre.
1923 Feste a Verzi, sopra Locano, in "Il Cittadino", 27 aprile, p. 3.
1924 Da Almenno S. B. Lodati freschi del pittore cav. Locatelli, in "Il Popolo", 4 settembre (lo stesso articolo compare in "Gazzettino Bergamasco. Settimanale Indipendente", 6 settembre).
1924 Nel Tempio di Ceriola. I restauri di un bergamasco, in "La Settimana Bergamasca", 6 settembre.
1926 Da Finalmarina. Note d’Arte, in "Il Secolo XIX", 3 agosto.
1926 Da Finalpia. San Francesco in una stupenda visione del Locatelli, in "Il Cittadino", 12 agosto.
1926 L’anno francescano e un’opera d’arte del cav. Achille Locatelli, in "L’Eco di Bergamo", 9 dicembre (ripreso anche in "Gazzettino di Bergamo", 18 dicembre).
1927 Da Finalmarina, in "Gazzetta Azzurra", 22 luglio.
1927 Una mostra del paesaggio marino a Finale Ligure, in "La Stampa", 18 agosto.
1928 V. Marini Lodola, Alla Galleria di Piazza Dante. Cav. Achille Locatelli, in "L’Eco di Bergamo", 10 marzo, p. 2.
1928 Alla Permanente di Piazza Dante Achille Locatelli, in "La Voce di Bergamo", 13 marzo.
1928 V. Marini Lodola, Alla Galleria di Piazza Dante: Achille Locatelli, in "L’Eco di Bergamo", 11 dicembre, p. 3.
1930 Almenno S. B. – Artista che si fa onore, in "La Voce di Bergamo", 16 luglio.
1930 La Principessa di Piemonte ad un pittore bergamasco, in "La Voce di Bergamo", 22 dicembre.
1934 Erma, Un ritratto del prof. don D. Ronzoni, in "L’Eco di Bergamo", 25 maggio, p. 4.
1948 Necrologio, in "L’Eco di Bergamo", 21 giugno.
1950 A. M. Comanducci, Dizionario illustrato, dei Pittori ed Incisori Italiani Moderni (1800-1900), III, p. 1730 (anche III ediz., 1962, pp. 1012-1013).
1954-1955 E. Bénézit, Dictionnaire des peintres, sculpteurs, dessinateurs et graverurs, V, p. 168, Parigi.
1959 B. Belotti, Storia di Bergamo e dei Bergamaschi, VI, p. 514 (v. anche ediz. 1989), VIII, p. 222).
1969 AA. VV., Enciclopedia Universale Seda dell’Arte Moderna, V, Milano.
1974 L. Pagnoni, Le chiese parrocchiali della Diocesi di Bergamo. Appunti di storia arte, I, pp. 102, 213, 322; II, pp. 554, 557, 720, 771, 799, 892, 919, Bergamo.
1979 L. Pagnoni, Le chiese parrocchiali bergamasche, pp. 53, 98, 147, 236, 299, 316, 327, 365, 376, Bergamo.
1981 G. Falossi (a cura di) I pittori dell’Ottocento lombardo, p. 61, Milano.
1989, 1990 P. Mosca, Arte e Costume a Bergamo. Ottocento-Novecento (presentazione di Raffaele De Grada), I, pp. 298, 345 e 353; II, p. 947, Bergamo, Grafica e Arte.

(Luca Elzi, I pittori bergamaschi dell’Ottocento,  Bergamo, Bolis, 1992, Vol. III, pp. 260-267)

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