Ristorante Pizzeria Chalet del Vò

 

 Chalet del Vò ristorante pizzeria -  Schilpario

Ristorante Pizzeria Chalet del Vò - Via Vò, 1 - 24020 Schilpario  - Valle di Scalve (BG)
tel. 034654262 e-mail chaletdelvo@gmail.com
 

Il ristorante pizzeria Chalet del Vò prende il nome dall'omonima valle e dal fiume che scorre nelle vicinanze.
La Pizzeria Ristortante Chalet del Vò è a pochi km. da Schilpario sulla strada statale che porta al Passo del Vivione
Fermatevi a degustare i nostri piatti dopo una passeggiata alla cascata del Vò (Sentiero CAI 414 Chalet del Vò - passo del Veneroccolo) o una gita al Rifugio Tagliaferri (Sentiero CAI 413 Ronco - rif. Tagliaferri - passo Venano).

Si possono gustare piatti  tipici della tradizione scalvina, pizze gustose e scegliere un vino da un'ottima lista.

 

Giorno di chiusura MERCOLEDì  - Luglio e agosto aperto tutti i giorni

 
Ristorante Pizzeria Chalet del Vò

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  VMb s.n.c. di Maj Vanna  C. dom. fisc.: Via Roma, 80F 24060 Sovere - C.F. P.I. 02416120166  

Gita didattica - Alla scoperta della Valle del Vò

La Valle prende il nome dal torrente Vò che nasce dal monte Demignone e che, dopo aver raccolto le acque di vari ruscelli, diviene il maggiore affluente del fiume Dezzo. E’ costituita da un ampio terrazzamento alluvionale fittamente boscato che conserva molte tracce di attività umane risalenti ad epoche remote. E’ un possibile itinerario ad anello, adatto a tutti, percorribile in poco più di 2 ore, consigliato a chi è desideroso di conoscere un ambiente ricco di spunti etnografici e naturalistici.
I
Ristorante Pizzeria Chalet del Vònizia dal parcheggio di Ronco, piccola e graziosa frazione di Schilpario, che ha dato i natali a personalità di spicco in campo religioso e culturale (famiglia Raineri). Segue il sentiero CAI n.413, molto frequentato, per il Rif. Tagliaferri.
Dopo dieci minuti di cammino in una fitta e rigogliosa abetaia, in una radura, si incontra un grande masso squadrato,verrucano lombardo, “sares”, con croce potenziata (D).
Due le interpretazioni:altare druidico con riti sacrificali ad opera di sacerdoti druidi o incisione molto più recente fatta da giovani scouts accampati nella zona.
Ci si inoltra nel bosco e si scende, sul fondovalle, verso i resti di un’antica fucina (C).
La località è chiamata “sersegn” o “la pest”ed è stata abbandonata dopo la peste del 1630. Accanto ai ruderi si scorge ancora il segno della ruota e le tracce di un piccolo canale in pietra che dal vicino  torrente conduceva l’acqua al maglio.
Si ritorna sul sentiero e ci si imbatte in un “ajal”, luogo dove fino a 50 anni fa i boscaioli costruivano il “poiat”, per produrre carbone di legna.
Sempre lungo il sentiero, non molto distante, alla confluenza della mulattiera militare che parte dallo chalet del Vò, troneggia una diroccata “leglana”, forno fusorio per il minerale (B).
Si svolta a destra e si raggiunge la famosa cascata del Vò, alta circa 20 metri, meta molto frequentata durante il periodo estivo.
Si ritorna alla mulattiera, si prosegue il cammino nel bosco e ad una curva, sulla sx, si intravede la stradina che porta alla teleferica per il monte Bognaviso, utilizzata durante la prima guerra mondiale per il trasporto del materiale per la costruzione della strada militare per il passo del Venerocolo. Di tutta la struttura è rimasto un alto muro a secco, a ridosso del monte.
Prima di giungere alla strada asfaltata e concludere il cerchio, ci si può dissetare alla sorgente  “Le Pulune”.

 

Stampa e foto: Arboreto alpino Gleno www.gleno.it   info@gleno.it - Disegni: Arc. I. Mancini - Testo: Dr. I. Prudenzi

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www.scalve.it