Articolo tratto da "L'Eco di Bergamo" 6 gennaio 2010
Assemblea di Orobie Vive sui collegamenti sciistici: danni alla montagna
“Comprensorio, progetto semplicistico”

VILMINORE In Valle di Scalve si inizia il nuovo anno chiedendosi se il comprensorio sciistico che dovrebbe collegare gli impianti di Colere con quelli di Lizzola e Spiazzi di Gromo sia “l'unica via per sviluppare il turismo”. Questa la domanda cardine dell'assemblea pubblica organizzata a Vilminore dall'associazione Orobie Vive, che si pone come principale antagonista alla realizzazione del progetto. Alla serata, alla quale erano presenti un centinaio di persone, alcuni membri dell'associazione hanno presentato i risultati degli studi effettuati sul territorio dal gruppo.
Antonio Galizzi, che si occupa di geologia e idrogeologia, ha spiegato “il grave impatto che una struttura come quella progettata potrebbe avere sui pavimenti calcarei e sull'assetto idrogeologico”; Germano Federici, esperto di biodiversità, ha studiato la flora della Presolana, e ha sottolineato come “questa sia una zona ricca di endemiti, specie che vivono in zone molto ristrette, e che per questo dovrebbero essere maggiormente protette. Servirebbe uno studio naturalistico serio prima di dare al via a un progetto come quello del comprensorio”.
Gli aspetti economici del progetto e le alternative turistiche sono stati illustrati da Giorgio Marchesi e Massimiliano Volpi. Nel corso della serata sono state anche analizzate alcune pagine del progetto presentato dalla Comunità montana alla Regione: “Ci sono lacune - hanno detto gli organizzatori -. Per esempio, l'entrata delle piste a Teveno è stata progettata dicendo che è maggiormente accessibile dalla Valle Camonica. Ma non è vero: per raggiungere la zona ci sono quattro chilometri di strade strette e curve. Insomma, semplificazioni che andrebbero a discapito della montagna. Un piano elaborato con troppa fretta, che risulterà dannoso”.
Al. Ba.

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