Articolo tratto da "L'Eco di Bergamo" 18 marzo 2009
Niente iPod e cellulari: settimana “essenziale” per 23 studenti

Una “Learning week” di sopravvivenza per 23 alunni dei corsi professionali di Ikaros al Centro Raid avventura di Schilpario. Obiettivo del lavoro aiutarli ad approfondire le ragioni per cui vale la pena impegnarsi nella fatica del lavoro e dello studio. All'arrivo hanno dovuto abbandonare cellulari, iPod, orologi. Le condizioni di vita sono spartane: letti essenziali, un solo bagno, due docce. Il tempo della doccia è cronometrato, se si sgarra gli ultimi hanno l'acqua fredda. E se vogliono riscaldarsi gli studenti devono andare a raccogliere la legna nel bosco. Il programma prevede alla mattina incontri con personalità del mondo del lavoro e della scuola, al pomeriggio orientamento nel bosco, passeggiata con le racchette da neve, osservazione delle tracce. Una sera lezione di astronomia. Dagli incontri del mattino (una filosofa che si occupa di inserimento lavorativo, un perito elettrico, un piccolo editore) emergono alcuni elementi comumi: non si è mai finito di imparare, bisogna aggiornarsi di continuo; occorre essere disponibili e all'inizio adattarsi alle offerte che si trovano, ma al tempo stesso non rinunciare mai alle proprie ambizioni. Un professore di italiano parla di Dante, della parola studium che significa, prima che studio, interesse, passione, perseveranza. Un docente di storia dell'arte mostra una serie di rappresentazioni di attività umane, dalle miniature medievali ai quadri di Millet e Van Gogh, un insegnante di storia fa ascoltare una serie di canti alpini accompagnandoli con la lettura di lettere di soldati e di brani di romanzi. Particolarmente apprezzato l'intervento di uno psicologo, specialista di team building. Ma è tutta la convivenza - occorre apparecchiare, sparecchiare, pulire, tenere in ordine - che aiuta a scoprire capacità proprie e altrui che a scuola normalmente non emergono. E i momenti liberi sono trascorsi rigorosamente nella sala comune, in modo semplice. Alla fine tutti ringraziano di cuore, non si aspettavano che una vita così diversa dalla loro solita potesse essere tanto interessante. “Cosa vi ha colpito di più di questa settimana?” chiede il docente. “Non credevamo che tanta gente potesse essere così appassionata a quello che fa. Abbiamo capito che il lavoro non è solo lo scotto da pagare per portare a casa lo stipendio, ma può essere un modo per esprimere noi stessi”. L'esperienza servirà a farli impegnare di più?.
Susanna Pesenti

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