Articolo tratto da "L'Eco di Bergamo" sabato 17 ottobre 2009
E’ stato inaugurato domenica scorsa: messo in opera a 2.500 metri di quota con il materiale trasportato sul posto da un elicottero
Con i volontari del Cai nuovo ponte sul sentiero per il rifugio Tagliaferri

Non è stata una cerimonia come quelle alle quali siamo solitamente abituati l'inaugurazione del ponte “Modugno” sul sentiero per il rifugio Tagliaferri. Del resto, a 2.500 metri di quota di “ufficialità” di solito ce n'è ben poca. La gente di montagna bada al risultato, se poi c'è l'occasione per essere soddisfatti del lavoro svolto, tanto meglio.
E’ andata così domenica scorsa al nuovo ponte, situato in località “Riinù de Enà”, lungo il sentiero naturalistico “Antonio Curò”. Una festa per pochi, ma riuscitissima grazie anche alla cornice di una splendida giornata. C'erano alpinisti (una autentica “cordata” di amici del rifugio Tagliaferri), Francesco “Cesco” Tagliaferri, Paolo Valoti in rappresentanza di tutto il Cai bergamasco, e poi Domenico Magri e con lui Franco Blumer. Il primo va citato come il sostenitore instancabile della necessità di realizzare questa struttura. “Erano due anni - dice Cesco Tagliaferri - che insisteva, a ragione, che bisognava fare questo ponte. E poi, grazie al Cai, siamo riusciti a realizzarlo”. Un'opera resa possibile grazie alla commissione sentieri del Cai e con il contributo fondamentale di tanti volontari. Un ponte d'amicizia e di solidarietà, come ha sottolineato Paolo Valoti.
Il ponte è stato intitolato a “Modugno” perché è un omaggio a Domenico Magri, che è soprannominato “Modugno” proprio per la sue doti di bravissimo chitarrista e cantante. Tra l'altro Magri, che ha 81 anni, ha preso parte alla costruzione del ponte e alla sua posa, avvenuta con un elicottero. Franco Blumer è invece l'autore della bella targa in bronzo che è stata collocata proprio durante l'inaugurazione. Nella targa è raffigurato, tra l'altro, l'elicottero della compagnia Elimast, con ai comandi il pilota Maffeo Comensoli, il cui contributo è stato fondamentale per la realizzazione del manufatto.
Pur nella sua semplicità, all'inaugurazione hanno preso parte due giovanissime “madrine”: Domenica Faglia e Marinella Tagliaferri, figlia di Francesco, naturalmente molto orgogliose del loro ruolo, che hanno poi sventolato una grande bandiera del Cai in occasione della foto ufficiale; accanto non sfigurava un altro “giovanissimo”, Alessandro Raineri. Il ponte ha senza dubbio agevolato la salita al rifugio dai laghi di Venerocolo. Da quando una frana aveva interrotto il vecchio sentiero, gli alpinisti erano costretti a una deviazione passando per il versante valtelinese.

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