Articolo tratto da "L'Eco di Bergamo" martedì 24 febbraio 2009
Zipfel, delegato Fis: “Ci sono tutti i mezzi per crescere e arrivare in cima”
La Val di Scalve può scalare l'Everest

La metafora è di Georg Zipfel, delegato Fis (Federazione internazionale dello sci), e mai metafora fu più adeguata. “Schilpario ha i mezzi per crescere e arrivare in cima all'Everest”.
In cima all'Everest del gradimento Schilpario è arrivata subito. “Beautiful”. Meraviglioso, è stato il leit-motiv della tre giorni di Coppa Europa scalvina, Coppa “L'Eco di Bergamo”, e la corona viene direttamente dai protagonisti. Atleti, tecnici, fisioterapisti, addetti ai lavori si sono levati il cappello, col sorriso. Bel posto, gran bella pista. Ora testimone e sorriso passano alle istituzioni del fondo.
Hanno il volto benevolo del tedesco Zipfel e il consiglio pronto del direttore di gara, Giuseppe Ploner, e dicono che il grande sogno, il Mondo in una Coppa, è possibile. A patto di continuare a sciolinare passione e grandi eventi, di ancorare la Val di Scalve al centro del fondo. “Schilpario è il nome della tradizione, la culla di grandi campioni - racconta rilassato Zipfel -: prima delle gare di Coppa Europa qui di persona non ero mai stato, ora non posso che applaudire. L'atmosfera che si respirava qui è splendida, l'ideale per il fondo: la pista è ottima e c'è un entusiasmo contagioso, un grande spirito di squadra. Ora si tratta di consolidare questo patrimonio e di riproporlo nel tempo: per arrivare all'Everest bisogna prima passare dal Monte Bianco. È l'abitudine ai grandi avvenimenti che permette di arrivare ai sogni più grandi”. Abitudine, automatismi, meccanismi. A ognuno il suo posto, a ogni posto un ruolo da curare nel dettaglio. A partire dalla logistica. “L'aspetto sportivo è stato curato in modo ottimale, c'è da lavorare sulla logistica. Ma la base c'è ed è molto buona”. La base che illumina Schilpario si chiama Pista degli Abeti, concorda Giuseppe Ploner. Che promuove a pieni voti l'organizzazione tecnica della macchina e lancia un'idea. “Pista ottima, ideale per l'inseguimento, forse meno per lo sprint. L'aspetto sportivo è da applausi, va migliorata la ricettività alberghiera. Ma soprattutto per rimanere in pianta stabile nell'élite del fondo, serve esperienza di avvenimenti ad alti livelli: Schilpario ha allevato campioni, perché non coinvolgerli in pianta stabile nell'organizzazione? Sarebbero una bella carta da giocare”. Per chi suona la campanella? Ploner sorride e saluta. Il riferimento però sembra chiaro: Giulio Capitanio e Fabio Maj. Loro il mondo l'hanno già avuto in mano. Loro sanno come si arriva all'Everest.
Si. Pe.

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