Articolo tratto da "L'Eco di Bergamo" 3 aprile 2010
Si cercano volontari e materiale per il piano “Acqua per la vita”
Val di Scalve in campo per l’Africa
VILMINORE Sono rientrati in Valle di Scalve portando con sé
la convinzione che si deve far qualcosa di indispensabile per la missione di
monsignor Francesco Panfilo. Stiamo parlando di Dino Panfilo, fratello di
monsignor Francesco, e Baldino Belingheri, che lanciano un appello per sostenere
il progetto “Acqua per la vita” che a Watuluma, nell'isola di Goodenough,
permetterà anche grazie al “Gruppo Africa Val di Scalve” la costruzione di un
acquedotto a servizio dell'intera popolazione isolana. “Obiettivo del viaggio
era quello di verificare l'esatta posizione della sorgente, la portata e la
qualità dell'acqua, prendere conoscenza del terreno, localizzare i siti per la
presa d'acqua, per le vasche di accumulo, verificare possibili impatti e
problematiche, mappare la rete idrica e tracciare il percorso”, spiega Baldino
Belingheri.
Ventitré ore di volo a cui si sono aggiunte otto estenuanti ore a bordo di “dingi”,
scialuppe piatte a motore, hanno preceduto l'arrivo dei due volontari a Watuluma
dove ad attenderli c'era padre John, il missionario indiano del Pime che sarà il
loro riferimento locale per tutte le fasi del progetto. Rilevazioni tecniche e
una precisa identificazione del percorso da seguire hanno permesso di stabilire
che la sorgente da cui pescare acqua potabile si trova a 290 metri sul livello
del mare, una sorgente che grazie alla sua importante portata sarà in grado di
soddisfare le necessità di 2.200 persone.
“Abbiamo effettuato rilevazioni anche per un secondo acquedotto, quello dì
Ulutuia, che dovrà servire una popolazione di circa 1.800 persone, distribuite
su sette villaggi comprensivi di una scuola primaria con 200 alunni, una scuola
elementare e un ambulatorio”, riferisce Belingheri. “E non era ancora finita. Le
suore del Pime, che gestiscono l'ospedale, hanno infatti bisogno di pannelli
solari per produrre corrente”. La priorità assoluta resta la costruzione
dell'acquedotto di Watuluma. Quello che serve ora è la disponibilità di
volontari disposti a unirsi al gruppo per raggiungere la terra di Papua, oltre
alla necessità di raccogliere materiale (tubi, betoniere, giunti, valvole,
riduttori) e fondi che possano sostenere le fasi di realizzazione del progetto.
Chi volesse contribuire può ottenere informazioni contattando il Gruppo Africa
Val di Scalve a Vilminore (0346.51193-5136 o
gruppoafrica.valdiscalve@scalve.com).
Federica Barcella