Articolo tratto da "L'Eco di Bergamo" Mercoledì 18 febbraio 2009
Pochi fondi? l'energia si fa in casa
Sfrutterà le sorgenti del Negrino edel Larice: 350 kilowattora l’anno all’Enel

Trasformare l'acqua in risorsa economica è lo spirito che sta alla base della scelta dell'Amministrazione comunale di Azzone, in Valle di Scalve, pronta a costruire un impianto di produzione energetica.
“Le attuali opportunità di sviluppo di iniziative in campo idroelettrico, le informazioni finora raccolte, i sopralluoghi effettuati, la storia del nostro paese con l'analisi della documentazione disponibile e il sistema di captazione a servizio dell'acquedotto comunale - spiega il sindaco Edoardo Bettoni - hanno portato alla formulazione di un progetto per realizzare un impianto di produzione di energia rinnovabile, utile a soddisfare le esigenze di pubblica utilità. Sfrutteremo il salto naturale che, dalle sorgenti del Negrino e del Larice, alimenta l'acquedotto di Azzone”.
L'intervento garantirà un buon livello di redditività: la produzione stimata è di 350 kilowattora l'anno, energia che verrà ceduta all'Enel. “Permetterà al Comune di sopperire, almeno in parte - afferma il sindaco -, ai mancati introiti derivanti dai continui tagli economici imposti dalle ultime leggi finanziarie. Il nuovo flusso di cassa consentirà di mantenere e migliorare i servizi essenziali da garantire alla popolazione”, prosegue Bettoni annunciando l'intenzione di promuovere “ulteriori interventi: la conduttura utilizzata per la centralina per ora raccoglierà solo l'acqua dell'acquedotto comunale, mentre in futuro potrebbe servire anche per una sorgente vicina”.
“La realizzazione dell'impianto avrà un impatto ambientale pressoché nullo - aggiunge il primo cittadino -, visto che l'acquedotto è già esistente e non si interverrà in alcun modo sull'ecosistema della zona. Le opere si limiteranno infatti al solo ampliamento della vasca di carico, alla costruzione del manufatto dove alloggiare il gruppo idroelettrico (con relativa vasca di “calma”) e la posa in opera fra la vasca di carico e la vasca di calma di una condotta che seguirà completamente il percorso di quella esistente, non idonea. La nuova tubatura, che seguirà per la quasi totalità il percorso della strada interpoderale esistente, interesserà poi soltanto in minima parte il bosco circostante. Il costo previsto per la realizzazione dell'impianto idroelettrico si aggira sui 600.000 euro circa (finanziabili grazie alla Legge regionale “Servizi essenziali per l'economia e la popolazione rurale”). La progettazione è affidata allo studio dell'ingegner Gabriele Ghilardi.
Federica Barcella

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