Articolo tratto da "L'Eco di Bergamo" 8 luglio 2009
In Valle di Scalve addio alla decana
Un secolo di fede

È sempre rimasta una montanara purosangue e ha lasciato il suo paesino poche volte. La sua lunghissima esistenza è stata scandita dal duro lavoro contadino, dalla cura della sua numerosa famiglia e da una forte fede che l'ha sorretta nelle difficoltà della vita. E’ morta giovedì scorso, nella casa di riposo “Fondazione monsignor Andrea Spada” a Schilpario, Lucia Tagliaferri vedova Zamboni. Aveva 103 anni ed era la decana della Valle di Scalve. Era nata nella frazione di Nona di Vilminore e da subito aveva condiviso la fatica delle famiglie scalvine. Alcuni suoi fratelli erano emigrati persino in Australia per costruire un futuro migliore e più sicuro. Il marito aveva precoci problemi di cuore ed è morto di infarto a 53 anni, nel 1958. Per sbarcare il lunario, come tutte le sue compaesane del tempo divideva il suo tempo tra le faccende di casa, i fornelli, il rammendo, il lavoro dei campi e nei boschi, il taglio dell'erba, la fienagione, la cura degli animali da cortile e nella stalla, oltre a fare la sarta nei ritagli delle giornate. Dal suo matrimonio sono nati nove tra figlie e figli, di cui tre morti in giovane età.
La primogenita è suor Rosaria Zamboni, madre generale della Congregazione della Sacra Famiglia di Comonte di Seriate, che non ha potuto essere al capezzale della mamma in quanto impegnata da quasi un mese nella visita delle comunità del suo istituto in Brasile. Gli altri figli e figlie hanno scelto ben presto di emigrare: ora risiedono a Milano, Alzano Lombardo, Bergamo e Brescia. “Mia mamma era di carattere molto buono e cordiale - ricorda la figlia Franca -. Era legatissima ai suoi monti e al suo paesino, che credo non abbia mai lasciato se non pochissime volte. La sua caratteristica più evidente era una fede forte, con un grande amore alla Chiesa e alle feste religiose. Quando mia sorella maggiore Rosaria comunicò il desiderio di diventare suora, mia madre fu felicissima e fiera di questa scelta. Anzi, sperava che altri tra noi diventassero sacerdoti o religiose”.
Lucia Tagliaferri godeva di ottima salute. Anche quando i figli sono usciti di casa per il matrimonio, ha continuato a vivere da sola, nella sua casa, i suoi monti e i suoi animali fino a sei anni fa, quando è stata accolta nella casa di riposo di Schilpario. “L’ho conosciuta come una donna semplice e affabile - racconta don Stefano Ravasio, parroco di Schilpario -. Quando la incontravo nella casa di riposo, parlava sempre del suo paese di Nona, che continuava a portare nel cuore. Soprattutto era una donna molta religiosa e di grande fede”. I funerali si sono svolti venerdì nella chiesa di Nona. Con lei è scomparsa una figura scalvina di un tempo lontano, ma che con la sua fattiva e umile opera quotidiana ha portato un solido mattone nel costruire il benessere dei nostri giorni.
Carmelo Epis

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